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Archivio storico digitale dell’ITIS “Stanislao Cannizzaro” di Catania
12 gennaio 2005 – “Voci per la pace”: al PalaCannizzaro la musica e il teatro degli studenti diventano un messaggio di fraternità, solidarietà e impegno civile
Il 12 gennaio 2005, il PalaCannizzaro accolse una manifestazione destinata a occupare un posto significativo nella storia culturale dell’Istituto Tecnico Industriale “Stanislao Cannizzaro” di Catania.
Gli studenti dell’istituto furono protagonisti del recital musicale e teatrale “Voci per la pace”, un’iniziativa nella quale canto, musica, recitazione e danza divennero strumenti per esprimere un messaggio di solidarietà, rispetto della dignità umana e rifiuto della violenza.
La manifestazione, collegata al periodo natalizio, fu promossa dall’ITIS Cannizzaro e sostenuta dalla Provincia Regionale di Catania – Assessorato alla Pubblica Istruzione.
Dirigente scolastico dell’istituto era il preside Salvatore Indelicato.
Il filmato conservato nell’Archivio storico digitale con il titolo originale “Voci per la pace album” appartiene alla documentazione audiovisiva di quella esperienza.
La particolarità del documento consiste nella sua collocazione all’interno di una più ampia raccolta di registrazioni dedicate allo stesso recital.
Il catalogo storico conserva infatti tre filmati intitolati “Voci per la pace I”, “Voci per la pace II” e “Voci per la pace III”, oltre a una registrazione del recital natalizio e al presente album.
L’insieme di questi documenti permette di recuperare una delle esperienze più rappresentative del laboratorio teatrale del Cannizzaro nei primi anni Duemila.
Ma la ricerca storica ha fatto emergere anche un elemento di particolare rilievo.
Nel maggio 2005, pochi mesi dopo il recital, il progetto “Voci per la pace” ottenne un riconoscimento pubblico nell’ambito dell’XI Memorial Rosario Livatino.
La notizia è conservata in una registrazione originale di Radio Radicale del 7 maggio 2005.
Il recital del Cannizzaro si colloca quindi non soltanto nella storia delle attività artistiche scolastiche, ma anche in quella delle iniziative di educazione alla pace e alla legalità promosse nel territorio catanese.
La scuola tecnica e il linguaggio universale della pace
Nei primi anni Duemila il Cannizzaro era un istituto caratterizzato da una forte identità tecnico-scientifica.
Le specializzazioni industriali, i laboratori, i progetti di innovazione e i rapporti con il mondo produttivo rappresentavano gli elementi centrali dell’offerta formativa.
Accanto a queste attività, tuttavia, la scuola sviluppava un’intensa progettazione culturale.
Il laboratorio teatrale, gli spettacoli musicali, le rappresentazioni, i recital e le iniziative di solidarietà offrivano agli studenti possibilità di formazione differenti da quelle tradizionalmente associate all’istruzione tecnica.
La scelta era fondata su una concezione ampia dell’educazione.
Preparare un giovane a svolgere una professione significava anche aiutarlo a sviluppare sensibilità, responsabilità personale, capacità di collaborazione e consapevolezza civile.
In questo contesto si inseriva “Voci per la pace”.
La manifestazione utilizzava un linguaggio immediato e universale per affrontare un tema che coinvolgeva direttamente la coscienza dei giovani: la possibilità di costruire relazioni umane fondate sul rispetto e sulla convivenza pacifica.
La musica e il teatro consentivano di affrontare argomenti complessi attraverso le emozioni, il movimento e l’espressione artistica.
Lo spettacolo diventava così un’occasione per comunicare valori educativi a un pubblico più ampio della normale comunità scolastica.
Il significato del titolo: tante voci, un unico messaggio
Il titolo scelto per la manifestazione era particolarmente significativo.
“Voci per la pace”.
Il plurale richiamava la partecipazione collettiva.
Non una sola voce, ma le voci dei giovani, ciascuna con la propria sensibilità, capacità espressiva e personalità.
Il messaggio di pace nasceva dall’incontro di queste differenti esperienze.
Attraverso il canto e il teatro, gli studenti potevano raccontare sentimenti, inquietudini, speranze e desideri.
La rappresentazione diventava una forma di partecipazione civile.
