Il problema del precariato nella scuola italiana torna al centro del confronto politico e sindacale alla vigilia dell’avvio dell’anno scolastico 2026/27. Tra le proposte rilanciate in queste ore vi è quella del cosiddetto doppio canale di reclutamento, accompagnata dalla richiesta di un intervento legislativo urgente.
L’obiettivo è affrontare una contraddizione che da anni caratterizza il sistema scolastico: da una parte la presenza di posti vacanti e disponibili, dall’altra un numero consistente di docenti precari che continuano a essere utilizzati attraverso contratti a tempo determinato.
Che cosa significa doppio canale
Con l’espressione “doppio canale” si indica, in termini generali, un sistema nel quale alle ordinarie procedure concorsuali si affianchi un ulteriore percorso di stabilizzazione attraverso graduatorie costituite da personale in possesso dei requisiti previsti.
La finalità sarebbe quella di consentire una copertura più rapida dei posti effettivamente vacanti e, contemporaneamente, ridurre il ricorso reiterato alle supplenze.
Non si tratta, tuttavia, di una questione esclusivamente tecnica. Una modifica strutturale delle modalità di reclutamento deve confrontarsi con il quadro normativo nazionale e con gli impegni assunti dall’Italia in sede europea.
La richiesta di un decreto legge
Nel dibattito sindacale viene nuovamente avanzata la richiesta al Governo di intervenire attraverso un decreto legge, introducendo un meccanismo che consenta di utilizzare il doppio canale sui posti rimasti disponibili.
La questione assume particolare rilievo proprio nel periodo in cui gli Uffici scolastici stanno completando le operazioni relative alle assunzioni e si prepara la successiva fase delle supplenze.
Il vero indicatore sarà ancora una volta il numero dei posti che, pur essendo disponibili per l’intero anno scolastico, non potranno essere coperti attraverso personale assunto stabilmente.
Il problema non nasce oggi
La Banca Dati Aetnanet documenta come il tema sia ricorrente. Nelle settimane precedenti il doppio canale è già stato al centro di posizioni differenti: da una parte chi lo considera uno strumento indispensabile per ridurre il precariato, dall’altra chi richiama la necessità che qualsiasi soluzione sia compatibile con le procedure concorsuali e con il quadro europeo.
È proprio questo il punto sul quale occorrerà verificare le prossime decisioni del Governo.
Dal precariato alla continuità didattica
La questione non riguarda soltanto la condizione lavorativa dei docenti.
La presenza strutturale di migliaia di contratti a termine incide infatti anche sulla continuità didattica, sull’organizzazione delle scuole e sulla possibilità di garantire agli studenti personale stabile fin dall’inizio dell’anno scolastico.
Per questo il dibattito sul doppio canale merita di essere seguito al di là delle contrapposizioni sindacali: il problema centrale resta individuare un sistema di reclutamento capace di coniugare merito, trasparenza delle procedure, stabilizzazione del personale e continuità del servizio scolastico.
Aetnanet continuerà a seguire l’evoluzione della proposta e gli eventuali provvedimenti normativi che dovessero essere adottati.
🌐 Fonti consultate e metodo redazionale Aetnanet
Tra le principali fonti consultate dalla Redazione figurano il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero dell’Università e della Ricerca, la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, il Parlamento Italiano, la Corte Costituzionale, la Corte di Cassazione, il Consiglio di Stato, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la Commissione Europea, INVALSI, INDIRE, INPS, NoiPA, gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali, ANP, ANIEF, UDIR, FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS-Confsal, GILDA-Unams, Orizzonte Scuola, La Tecnica della Scuola, ItaliaOggi Scuola, Tuttoscuola, Edscuola, Skuola.net, Università, enti di ricerca, nonché l’Archivio storico e la Banca Dati Aetnanet, costruiti in oltre venticinque anni di attività redazionale.
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