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Voce alla Scuola

Intitolazione a Pippo Fava della nuova sala riunioni del Majorana-Arcoleo di Caltagirone

I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione“. Un uomo che scriveva queste parole liberamente in Sicilia non poteva non essere preso di mira da Cosa Nostra. L’uomo in questione è Giuseppe Fava! O meglio era, perché queste furono le parole rilasciate nella sua ultima intervista nel 1983, esattamente un anno prima della sua uccisione per mano mafiosa. Il suo operato come giornalista, scrittore e drammaturgo continua a rendergli onore tanto che l’Istituto Superiore Majorana-Arcoleo di Caltagirone, giorno 30 maggio, ha dedicato la nuova sala riunioni proprio a lui con la partecipazione del figlio del giornalista ucciso dalla mafia, l’Onorevole Claudio Fava, Presidente della Commissione Antimafia dell’Assemblea Regionale siciliana, alla presenza del Dirigente Giuseppe Turrisi, dei rappresentanti degli studenti, di alcuni docenti e del personale.

Riferendosi alla testata giornalistica fondata dal padre, “I Siciliani”, Claudio Fava ha detto: “Questa non è solo una storia di morti. Questa è una storia di vivi, di nomi che continuano a vivere, di un giornale che continua a vivere anche dopo la morte del direttore, di mio padre. Lui aveva 60 anni, molti membri dell’équioe solo 25. Pensavano che uccidendo il direttore avrebbero fatto crollare il giornale, si sbagliavano. Siamo stati più forti di chi voleva metterci a tacere. Siamo stati più robusti della loro violenza”. “Dietro una tomba c’è sempre un valore che continua a crescere. Non è solo contemplazione, è vita”. Questo non è il celebre carme di Ugo Foscolo, non è una letteratura che, per quanto bella, ci appare lontana, ma sono le parole di un uomo che ha visto la morte del padre e la nascita degli ideali.

Poi c’è stato il momento dell’intitolazione ufficiale della sala a Pippo Fava, così si faceva chiamare). Sulla targa un monito a tutti gli studenti e agli insegnanti, una frase che, ha affermato l’Onorevole, vale per i supereroi ma vale anche per noi: “A che serve vivere, se non si ha il coraggio di lottare?”

Emanuele Douglas Crocellà
foto di Flavio La Iacona






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