Il recital invitava idealmente a riflettere su questioni che attraversavano la società: la guerra, l’incomprensione fra i popoli, la violenza, il rispetto delle differenze e la solidarietà.
Non è necessario attribuire al programma dello spettacolo testi o scene non verificati per comprenderne il messaggio generale.
Il titolo e la documentazione storica sono già sufficienti a identificare la finalità educativa dell’iniziativa.
L’arte veniva utilizzata per affermare che la pace non riguarda soltanto i rapporti fra gli Stati, ma anche la qualità delle relazioni umane.
Una scuola che educa alla pace educa ad ascoltare, rispettare e riconoscere la dignità degli altri.
Il contesto storico del 2005: educare alla pace in un mondo attraversato dai conflitti
La manifestazione va collocata nel contesto internazionale dei primi anni Duemila.
Il mondo era ancora profondamente segnato dalle conseguenze degli attentati dell’11 settembre 2001, dalla guerra in Afghanistan e dal conflitto iracheno iniziato nel marzo 2003.
Le immagini delle guerre, delle vittime civili e delle tensioni internazionali entravano quotidianamente nelle case attraverso la televisione e i giornali.
Anche in Italia il dibattito sulla pace e sull’intervento militare era particolarmente intenso.
Le scuole erano chiamate a confrontarsi con questioni che coinvolgevano direttamente l’educazione alla cittadinanza e alla solidarietà.
In questo contesto, uno spettacolo dedicato alla pace possedeva un significato civile riconoscibile.
I giovani potevano manifestare, attraverso l’espressione artistica, il desiderio di un mondo nel quale le controversie fossero affrontate mediante il dialogo anziché la violenza.
Questa ricostruzione riguarda il contesto storico generale.
Le fonti finora recuperate non consentono di affermare che una specifica guerra fosse il tema esclusivo o principale del programma teatrale.
Il recital viene pertanto interpretato come iniziativa di educazione alla pace, senza attribuire agli studenti prese di posizione particolari non documentate.
Il PalaCannizzaro: il palcoscenico della comunità scolastica
La manifestazione si svolse al PalaCannizzaro, grande struttura sportiva e polifunzionale del territorio catanese, situata nell’area di Cannizzaro, ad Aci Castello.
Per le sue dimensioni, l’impianto poteva accogliere iniziative rivolte a un pubblico numeroso.
Nel corso degli anni fu utilizzato non soltanto per manifestazioni sportive, ma anche per incontri, iniziative culturali e appuntamenti di rilievo provinciale.
Per il recital del gennaio 2005, la struttura divenne uno spazio scenico dedicato agli studenti.
Questo particolare aveva un significato importante.
Gli spettacoli scolastici non rimanevano confinati nelle aule dell’istituto.
Venivano presentati in un ambiente capace di coinvolgere famiglie, rappresentanti delle istituzioni e pubblico esterno.
La scelta di un grande spazio conferiva visibilità all’impegno degli studenti e valorizzava il lavoro svolto durante la preparazione.
Il PalaCannizzaro diventava così un punto d’incontro fra scuola e territorio.
La collaborazione con la Provincia Regionale di Catania
La documentazione archivistica del recital del 12 gennaio 2005 indica espressamente il sostegno della Provincia Regionale di Catania – Assessorato alla Pubblica Istruzione.
Il contributo istituzionale rappresentava un elemento importante.
Le manifestazioni teatrali e musicali di una certa complessità richiedono infatti organizzazione, attrezzature, collaborazione artistica e disponibilità di spazi adeguati.
Il rapporto con la Provincia permetteva alla scuola di realizzare iniziative rivolte a un pubblico ampio e di valorizzare il lavoro degli studenti.
Il sostegno all’educazione alla pace assumeva inoltre un significato pubblico.
Le istituzioni del territorio riconoscevano l’importanza delle attività culturali scolastiche come strumenti di partecipazione e crescita civile.
La collaborazione fra il Cannizzaro e la Provincia testimonia quindi un modello di progettazione nel quale la scuola operava in relazione con altri soggetti istituzionali.
Il sostegno provinciale viene attestato nella scheda archivistica del recital e richiamato anche dalla testimonianza registrata nel maggio 2005.
Non sono invece disponibili, tra i documenti recuperati, gli importi o gli atti amministrativi relativi al finanziamento.
