Vai al contenuto
Venerdì 18 Settembre 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Comunicati

Dighe siciliane, la grande risalita del 2026: da 230 a 617 milioni di m³. Cosa è cambiato dal disastro del 2024 e cosa possono fare PNRR e nuovi lavori

In appena quattro mesi gli invasi siciliani hanno guadagnato quasi 387 milioni di metri cubi d'acqua. Al 1° settembre le riserve sono più che raddoppiate rispetto al 2024. Ma la vera sfida è trasformare un'annata meteorologicamente favorevole in sicurezza idrica strutturale: manutenzione delle dighe, recupero della capacità effettiva, adduttori, reti, interconnessioni e investimenti PNRR.

diga Ancipa

In appena quattro mesi gli invasi siciliani hanno guadagnato quasi 387 milioni di metri cubi d’acqua. Al 1° settembre le riserve sono più che raddoppiate rispetto al 2024. Ma la vera sfida è trasformare un’annata meteorologicamente favorevole in sicurezza idrica strutturale: manutenzione delle dighe, recupero della capacità effettiva, adduttori, reti, interconnessioni e investimenti PNRR.

Dalla grande siccità alla grande risalita

Due anni possono cambiare radicalmente la fotografia delle risorse idriche siciliane.

Nel 2024 l’Isola affrontava una delle più gravi crisi idriche degli ultimi anni. Gli invasi si svuotavano, le disponibilità per l’agricoltura venivano drasticamente ridotte e l’Autorità di Bacino era costretta a continue rimodulazioni della pianificazione.

A settembre 2024 nelle dighe siciliane erano rimasti complessivamente circa 202,38 milioni di metri cubi d’acqua.

Un anno dopo, a settembre 2025, si era già saliti a 311,42 milioni.

Al 1° settembre 2026 il volume complessivo raggiunge invece 443,49 milioni di metri cubi.

In appena due anni:

202,38 → 311,42 → 443,49 milioni di m³.

Rispetto al settembre 2024 significa circa 241 milioni di metri cubi in più, con un incremento nell’ordine del 119 per cento.

Non siamo davanti a una variazione marginale: è cambiato il punto di partenza con il quale la Sicilia si presenta alla nuova stagione autunnale e invernale.

Il 2026 raccontato mese per mese

Ancora più impressionante è osservare l’intero andamento del 2026.

Al 1° gennaio gli invasi contenevano circa 229,95 milioni di m³.

Poi la curva cambia rapidamente:

1 febbraio: 389,43 Mmc
1 marzo: 536,11 Mmc
1 aprile: 584,83 Mmc
1 maggio: 617,01 Mmc.

In quattro mesi il sistema guadagna quindi:

617,01 − 229,95 = 387,06 milioni di metri cubi.

In termini percentuali, le riserve risultano circa il 168% superiori rispetto all’inizio dell’anno.

Il dato fotografa soprattutto gli effetti di una stagione meteorologica molto più favorevole e degli afflussi nei bacini.

Ed è importante dirlo con chiarezza: non sarebbe corretto attribuire questa spettacolare risalita principalmente al PNRR o ai lavori sulle dighe.

L’acqua è arrivata innanzitutto perché sono migliorate le condizioni idrologiche.

Gli investimenti diventano decisivi per un’altra ragione: determinare quanta dell’acqua che arriva la Sicilia riesce effettivamente a conservare, trasferire e utilizzare.

Maggio 2026: il massimo con 617 milioni di metri cubi

Il punto culminante viene raggiunto al 1° maggio:

617,01 milioni di metri cubi.

È da questo momento che la curva cambia direzione.

A giugno si scende leggermente a 607,49 Mmc, a luglio a 566,78, ad agosto a 500,71 e infine a settembre a 443,49 milioni.

Fra maggio e settembre la riduzione complessiva è quindi di circa 173,5 milioni di metri cubi.

Non dobbiamo però interpretare questa cifra semplicemente come “acqua consumata”.

Il volume di una diga è il risultato di un bilancio:

afflussi + precipitazioni − prelievi − evaporazione − trasferimenti − altre perdite = variazione del volume invasato.

