L’Etna sta attraversando una fase di intensa attività da diversi giorni, e questo comunicato descrive un nuovo episodio di intensificazione. In sintesi, cosa dice:
- Cratere della Voragine: è ripresa l’attività stromboliana, con emissione di cenere che i modelli prevedono si disperderà verso sud.
- Sismicità: il tremore vulcanico è salito rapidamente dalle 02:00 UTC, ora su livello alto, con le sorgenti localizzate al Cratere di Nord-Est (1800-2000 m di quota).
- Infrasuoni: forte aumento anche qui dalle 02:00 UTC, concentrato nella stessa area del Nord-Est, con ampiezze elevate.
- Deformazioni del suolo: la rete GNSS non segnala variazioni rilevanti, ma alcune stazioni clinometriche sommitali (in particolare quella del Cratere del Piano) mostrano dalle 02:30 UTC un trend coerente con un inizio di deflazione — cioè un leggero “sgonfiamento” dell’edificio vulcanico, tipico di quando il magma sale ed esce piuttosto che accumularsi in pressione.
Nel quadro più ampio: l’attività al Cratere di Nord-Est si è manifestata principalmente a partire dal 13 agosto, con eventi di ampiezza elevata, mentre anche le sorgenti del cratere Voragine hanno raggiunto i livelli energetici maggiori. Inoltre continua l’effusione lavica dalle bocche a 2750 m e 1900 m, con il fronte della colata giunto a circa 1330 m di quota.
Quindi il quadro complessivo è coerente con l’evoluzione recente del vulcano: fasi di intensificazione stromboliana ed esplosiva accompagnate da tremore e infrasuoni in crescita, alternate a momenti di stabilizzazione. Non risultano al momento indicazioni di rischio diretto per i centri abitati, specifiche su eventuali disagi (voli, cenere in città.
https://www.ct.ingv.it/Dati/informative/vulcanico/ComunicatoETNA20260819033820.pdf