Gli studenti protagonisti: un grande lavoro collettivo
La realizzazione di “Voci per la pace” rappresentava un’esperienza formativa fondata sulla partecipazione.
Uno spettacolo musicale e teatrale richiede infatti il coordinamento di numerose attività.
Gli studenti devono imparare a interpretare testi, eseguire brani, preparare movimenti scenici e lavorare insieme.
Occorre rispettare i tempi, superare difficoltà, affrontare le prove e contribuire alla riuscita complessiva della rappresentazione.
L’esperienza del palcoscenico può inoltre permettere ai ragazzi di scoprire capacità personali che normalmente non emergono durante le lezioni.
Uno studente può distinguersi nel canto o nella recitazione.
Un altro può esprimere attitudini nell’organizzazione, nella preparazione scenica o nella gestione tecnica.
Il risultato finale deriva dal contributo di tutti.
Per un istituto tecnico come il Cannizzaro, anche gli aspetti organizzativi e tecnologici della rappresentazione potevano costituire occasioni di apprendimento.
Musica, amplificazione, illuminazione e documentazione audiovisiva richiedono infatti competenze e collaborazione.
Il recital diventava così un laboratorio educativo interdisciplinare.
Una testimonianza del maggio 2005 parla di cinquantasei studenti
La ricerca ha consentito di individuare un’informazione finora assente dalla descrizione del video.
Nella registrazione dell’XI Memorial Rosario Livatino del 7 maggio 2005, conservata da Radio Radicale, viene ricordato il progetto “Voci per la pace” realizzato dal Cannizzaro.
La trascrizione automatica della registrazione menziona cinquantasei allievi impegnati nella manifestazione.
Se confermato dall’ascolto diretto della registrazione, questo dato restituisce la dimensione della partecipazione studentesca.
Un gruppo di tale ampiezza richiedeva infatti un’organizzazione articolata e un importante lavoro preparatorio.
La stessa testimonianza richiama la partecipazione di un attore indicato con il cognome Valentino, impegnato nel coordinamento dei giovani.
La documentazione relativa a una successiva edizione del recital identifica il regista Salvo Valentino, ma non è opportuno attribuire automaticamente al gennaio 2005 tutti i crediti artistici indicati per il 2006.
Per questa ragione il numero degli allievi e il riferimento al coordinamento artistico sono presentati come informazioni emerse da una fonte audio con trascrizione automatica, da verificare puntualmente attraverso l’ascolto.
La testimonianza rimane comunque significativa perché conferma il carattere collettivo del progetto e il suo rilievo pubblico.
Il laboratorio teatrale del Cannizzaro: un percorso educativo continuativo
“Voci per la pace” si inseriva nella storia del laboratorio teatrale del Cannizzaro, una delle esperienze culturali più rappresentative dell’istituto negli anni Duemila.
La scuola promuoveva spettacoli, musical, recital e attività artistiche attraverso il lavoro congiunto di docenti, studenti e collaboratori esterni.
Negli anni successivi la documentazione identifica, fra le principali figure impegnate nel laboratorio, le professoresse Cettina Di Gregorio, Lidia Privitera, Silvana Raccuia e Angela Scalia.
Il percorso culturale della scuola comprendeva anche iniziative di solidarietà e collaborazioni con istituzioni del territorio.
La preparazione di spettacoli complessi richiedeva agli studenti disciplina, creatività e capacità di lavorare in gruppo.
Il teatro permetteva di superare la distinzione tradizionale fra discipline tecniche e formazione umanistica.
Le conoscenze scientifiche e professionali rappresentavano una componente essenziale della preparazione.
La capacità di comunicare, comprendere gli altri ed esprimere sentimenti costituiva un’altra dimensione altrettanto importante della crescita personale.
In questo senso “Voci per la pace” apparteneva a una precisa scelta educativa: valorizzare la persona nella sua interezza.
La scoperta storica: il riconoscimento all’XI Memorial Rosario Livatino
Uno dei risultati più importanti della ricerca documentaria riguarda l’XI Memorial Rosario Livatino, svoltosi il 7 maggio 2005 al PalaCannizzaro.
La manifestazione era organizzata dall’Associazione Rosario Livatino e dalla Provincia Regionale di Catania.
