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Redazione

MILO E LA CONTEA DI MASCALI. Dal Priorato all’autonomia

26_08_02

Con l’originale copertina che riproduce la foto dell’anziano e storico parroco di Milo, Mons. Concetto Fichera ed il primo sindaco di Milo, l’ing. Sebastiano Inserra, che rievoca l’immagine di “Don Camillo e Peppone” di Guareschi, il prof. Paolo Sessa, cultore e ricercatore della storia della cittadina etnea, in preparazione al 70° anniversario, ha dato vita ad un altro   volume che racconta il passaggio “Dal priorato all’autonomia” del comune di Milo, conseguita nel 1955.
Nelle preziose pagine, frutto di intense e approfondite ricerche, l’autore compie un viaggio nella storia del borgo montano di Milo, che nel XIV secolo si sviluppava attorno al Priorato  dell’Acqua di lu Milu, descrivendo l’evoluzione del territorio e della vita dei suoi abitanti, attorno alla Chiesa, al monastero e alla torre.
Milo ha quasi certamente le origini bizantine. 
Le origini bizantine di Milo, pur non documentate, sembrano certe. I primi documenti risalgono al 1391, quando il Vescovo Conte, Simone del Pozzo  dona il locum Aquae Mili a Simone Miroponte con varie pertinenze e una torre. Gli storici concordano, comunque,  che già nel 1340 Giovanni D’Aragona aveva fatto  edidicare la chiesa, successivamente dedicata a Sant’Andrea .
Tutti questi eventi rivivono tra le pagine del volume ed il prof. Paolo Sessa, storico per amore, realizzando dopo vent’anni,  una riedizione del volume del 2005 :Milo, Viaggio nella storia di una comunità, accompagna il lettore in un cammino di osservazione e di risposte a tante silenziose domande sui luoghi e le trasformazioni del paese di Milo nel corso degli anni.
Le testimonianze degli ultimi anziani di Milo e la scoperta di nuovi documenti hanno riportato alla luce la storia della teleferica di Don Puddu da nivi, realizzata negli anni Venti del secolo scorso e le numerose trazzere che collegavano Milo ai vicini centri montani.

Il volume testimonia la presenza nel territorio di Milo di Filippo Tommaso Marinetti nel 1925, e poi ancora artisti e intellettuali  come Federico De Roberto,  Angelo Musco,  Rosina Anselmi ,Ercole Patti, Vitaliano Brancati, Giuseppe Patanè;  del pittore Roberto Rimini; del fotografo  tedesco Wilhelm von Gloeden, dell’antropologo Fosco Maraini, del compositore Giacomo Puccini, del tenore Beniamino Gigli, del musicista Giuseppe La rosa  e Rosario Torrisi,  di Natale Scalia, del barone Carmelo Nicolosi di Villagrande,  del prof. Salvatore Citelli, del prof. Maganuco che coniò il motto  dello stemma comunale “ In memore milensi salus”  e poi ancora di tanti uomini politici, senatori, onorevoli, vescovi, monsignori, che arricchiscono l’album storico del borgo etneo, località turistica scelta da tanti catanesi per il clima e il paesaggio.
L’eruzione del 1928, che minacciò Sant’Alfio, Milo, e cancellò la cittadina di Mascali,  l’avvento della fillossera che rallentò l’economia, il lavoro dei vigneti e segnò l’avvio del fenomeno migratorio verso gli Stati Uniti, l’Argentina, il Brasile e l’Australia, sono raccontati nel volume con la ricchezza di nomi, aneddoti e documentazione fotografica.
Le giornate di luglio e agosto del 1943, la presenza dei soldati tedeschi e inglesi, i bombardamenti, la distruzione della chiesa sono descritti con dovizia di particolari, come pure la presenza dei banditi Salvatore Giuliano e Alfio Barbera nei boschi di Milo e Fornazzo e poi ancora l’eruzione del 25 novembre
1950 che durò 372 giorni, fino al 2 dicembre 1951, accompagnano il lettore che viene coinvolto negli eventi che hanno segnato l’evoluzione del suggestivo borgo etneo.
Il volume, edito da Algra editore, che riporta una ricca bibliografia e un corredo di documentazioni fotografiche, pergamene e carte topografiche, è accompagnato da una nota dell’Autore, il quale consegna alle giovani generazioni il frutto delle accurate ricerche al fine di consolidare la “memoria del passato per affrontare, con minori incertezze e patemi d’animo il futuro”.
L’intera cittadinanza ha accolto con riconoscenza il lavoro del prof. Paolo Sessa, che è stato anche sindaco di Milo, in preparazione ai festeggiamenti del settantesimo anno dell’autonomia del comune di Milo.
 
Giuseppe Adernò