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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Vi racconto ...

Porta Pia 150 anni dopo







La coincidenza
del referendum ha fatto passare silenzio il ricordo dei 150 anni dalla
“Breccia
di Porta Pia”.

 Il 20 settembre 1870 alcune settimane
dopo la caduta di Napoleone
III
(battaglia di
Sedan
1º settembre) l’esercito
italiano  guidato dal generale Raffaele Cadorna, con un
colpo di cannone aprì una breccia 
nel muro di recinzione della città di Roma, capoluogo dello Stato
Pontificio, a pochi passi dalla Porta Pia disegnata da Michelangelo,
non più difesa
dalle truppe francesi, annettendo lo Stato
Pontificio
al Regno d’Italia e
 provocando   decine di morti tra soldati italiani e
zuavi
pontifici. A questo evento seguì  il 3 febbraio 1871  la proclamazione
di Roma  capitale del Regno

Dal 1870  Pio IX, l’ultimo Papa
Re  e i suoi successori, non uscirono dai
Palazzi Vaticani in
segno di
protesta, Il conflitto si è protratto per quasi cinquant’anni
sul piano diplomatico, fino alla data dell’11 febbraio 1929, quando il
Trattato
Lateranense ha riconosciuto la sovranità dello Stato della Città del
Vaticano,
che ormai non aveva nulla in comune con l’antico Stato Pontificio.

La Santa Sede
libera dal vincolo di un principato territoriale, assecondando il
processo,
formalizzato nel Concilio Vaticano I, ridefinisce il ruolo del Papato
sul piano
propriamente religioso e sovra-nazionale.

Della “questione
romana” che ha avuto come principale protagonista Papa Pio IX, hanno
parlato
tra gli altri a Pio XI e poi il cardinal Montini poco prima di
diventare Paolo
VI solennemente in Campidoglio alla vigilia dell’apertura del Concilio.

Dopo la fine della prima
guerra mondiale
vi furono i
primi contatti fra Santa Sede e Regno d’Italia per porre fine
all’annosa
controversia   ed era presidente del
Consiglio Vittorio
Emanuele Orlando
.
Alla morte di Benedetto XV
per la prima
volta in tutta Italia le bandiere sono poste a mezz’asta.

Una decisa apertura nei confronti della
Chiesa avvenne all’indomani della marcia
su Roma

con l’introduzione della religione
cattolica

nelle scuole, con funzione di ancella della filosofia (1923) e
l’autorizzazione ad appendere il crocifisso nelle aule.

 Con i Patti Lateranensi, richiamati anche
nell’articolo 7 della Costituzione
della Repubblica
,  si chiude la 
pagina storica della “questione romana”, che merita attenzione per i
risvolti e le evoluzioni sociali e culturali che ne sono derivate.

A distanza di
centocinquant’anni ci s’interroga sul futuro e sulla prospettiva della
città di
Roma nella triplice dimensione cattolica e religiosa, capitale
d’Italia,
simbolo storico universale.

Una città
chiamata, soprattutto in questa stagione di crisi prolungata in cui
versa, a
“diventare ciò che è”, ovvero un grande segno positivo.

Oggi l’emergenza di Roma Capitale e la
complessità di una Città che custodisce il più elevato patrimonio di
cultura e di valori, impegnano a saper guardare oltre, con
un rinnovato slancio non solo politico e amministrativo, ma anche
culturale e
morale.


Giuseppe Adernò