La registrazione integrale dell’evento è conservata nell’archivio di Radio Radicale.
Il Memorial era dedicato alla figura di Rosario Livatino, il magistrato assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990, e promuoveva i valori della legalità, della giustizia e dell’impegno civile.
Durante l’incontro furono ricordate iniziative culturali e sociali realizzate sul territorio.
Fra queste compare espressamente “Voci per la pace” dell’ITIS Cannizzaro.
La presentazione del progetto richiama il lavoro dei ragazzi, la collaborazione della scuola e il sostegno della Provincia.
La registrazione contiene inoltre il momento del riconoscimento conferito all’istituto per lo spettacolo.
Si tratta di una testimonianza particolarmente importante perché proviene da una fonte audio originale del 2005, indipendente dalle schede archivistiche redatte successivamente.
Il recital acquistava così un significato che andava oltre l’iniziativa scolastica.
La comunità provinciale riconosceva il contributo offerto dal Cannizzaro alla diffusione di un messaggio di pace e di responsabilità civile.
Ascolta la registrazione originale dell’XI Memorial Rosario Livatino – Radio Radicale, 7 maggio 2005
Il 7 maggio 2005: il PalaCannizzaro viene intitolato a Rosario Livatino
La registrazione di Radio Radicale documenta anche un altro evento di grande rilievo.
Durante l’XI Memorial del 7 maggio 2005, il PalaCannizzaro fu intitolato al magistrato Rosario Livatino.
La cerimonia riunì rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, del mondo associativo e della comunità civile.
Fra i partecipanti figuravano Raffaele Lombardo, presidente della Provincia Regionale di Catania; Daniele Capuana, assessore provinciale allo Sport; Attilio Cavallaro, presidente del Comitato Rosario Livatino; il magistrato Gian Carlo Caselli; e l’arcivescovo di Catania Pio Vittorio Vigo.
La registrazione documenta una manifestazione dedicata ai valori della legalità e alla memoria di un magistrato divenuto simbolo dell’impegno contro la criminalità mafiosa.
La coincidenza con il riconoscimento attribuito al progetto “Voci per la pace” è particolarmente significativa.
Nel gennaio 2005 gli studenti del Cannizzaro avevano utilizzato quello stesso impianto per diffondere un messaggio di pace.
Nel maggio successivo, la struttura veniva intitolata a un magistrato che aveva perso la vita nell’esercizio delle proprie funzioni.
Il collegamento fra educazione alla pace e legalità emerge così dalla stessa documentazione storica.
Va precisato che nel gennaio 2005 il PalaCannizzaro non aveva ancora ricevuto l’intitolazione a Rosario Livatino, avvenuta il 7 maggio.
Questo dettaglio cronologico permette di evitare un’anacronistica denominazione del luogo nella descrizione del recital originario.
Rosario Livatino e la pace come esercizio della giustizia
Rosario Livatino rappresenta una figura particolarmente significativa nella storia civile della Sicilia.
Nato a Canicattì nel 1952, svolse la propria attività di magistrato affrontando anche indagini riguardanti la criminalità organizzata.
Fu assassinato il 21 settembre 1990.
La sua vicenda contribuì a fare della legalità, dell’indipendenza della magistratura e del coraggio civile temi centrali dell’educazione delle nuove generazioni.
Il Memorial a lui dedicato intendeva promuovere questi valori attraverso incontri, testimonianze e riconoscimenti.
In questo contesto, il recital del Cannizzaro assumeva una particolare coerenza educativa.
La pace non veniva considerata soltanto come assenza di guerra.
Era collegata al rispetto delle persone, alla giustizia, alla responsabilità e al rifiuto della violenza.
Il rapporto fra pace e legalità costituiva quindi un terreno comune fra il messaggio artistico degli studenti e le finalità civili del Memorial.
La registrazione del 7 maggio 2005 consente oggi di documentare questo collegamento attraverso una testimonianza contemporanea.
Il valore dell’iniziativa per la città e per la Provincia di Catania
La manifestazione “Voci per la pace” fu una delle iniziative attraverso le quali il Cannizzaro si presentò al territorio non soltanto come scuola tecnica, ma come comunità produttrice di cultura.