Durante l’estate aumentano contemporaneamente i consumi irrigui e potabili e l’evaporazione, mentre diminuiscono generalmente gli apporti meteorici.

La discesa estiva è pertanto fisiologica.

Ciò che conta è da quale livello parte.

E nel 2026 partiva da 617 milioni di metri cubi.

Il confronto con il 2024 cambia completamente la prospettiva

Per comprendere la portata del recupero bisogna tornare alla situazione di due anni fa.

Il rapporto regionale sulla siccità 2024 descrive una situazione di elevata scarsità idrica sull’intero territorio regionale, tanto per il comparto irriguo quanto per quello potabile.

L’Autorità di Bacino dovette monitorare continuamente le disponibilità e rimodulare le assegnazioni.

Il settembre 2024, con poco più di 202 milioni di metri cubi complessivamente invasati, rappresenta quindi un termine di paragone particolarmente significativo.

Due anni dopo siamo a oltre 443 milioni.

Non significa che la siccità in Sicilia sia stata definitivamente sconfitta.

Significa però che la riserva disponibile all’uscita dall’estate 2026 è enormemente superiore a quella dell’anno della grande crisi.

Nel 2026 la Regione dichiara superata la severità idrica

Il miglioramento era già evidente prima dell’estate.

L’Osservatorio distrettuale permanente sugli utilizzi idrici aveva rilevato a maggio che non sussistevano più le condizioni per mantenere una situazione di “severità idrica”.

Ad agosto 2026 gli invasi contenevano 500,71 milioni di metri cubi, contro 311,42 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente.

Il miglioramento ha consentito anche di soddisfare maggiormente le esigenze agricole in sistemi quali Ancipa, Castello, Garcia, Poma, Rosamarina e Ragoleto, dopo le pesanti limitazioni degli anni precedenti.

È un passaggio particolarmente importante: la quantità d’acqua presente nelle dighe acquista significato soltanto quando può essere realmente destinata agli usi potabili, irrigui e produttivi.

Attenzione: 443 milioni invasati non significano 443 milioni utilizzabili

Questo è uno dei punti sui quali Aetnanet ha già richiamato l’attenzione.

I prospetti dell’Autorità di Bacino riportano i volumi lordi.

All’interno di una diga possono esserci:

  • volumi morti;
  • acqua non utilizzabile per ragioni tecniche;
  • limitazioni all’invaso;
  • riserve;
  • sedimenti accumulati nel corso degli anni;
  • capacità nominale non più corrispondente alla capacità effettiva.

Il rapporto regionale sulla siccità 2024 specifica infatti che i totali mensili sono calcolati al lordo di volumi morti, riservati o interriti.

È quindi sbagliato considerare automaticamente tutta l’acqua riportata nei prospetti come immediatamente disponibile.

Ed è precisamente qui che gli investimenti infrastrutturali diventano strategici.

Il PNRR: non crea la pioggia, ma può consentire di utilizzare meglio l’acqua

La funzione degli investimenti deve essere interpretata correttamente.

Il PNRR non può impedire una futura siccità e non può aumentare le precipitazioni.

Può però migliorare radicalmente l’efficienza del sistema.

L’obiettivo è fare in modo che, quando l’acqua arriva, una quota maggiore possa essere:

invasata → conservata → trasferita → distribuita → utilizzata.

Fra gli interventi di particolare rilievo figura il completamento della diga Pietrarossa, tra Aidone e Mineo.

La documentazione regionale colloca l’opera nell’ambito della Missione 2, Componente 4, Investimento 4.1 del PNRR, insieme ad altre fonti di finanziamento. Nel 2026 gli atti amministrativi mostrano che i lavori sono ancora concretamente in avanzamento.

Altrettanto significativo è l’intervento sull’adduttore Castello, cioè il primo tronco dalla diga Castello alla diramazione Tavernola.

È un esempio perfetto del problema siciliano: non basta avere l’acqua nella diga se poi non esiste un sistema efficiente per portarla dove serve.

Pietrarossa: un’opera che la Sicilia aspetta da decenni

Il completamento di Pietrarossa ha un valore che va oltre il singolo bacino.

La Sicilia dispone già di numerosi invasi, ma una parte del sistema è stata storicamente penalizzata da opere incompiute, limitazioni, manutenzioni insufficienti e collegamenti non adeguati.

