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Domenica 12 Luglio 2026 |
La scuola siciliana in rete · News, normativa, didattica
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Scuola pubblica e o privata

Non è più tempo di silenzio. Le Scuole paritarie al collasso.






Senza un intervento serio dello Stato, il
30% delle scuole pubbliche paritarie sarà destinato a chiudere entro
settembre“.
Si continua a erogare un servizio pubblico e non ci sono più soldi per
pagare i
dipendenti; si pagano tutte le utenze ma non arrivano rette sufficienti
per far
fronte alle spese di gestione. Siamo oltre il limite, non ci sono le
condizioni
per arrivare fino a giugno 2020, se non indebitandoci ulteriormente
”.
Questa
dichiarazione della  Conferenza dei
religiosi e delle religiose in Italia  CISM
e USMI 
è stata accolta  dalla 
CEI – Conferenza episcopale italiana  che
ha dichiarato:
Allo
Stato non si chiedono privilegi né
elemosina, ma di riconoscere il servizio pubblico che queste realtà
assicurano.
Intervenire oggi – con un fondo straordinario destinato alle realtà
paritarie o
con forme di sostegno, quali la detraibilità delle rette, alle famiglie
– è l’ultima
campanella. Se questa suonasse senza esito, diverrà un puro esercizio
accademico fermarsi a discutere circa il patrimonio assicurato al Paese
da un
sistema scolastico integrato”.

Alcuni
parlamentari, in maniera trasversale, hanno fatto sentire la loro voce,
presentando diverse interpellanza al Governo, richiamando le ragioni di
un
doveroso intervento a favore della scuola pubblica paritaria, al di là
di ogni
ideologia, perché la scuola è la prima impresa di un Paese
democratico,
il reale volano dello sviluppo sociale ed economico con 900.000
studenti,
180.000 tra docenti e operatori scolastici, 12.000 sedi scolastiche,
distribuite
su tutto il territorio nazionale.
La scuola
pubblica paritaria non è una scuola di borghesi, di élite, ma è
costituita, in
buona parte, da una popolazione scolastica fatta da famiglie che hanno
fatto
una scelta educativa per i propri figli e che ora sono in difficoltà nel  pagare la retta mensile.
Ecco perché è
indispensabile un sostegno dello Stato sotto diverse forme:
Non è più il
tempo del silenzio, per questo  si chiede
al Governo non mezze misure, ma un gesto di coraggio e di giustizia
sociale,
dando compimento all’articolo 33 del dettame costituzionale – e alla
Legge
62/2000,che da 20 anni regolamenta le scuole paritarie, riconoscendo
così come
accade in tutti i Paesi europei,   assegnando un fondo straordinario
  quale  scuole
pubbliche paritarie  facenti parte del
sistema scolastico insieme
alle pubbliche statali e   garantendo
la detraibilità del 100% delle
rette sostenute dalle famiglie
Si chiede
inoltre  al Governo di: aiutare la
famiglia a scegliere la scuola in tempi di Covid-19; dare
un futuro
alla Nazione, salvando oggi la scuola e il pluralismo educativo;  evitare il dramma di un costo aggiuntivo,  che peserà sui cittadini già fiaccati a
fronte della perdita di questo comparto.
Senza un intervento consistente, le briciole avranno
l’unico risultato di allungare l’agonia, o
ritardare il suono dell’ultima
campanella.

Consapevoli che la riapertura delle scuole a settembre
segnerà l’effettiva rinascita del Paese, dopo questo inverno sociale,
economico
e culturale,  per far fronte
all’emergenza del coronavirus nelle scuole che, senza dubbio, avranno
bisogno
di garantire un sufficiente “distanziamento sociale”, 
le scuole paritarie offrono al Governo
l’opportunità di  utilizzare
parte degli edifici degli Istituti delle scuole
pubbliche paritarie
,
in una sorta di “patto educativo e civico”.    

Si dà così reale concretezza e unità al progetto
unitario del sistema scolastico  a
garanzia del diritto all’istruzione, di cui è depositario qualunque
bambino
nato in questo Paese.
La
terapia efficace per una pronta guarigione consente con 
il vaccino di bloccare il progredire del male
che tende a  diffondersi, ed ecco un
vaccino efficace per la scuola italiana: definire il costo standard per
studente ,che apporta un notevole risparmio allo Stato, e assegnare
alle
famiglie un bonus da spendere o nella scuola statale o nella scuola
paritaria.
Si
garantisce così la libertà di scelta educativa, 
principio sancito dalla Costituzione 
e non si può far finta che tale valore non sia essenziale, solo
perché
mancano i soldi.
La proposta strutturata e scientificamente provata
dell’assegnazione del costo standard per studente 
che
apporta un notevole risparmio allo Stato
potrà
costituire una risposta concreta ed efficace in
questa difficile emergenza.
La possibilità del risparmio di due milioni di euro
con l’approvazione del costo standard di sostenibilità per allievo, ha
come
rovescio della medaglia il maggiore aggravio che lo Stato dovrebbe
sostenere
qualora dovesse accogliere nelle scuole statali con molte strutture
carenti e
inadeguate, i novecentomila studenti delle scuole paritarie.
In questa particolare emergenza segnata dal Covid 19 è
urgente  mettere da parte la litigiosità
e la mancanza di coesione  dettata  da preconcetti ideologici e costruire un nuovo
cammino di cooperazione nel rispetto della libertà e del pluralismo.

Giuseppe
Adernò