Il sostegno della Provincia Regionale di Catania e il successivo riconoscimento del Memorial Rosario Livatino dimostrano che l’esperienza raggiunse una dimensione pubblica.
La scuola contribuiva a diffondere un messaggio educativo attraverso il linguaggio artistico dei giovani.
Gli studenti diventavano protagonisti di un’iniziativa rivolta non soltanto ai compagni e ai docenti, ma anche alle famiglie e alla società civile.
L’attività teatrale permetteva di esprimere valori condivisi, favorendo il confronto fra generazioni.
La partecipazione delle istituzioni rappresentava inoltre un riconoscimento dell’importanza della progettazione culturale scolastica.
L’esperienza del Cannizzaro dimostrava che un istituto tecnico poteva svolgere una funzione culturale e civile di rilievo nel proprio territorio.
Il ruolo del preside Salvatore Indelicato
Nel 2005 l’ITIS Cannizzaro era diretto dal preside Salvatore Indelicato, alla guida dell’istituto dall’anno scolastico 1997-1998.
Durante quel periodo la scuola sviluppava iniziative che affiancavano alla formazione tecnica un’intensa attività culturale e progettuale.
“Voci per la pace” apparteneva a questa impostazione.
Il contributo della dirigenza consisteva nel favorire le condizioni organizzative e istituzionali necessarie per realizzare una manifestazione complessa, sostenendo la collaborazione fra docenti, studenti, esperti e istituzioni.
Il progetto era soprattutto il risultato del lavoro collettivo della comunità scolastica.
Gli studenti partecipavano come protagonisti dell’esperienza artistica.
I docenti accompagnavano la preparazione e ne sviluppavano il significato educativo.
I collaboratori esterni contribuivano agli aspetti artistici e organizzativi.
La Provincia sosteneva l’iniziativa e ne favoriva la dimensione pubblica.
La successiva presenza del progetto al Memorial Rosario Livatino confermava la capacità del Cannizzaro di costruire relazioni significative con il territorio.
I diversi filmati del gennaio 2005: una raccolta audiovisiva da conservare integralmente
L’Archivio storico digitale conserva più video dedicati a “Voci per la pace”.
Si tratta di una circostanza importante per comprendere la struttura della documentazione.
Le registrazioni sono catalogate con lo stesso riferimento cronologico, 12 gennaio 2005, ma possiedono titoli e collegamenti differenti.
Fra i materiali conservati figurano:
“Recital Natale Voci Per Pace Palacannizzaro ass. Prov. P.I”: video dedicato alla manifestazione natalizia sostenuta dalla Provincia.
“Voci per la pace I”: prima registrazione della serie.
“Voci per la pace II”: seconda registrazione.
“Voci per la pace III”: terza registrazione.
“Voci per la pace album”: il documento oggetto della presente scheda.
La presenza di un video denominato album suggerisce una possibile funzione di raccolta o presentazione audiovisiva dei ricordi della manifestazione.
Non è tuttavia possibile stabilire dalla sola denominazione se si tratti di una sequenza fotografica, di un montaggio di immagini in movimento o di una combinazione dei due formati.
La scelta editoriale corretta è conservare il titolo originale e mantenere ogni registrazione come documento distinto.
Le eventuali sovrapposizioni fra i filmati potranno essere chiarite attraverso il loro confronto diretto.
Anche in questo caso vale il principio adottato per altre schede dell’Archivio storico: non eliminare materiali apparentemente ripetitivi, ma valorizzarli come possibili testimonianze complementari dello stesso evento.
Il significato dell’album per la memoria degli studenti
Un documento audiovisivo denominato “album” assume un valore particolare all’interno della memoria scolastica.
Le immagini e le registrazioni permettono di conservare aspetti che raramente trovano spazio nelle normali cronache degli istituti.
I protagonisti non sono soltanto i dirigenti, i docenti o gli ospiti istituzionali.
Sono soprattutto gli studenti, con le loro esperienze, le emozioni e i momenti di partecipazione.
Gli anni scolastici passano, le classi si diplomano e i ragazzi intraprendono percorsi di studio, lavoro e vita differenti.
La documentazione audiovisiva consente però di conservare una parte di quei momenti.
Rivedere le iniziative culturali della propria scuola può significare ritrovare compagni, insegnanti, amicizie ed esperienze personali.