Portare a compimento infrastrutture di questo tipo significa aumentare la capacità del sistema regionale di affrontare periodi siccitosi futuri.

Ma anche qui bisogna evitare una semplificazione.

Una nuova diga o il completamento di una diga non risolvono automaticamente il problema.

Servono contemporaneamente adduttori efficienti, reti con minori perdite, manutenzione, monitoraggio e capacità di trasferire la risorsa fra sistemi diversi.

Il vero nemico nascosto: l’interrimento

Esiste poi un problema meno visibile della siccità ma altrettanto importante: i sedimenti.

Anno dopo anno fango, sabbia e materiali trasportati dai corsi d’acqua si depositano sul fondo degli invasi.

Lo spazio occupato dai sedimenti non può più contenere acqua.

La capacità teorica originaria della diga può quindi essere molto superiore alla capacità effettivamente disponibile decenni dopo.

Per questo recuperare capacità attraverso interventi di gestione dei sedimenti può, in determinati casi, equivalere alla creazione di nuova capacità d’accumulo senza costruire un nuovo sbarramento.

È una delle questioni sulle quali la Sicilia dovrà concentrare sempre maggiore attenzione.

Non tutte le dighe stanno allo stesso modo

Anche il dato regionale complessivo deve essere interpretato con prudenza.

La situazione è fortemente differenziata da bacino a bacino.

Alcuni grandi invasi hanno recuperato quantità considerevoli d’acqua, mentre altri continuano a presentare disponibilità molto ridotte.

Inoltre non tutte le risorse possono essere trasferite liberamente da una parte all’altra dell’Isola.

Per questo non esiste, dal punto di vista operativo, un unico grande “serbatoio Sicilia”.

Esistono sistemi idrici territoriali collegati soltanto in parte.

Ed è un’altra ragione per cui interconnessioni e adduttori possono diventare importanti quanto le dighe stesse.

Cosa possiamo aspettarci nel 2027?

Al 1° settembre 2026 la Sicilia parte da 443,49 milioni di metri cubi.

È un capitale idrico molto superiore a quello disponibile alla stessa data nel 2024 e nel 2025.

Se l’autunno e l’inverno 2026-2027 presenteranno precipitazioni almeno vicine alla normalità, il sistema potrà affrontare la primavera 2027 da una posizione nettamente più favorevole rispetto agli anni della crisi.

Ma fare oggi una previsione numerica sarebbe prematuro.

Dipenderà non soltanto dalla quantità complessiva delle piogge, ma soprattutto dalla loro distribuzione geografica, dalla neve eventualmente accumulata sui rilievi, dagli afflussi effettivi nei bacini e dalla gestione dei prelievi.

La variabile meteorologica continuerà quindi a essere determinante.

La vera prova arriverà nei prossimi anni

Esiste però un indicatore che Aetnanet propone di seguire con particolare attenzione.

Il massimo del 2026 è stato:

617,01 milioni di metri cubi al 1° maggio.

Nei prossimi anni dovremo confrontare non soltanto quanta pioggia sarà caduta, ma quanta acqua il sistema sarà stato capace di trattenere e rendere realmente utilizzabile.

Se, con precipitazioni comparabili, gli invasi potranno progressivamente accumulare e rendere disponibile una quantità maggiore d’acqua grazie alla rimozione delle limitazioni, alla manutenzione, agli adduttori e al completamento delle opere, allora cominceremo a vedere nei numeri l’effetto strutturale degli investimenti.

Sarà questo il vero banco di prova.

Dalla gestione dell’emergenza alla resilienza

La lezione del triennio 2024-2026 è chiara.

Nel 2024 la Sicilia ha sperimentato quanto possa essere fragile un sistema idrico sottoposto contemporaneamente a siccità prolungata e criticità infrastrutturali.

Il 2026 dimostra invece quanto rapidamente gli invasi possano recuperare quando tornano precipitazioni favorevoli.

Ma proprio questo recupero pone una domanda decisiva:

quando torna l’acqua, siamo capaci di conservarla?

