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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Redazione

Il MESSAGGIO PEDAGOGICO DI PAOLO BORSELLINO







Ogni
anno
 ricordiamo
Paolo Borsellino e gli agenti della sua
scorta; ma
il ricordo, da solo, non basta. Se queste giornate si limitano alla
commemorazione, rischiano di diventare vuote. Il vero modo per onorare
il sacrificio di Borsellino è raccogliere il suo testimone e
trasformare la memoria in azione.
 L’Italia ha
bisogno di meno parole e più scelte coraggiose
”.

Questa
affermazione di
 Agostino
Sella
,
presidente dell’Associazione
Don
Bosco 2000, a 33 anni dalla strage di via D’Amelio
,
fa eco al messaggio dell’Arcivescovo di Catania Mons.
Luigi
Renna,
 che
ha introdotto la tradizione di celebrare una Messa solenne in suffragio
di
Paolo
Borsellino
. alla
quale hanno
partecipato
il Prefetto
Pietro
Signoriello,
il Sindaco
Enrico Trantino, i
rappresentanti della Magistratura e delle

Forze dell’Ordine e quest’anno ha partecipato anche
l’UIR,
Unione
degli Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica
.

Non
dimenticare è un dovere. Onorare il loro esempio è un impegno quotidiano
.

 
Nell’omelia
l’Arcivescovo ha evidenziato il messaggio pedagogico di Pa
olo
Borsellino, la sua coerenza nella consapevolez
za
del rischio

dopo l’uccisione di Giovanni
Falcone,

non

si tirò indietro dal proprio lavoro
,
ma
 continuò
ad andare
avanti  nella
ricerca della verità per la giustizia
e
la

legali
tà,
garanzia per il
bene
comune
.

La presenza nelle scuole delle foto di Falcone e Borsellino è
una testimonianza viva che il loro

sacrificio non è stato
vano. La
mafia no
n
è solo un’organizzazione criminale: è una mentalità, una cultura
dell’illegalità e della sopraffazione, che va smontata con il coraggio
della verità e la coerenza dei comportamenti
nella
vita
quotidiana”.

I
messaggi commossi del
presidente
della Repubblica
 Sergio
Mattarella,

della premier
Giorgia
Meloni

e dei presidenti d
elle
Cam
ere
Ignazio
La Russa e Lorenzo Fontana
mettono
in evidenza la forte valenza simbolica del ricordo del magistrato
palermitano che – come ha sottolineato il Capo dello Stato – “ha
impresso
un segno indelebile nella storia italiana”.

E’
compito

di
ciascuno
cogliere

la
sfida
culturale
 ed
educativa
,
divenendo
costruttori
e
“artigiani
del
bene”
rifiutando

la cultu
ra
dell’omertà e dell’indifferenza.
 

È
necessario
 scegliere
da che parte stare

e non voltarsi dall’altra parte
.
Solo così po
tranno
costruirsi
comunità
giuste, inclusive e libere
,
nel segno della Giustizia e illuminati dalla Speranza
. Solo
così potremo dire che
la
morte

di Falcone
,
Borsellino
 
e degli uomini della scorta,
non
è stata vana.

 

Giuseppe
Adernò