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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Vi racconto ...

25 aprile: dall’ideologia alla rivoluzione tecnologica






I contrasti e le opposizioni sulle celebrazioni del 25
aprile appaiono, come  ha scritto in un
corsivo Andrea Cangini, una pioggia di “coriandoli della
Storia d’Italia in un eterno carnevale della disunità nazionale”.


La
pietra miliare posta da Gianfranco
Fini
 nel 1995, a Fiuggi: “l’antifascismo fu il momento
storicamente
essenziale per il ritorno ai valori democratici che il fascismo aveva
conculcato”,
non sembra convincere coloro che ancora reclamano
dichiarazioni di antifascismo.


 Nell’omaggio
alla memoria del socialista Giacomo Matteotti, come risposta al
Governo
di Destra, sembra aver dimenticato che Antonio Gramsci 
qualificava
Matteotti “un pellegrino del nulla”; Palmiro Togliatti gli
dava del “socialfascista” e che l’Unità lo definiva un
“idiota
insolente”.


Un
altro interrogativo
sull’atteggiamento dell’ex premier Giuseppe Conte che esalta la
resistenza armata dei partigiani italiani e si oppone ad armare i
partigiani
ucraini minacciati da chi in questo particolare momento storico incarna
il
fascismo contemporaneo.


La strumentalità politica e la debolezza
storiografica  si intrecciano nel  fare assumere colori diversi alla festa della
liberazione che si celebra il 25 aprile, data della rinascita
democratica del
Paese.

Oggi
la nuova tecnologia che pone al centro
l’intelligenza artificiale segna la quarta rivoluzione industriale che,
non
essendo un processo naturale, dovrà essere necessariamente governata e “se
rinunciamo a governarla sarà la fine”.


La
cultura della sostenibilità ambientale e della
digitalizzazione tecnologica hanno preso   il
sopravvento sull’uomo,  mettendo “sotto il
moggio” la “cultura
della persona”
e la storia che viviamo si presenta appiattita ad  una sola  dimensione,.
Manca, infatti,  la visione dell’oltre, del
dopo,
dell’Assoluto.


Anche
il tema
del XIII Summit sulla professione docente che si svolge a Washington
dal 25 al
27 aprile, con la partecipazione del Ministro  Giuseppe
Valditara,
  ha come tema
Il
futuro in bilico: il ruolo cruciale dell’insegnamento per l’impegno
globale, la
sostenibilità e l’accesso digitale
” – (Poised for the Future:
Transformative Teaching for Global Engagement, Sustainability, and
Digital
Access
).


Il
summit affronta
la
necessità di rilanciare la professione
docente, in crisi in molti Paesi, migliorando la condizione economica e
il
ruolo sociale degli insegnanti.  Farà
luce sul come rendere i sistemi educativi più adatti al fine di dare
risposte
adeguate ai bisogni degli studenti nel processo di sviluppo delle
competenze e
dei valori di cittadinanza e poi ancora a sostegno della
personalizzazione
della didattica e dell’inclusione.


 Qui
dovrebbe prevalere non solo il ruolo decisivo delle tecnologie, ma
ancor più il
valore della cultura personalistica a garanzia di un futuro della
sussidiarietà, “pilastro del benessere e della coesione sociale”.


Tanto
si può fare. Basta volerlo!.




Giuseppe Adernò