La strategia dei prossimi anni dovrà quindi poggiare su più pilastri:

dighe efficienti, capacità d’invaso recuperata, sedimenti gestiti, adduttori funzionanti, reti con minori perdite, interconnessioni, monitoraggio e pianificazione pluriennale.

La Sicilia non potrà eliminare l’alternanza fra anni piovosi e anni siccitosi.

Può però diventare molto più capace di accumulare negli anni favorevoli l’acqua necessaria ad attraversare quelli sfavorevoli.

Ed è questa, più dei singoli numeri mensili, la vera sfida aperta dopo la grande risalita del 2026.

🌐 Fonti consultate e metodo redazionale Aetnanet

Fonti principali

Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia – Prospetti e grafici mensili dei volumi invasati nelle dighe siciliane, gennaio-settembre 2026.

Autorità di Bacino – serie storiche dei volumi invasati 2024 e 2025.

Regione Siciliana – documentazione sulla disponibilità idrica, pianificazione 2026 e attività dell’Osservatorio distrettuale permanente sugli utilizzi idrici.

Regione Siciliana – documentazione amministrativa e PNRR relativa al completamento della diga Pietrarossa e dell’adduttore Castello.

Precedenti Aetnanet

Da collegare nel corpo dell’articolo il precedente approfondimento Aetnanet del 15 settembre 2026 sulla situazione degli invasi siciliani, così da consentire al lettore di ricostruire l’evoluzione della crisi idrica e del successivo recupero.

Metodo redazionale

Aetnanet ha confrontato i prospetti mensili ufficiali dell’Autorità di Bacino, calcolando le variazioni assolute e percentuali fra i diversi periodi. Le valutazioni sul futuro sono scenari redazionali e non previsioni idrologiche ufficiali. È stata mantenuta la distinzione fra volumi lordi invasati e acqua effettivamente utilizzabile e fra miglioramento dovuto alle condizioni meteorologiche e benefici strutturali attesi dagli interventi infrastrutturali.

📲 Seguici sui canali ufficiali di Aetnanet

Per ricevere gratuitamente gli aggiornamenti più importanti sulla scuola italiana, iscriviti ai canali ufficiali di Aetnanet.

🔵 Pagina AETNANET – RETE SCUOLA SICILIA https://www.facebook.com/aetnanet
🔵 Pagina DIRIGENTI SCOLASTICI PROFESSIONALS https://www.facebook.com/dsprofessionals
🔵 Pagina LinkedIn Aetnanet su LinkedIn https://www.linkedin.com/company/aetnanet/
🔵 Canale Whatsapp https://whatsapp.com/channel/0029Vb8FJp9DDmFe324GsX25
🔵 Canale Telegram https://t.me/aetnanet
🔵 Profilo Instagram https://www.instagram.com/aetnanet/
🔵 Profilo X ex Twitter https://x.com/aetnanetorg
🔵 Profilo TikTok https://www.tiktok.com/@aetnanet
🔵 Profilo Threads https://www.threads.com/@aetnanet
🔵 Profilo Bluesky – Aetnanet @aetnanet.bsky.social https://bsky.app/profile/aetnanet.bsky.social
🔵 GRUPPO FB DIRIGENTI SCOLASTICI PROFESSIONALS https://www.facebook.com/groups/DirigentiScolasticiProfessionals
🔵 GRUPPO FB RETE SCUOLE CATANESI AETNANET https://www.facebook.com/groups/49944738915
🔵 GRUPPO FB ASASI – RETE SCUOLE SICILIA https://www.facebook.com/groups/48899606836
🔵 GRUPPO FB ITIS S. CANNIZZARO CATANIA – MEMORIA STORICA (VIDEO E PROGETTI) https://www.facebook.com/groups/41717946554
🔵 GRUPPO FB ITIS S. CANNIZZARO CATANIA – ARCHIVIO STORICO DIGITALE (VIDEO E PROGETTI) https://www.facebook.com/groups/740228276056096

Aetnanet: oltre venticinque anni al servizio della scuola, dell’informazione e della comunità scolastica.

 

 

 

 

Le notizie come questa arrivano prima su Telegram Graduatorie, convocazioni e scadenze della scuola siciliana in tempo reale. Gratis. Unisciti al canale →

Lascia un commento