Per le nuove generazioni, invece, questi documenti rappresentano una testimonianza della vita dell’istituto in un periodo storico precedente.
L’album “Voci per la pace” si inserisce in questa funzione di conservazione della memoria collettiva.
Una tradizione artistica che prosegue negli anni successivi
Il recital del gennaio 2005 non rimase un episodio isolato.
L’Archivio storico digitale conserva un’altra manifestazione intitolata “Voci per la pace”, catalogata con la data del 12 novembre 2006.
La ricostruzione archivistica pubblicata da Aetnanet l’11 ottobre 2026 identifica in quella edizione la professoressa Concetta Di Gregorio come coordinatrice, Salvo Valentino alla regia, Gaetani Guarnaccia alle coreografie e Massimiliano Messina alle riprese.
La documentazione conferma la prosecuzione delle attività culturali del Cannizzaro, ma tali crediti si riferiscono alla registrazione catalogata nel 2006 e non devono essere automaticamente attribuiti allo spettacolo del gennaio 2005.
Negli anni successivi l’istituto avrebbe realizzato numerose altre produzioni teatrali e musicali.
Fra queste figurano:
2005 – “Sogno di una notte di mezza estate”, rappresentato alle Ciminiere.
2006 – “Moulin Rouge”, spettacolo musicale di fine anno.
2007 – “Notre Dame de Paris”, rappresentato alle Ciminiere l’8 giugno.
2009 – “Aladdin”, realizzato nell’ambito del laboratorio teatrale.
Questi spettacoli documentano una continuità nella progettazione artistica e culturale.
L’esperienza del palcoscenico contribuiva alla formazione degli studenti, valorizzando competenze differenti da quelle normalmente richieste nei percorsi tecnico-industriali.
La pace come esperienza educativa
L’iniziativa del gennaio 2005 offre ancora oggi numerosi spunti di riflessione.
Educare alla pace non significa soltanto parlare dei conflitti internazionali o ricordare le tragedie della storia.
Significa aiutare i giovani a sviluppare comportamenti fondati sul rispetto delle persone.
La scuola svolge questa funzione attraverso l’insegnamento delle discipline, ma anche mediante le esperienze collettive.
Un laboratorio teatrale può diventare un ambiente nel quale si impara ad ascoltare gli altri, rispettare le differenze e collaborare.
La realizzazione di uno spettacolo richiede disciplina e responsabilità.
Ogni partecipante deve contribuire al risultato comune.
Il successo individuale non può essere separato da quello del gruppo.
Il messaggio artistico di “Voci per la pace” trovava quindi una corrispondenza concreta anche nelle modalità di realizzazione del progetto.
Gli studenti parlavano di pace attraverso un’attività che richiedeva collaborazione e rispetto reciproco.
Il collegamento fra teatro, educazione civica e legalità
Il riconoscimento del maggio 2005 al Memorial Rosario Livatino permette di approfondire ulteriormente il significato dell’iniziativa.
La pace e la legalità non sono temi separati.
Entrambe richiedono il riconoscimento della dignità della persona e il rispetto di regole condivise.
La violenza e la sopraffazione rappresentano invece la negazione di questi valori.
La memoria di Rosario Livatino costituisce un riferimento particolarmente importante per l’educazione civile delle giovani generazioni siciliane.
Il suo impegno professionale testimonia il significato della responsabilità personale nell’esercizio delle funzioni pubbliche.
Affiancare il ricordo di Livatino a un progetto scolastico dedicato alla pace permette di cogliere una dimensione più ampia dell’educazione.
La scuola è chiamata a formare persone consapevoli del proprio ruolo nella società.
Il teatro e la musica diventano così strumenti per rendere accessibili e condivisibili valori civili fondamentali.
Il valore storico della registrazione di Radio Radicale
L’Archivio storico digitale del Cannizzaro è stato costruito attraverso il recupero di filmati, fotografie e documenti relativi alla vita dell’istituto.
La possibilità di individuare una registrazione indipendente, conservata da Radio Radicale, rappresenta un risultato particolarmente importante.
La fonte documenta una manifestazione pubblica del 7 maggio 2005, successiva al recital.
Permette di collegare “Voci per la pace” a un evento dedicato alla legalità e alla memoria di Rosario Livatino.
Conserva inoltre una testimonianza del riconoscimento conferito alla scuola.
L’audio costituisce quindi un documento complementare rispetto ai video del recital.
I filmati dell’Archivio mostrano l’esperienza artistica degli studenti.
La registrazione del Memorial documenta invece come quell’esperienza fu ricordata e riconosciuta pubblicamente.
L’integrazione di queste fonti permette di trasformare una semplice scheda audiovisiva in una ricostruzione storica più completa.
È un esempio concreto di come l’Archivio possa essere arricchito attraverso il confronto fra materiali scolastici e documentazione conservata da istituzioni esterne.
Una testimonianza da consegnare alle generazioni future
“Voci per la pace” rappresenta una pagina significativa della storia culturale del Cannizzaro.
Nel gennaio 2005 gli studenti portarono sul palcoscenico del PalaCannizzaro un messaggio di solidarietà e convivenza.
La manifestazione fu sostenuta dalla Provincia Regionale di Catania e si inserì nel percorso educativo del laboratorio teatrale.
Nel maggio successivo il progetto ricevette un riconoscimento nell’ambito dell’XI Memorial Rosario Livatino.
La conservazione delle registrazioni audiovisive permette oggi di recuperare questa esperienza e di ricostruirne il significato storico.
Il valore del progetto non risiede soltanto nella qualità artistica della rappresentazione.
Riguarda soprattutto la scelta di affidare ai giovani il compito di esprimere pubblicamente un messaggio di pace.
In una scuola tecnica, abituata a formare studenti attraverso le discipline scientifiche e tecnologiche, il teatro divenne uno strumento per sviluppare sensibilità, creatività e responsabilità civile.
La manifestazione dimostrava che l’educazione non può essere ridotta alla trasmissione di conoscenze professionali.
Deve contribuire anche alla formazione di persone capaci di comprendere gli altri e partecipare consapevolmente alla vita sociale.
Il 12 gennaio 2005 il Cannizzaro affidò alla musica, al teatro e alle voci dei suoi studenti un messaggio di pace.
Il 7 maggio dello stesso anno quel messaggio ricevette un riconoscimento pubblico in una manifestazione dedicata alla memoria di Rosario Livatino e alla legalità.
Due momenti di una stessa storia educativa.
Una storia che merita di essere conservata perché testimonia come una comunità scolastica possa trasformare la creatività dei giovani in un’occasione di partecipazione civile.
Le voci degli studenti del Cannizzaro appartengono oggi alla memoria dell’istituto. Il loro messaggio di pace continua a parlare alle generazioni successive.
🎥 Guarda il video completo
2005-01-12 – ITIS S. Cannizzaro Catania – Voci per la pace album
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=53vzpZw7qs8
Data archivistica: 12 gennaio 2005
Titolo del recital: Voci per la pace
Luogo: PalaCannizzaro, area catanese
Protagonisti: studenti dell’ITIS “Stanislao Cannizzaro” di Catania
Dirigente scolastico: prof. Salvatore Indelicato
Sostegno istituzionale: Provincia Regionale di Catania – Assessorato alla Pubblica Istruzione
Numero di studenti ricordato nella fonte audio del maggio 2005: 56, dato da confermare all’ascolto
Riconoscimento successivo: XI Memorial Rosario Livatino, 7 maggio 2005
Documento complementare: registrazione storica di Radio Radicale
Materiale archivistico collegato: recital natalizio, Voci per la pace I, II e III.
Scheda video dell’Archivio storico digitale dell’ITIS “Stanislao Cannizzaro” di Catania.
Articoli e video collegati nell’Archivio Aetnanet
Le cinque registrazioni del gennaio 2005
Recital natalizio “Voci per la pace” al PalaCannizzaro
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=OF2j3GTWPBE
Leggi la scheda già pubblicata su Aetnanet
Voci per la pace – Parte I
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=CoV3PTLmg74
Voci per la pace – Parte II
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=UDqKy9b3xko
Voci per la pace – Parte III
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=e7TEwvLLPs0
Voci per la pace – Album
Il video della presente scheda n. 151 è raggiungibile dal collegamento riportato in apertura e nella sezione di riepilogo.
Il riconoscimento pubblico del 7 maggio 2005
Le successive produzioni culturali del Cannizzaro
- 2006 – “Voci per la pace” al PalaCannizzaro: l’edizione successiva documentata dall’Archivio
- 12 aprile 2007 – La compagnia teatrale del Cannizzaro e l’iniziativa solidale “Insieme per vincere”
- 11 giugno 2007 – “Notre Dame de Paris”, spettacolo musicale di fine anno scolastico
- 12 giugno 2009 – “Aladdin”, spettacolo musicale di fine anno
Fonte e metodo
La presente scheda è stata ricostruita attraverso il confronto fra il catalogo audiovisivo del Cannizzaro, le pubblicazioni dell’Archivio Aetnanet e una registrazione originale del 2005 conservata da Radio Radicale.
- Archivio storico digitale dell’ITIS Cannizzaro.
Il filmato principale è catalogato con il titolo “2005-01-12 – ITIS S. CANNIZZARO CATANIA Voci per la pace album”, collegamento YouTube 53vzpZw7qs8.
Il catalogo identifica inoltre quattro registrazioni collegate allo stesso recital: il filmato natalizio e i video numerati I, II e III.
Il titolo “album” viene conservato nella sua forma originale. Non viene attribuita al filmato una specifica tecnica di montaggio senza averne verificato direttamente le immagini.
- Aetnanet – 2 settembre 2026.
“2005-01-12 – ITIS S. Cannizzaro Catania – Recital Natale Voci Per Pace Palacannizzaro ass. Prov. P.I”.
La pubblicazione, redatta nell’ambito del recupero dell’Archivio storico, conferma la data associata alla manifestazione, il luogo, la finalità educativa e il sostegno della Provincia Regionale di Catania.
È una ricostruzione retrospettiva, non un articolo giornalistico pubblicato nel gennaio 2005.
- Radio Radicale – 7 maggio 2005.
“XI Memorial Rosario Livatino”.
Registrazione audio originale della manifestazione organizzata dall’Associazione Rosario Livatino e dalla Provincia Regionale di Catania.
La fonte documenta l’intitolazione del PalaCannizzaro a Rosario Livatino e contiene un riferimento esplicito al progetto “Voci per la pace” dell’ITIS Cannizzaro e al riconoscimento conferito all’istituto.
La trascrizione automatica menziona 56 studenti e un attore di cognome Valentino, ma tali dettagli richiedono una verifica all’ascolto. Non è stata recuperata una lista nominativa degli allievi del recital del gennaio 2005.
- Aetnanet – 11 ottobre 2026.
“2006-11-12 – ITIS S. Cannizzaro Catania Recital Voci per la pace Palacannizzaro Catania”.
La ricostruzione documenta una successiva manifestazione e identifica il coordinamento della professoressa Concetta Di Gregorio, la regia di Salvo Valentino, le coreografie di Gaetani Guarnaccia e le riprese di Massimiliano Messina.
Questi crediti appartengono alla successiva registrazione e non vengono automaticamente attribuiti al recital del gennaio 2005.
- Articoli Aetnanet sulle attività teatrali del Cannizzaro.
Sono stati considerati gli articoli relativi alle produzioni culturali e alle iniziative di solidarietà realizzate negli anni successivi.
Tali documenti consentono di collocare “Voci per la pace” nella continuità del laboratorio teatrale, senza confondere programmi, interpreti o date di manifestazioni differenti.
- Periodico L’ALBA.
Gli indici e i riferimenti finora recuperati non consentono di identificare con certezza un articolo del periodico specificamente dedicato al recital del 12 gennaio 2005.
Non vengono pertanto inventati titoli, pagine o testimonianze del giornale.
Precisazioni archivistiche
La data del 12 gennaio 2005 deriva dal titolo originale e dalla successiva ricostruzione pubblicata su Aetnanet.
Il riconoscimento del 7 maggio 2005 è un evento distinto e successivo al recital.
L’intitolazione del PalaCannizzaro a Rosario Livatino risale al 7 maggio 2005 e non va retrodatata al gennaio dello stesso anno.
Non sono stati attribuiti alla manifestazione brani musicali, testi recitati, coreografie o nomi di singoli interpreti privi di riscontro documentale.
Le considerazioni sul contesto internazionale e sul significato educativo dell’iniziativa costituiscono approfondimenti redazionali, distinti dalle informazioni direttamente ricavate dalle fonti.
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