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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Riforma

Il primo anno della Buona Scuola. Alla ricerca dei docenti migliori

L’anno scolastico
volge al termine e la frenesia e la tensione degli
ultimi giorni, con il carico e le incombenze valutative e di esami dà
alla scuola una dimensione particolare. E’ periodo di bilanci, di
relazioni e di sintesi. Si raccolgono i frutti di un intenso anno di
lavoro, il primo della “Buona scuola” secondo le norme della Legge
107/2015 che comincia ad applicarsi. E’ stato l’anno del
“potenziamento” dichiarato ed in parte realizzato con la presenza di
nuove forze lavoro e dei numerosi docenti neo immessi in ruolo.
L’esercito dei 60mila che irrobustisce le potenzialità della
“scuola-servizio”.

Gli insegnanti italiani incidono
positivamente sulla vita di tanti giovani. Sono loro, i docenti, ad
indicare la strada ai loro studenti, a fare da guida. Il loro
entusiasmo per ciò che insegnano e la loro gioia per il fatto di essere
dei docenti sono contagiosi
” Queste parole di Hanan Al Hroub
(l’insegnante palestinese vincitrice del Global Teacher Prize 2016,
conosciuto anche come il Premio “Nobel” per l’Insegnamento – premio da
un milione di dollari) hanno dato l’occasione al Ministro Stefania
Giannini di rilanciare l’ “Italian Teacher Prize”, la versione
nazionale del “Nobel” mondiale. Obiettivo del Premio italiano è quello
di valorizzare il ruolo degli insegnanti nella società, portando
all’attenzione di tutti le esperienze di quei docenti che sono riusciti
ad ispirare in modo particolare i propri studenti, favorendone la
crescita come cittadini attivi, e che hanno prodotto un cambiamento
rilevante nella comunità scolastica di appartenenza.

La forza della scuola è certamente la qualità dei docenti e l’incidenza
educativa che aiuta e forma cittadini e persone.
L’organizzazione scolastica tende ad una rimodulazione organizzativa,
ha uno spazio di flessibilità che non sempre viene applicata e
realizzata per il bene e la qualità delle prestazioni.
I tanti progetti che sono stati realizzati negli Istituti scolastici
“attivi” e pronti al cambiamento rivelano che si può innovare la
didattica che oggi fruisce di nuovi strumenti informatici e adopera
nuovi vocabolari.
E’ importante conseguire la meta e raggiungere gli obiettivi di una
reale crescita formativa di tutti e di ciascuno, perché non si debba
poter dire “Non abbiamo fatto nulla”.

Tante cose sono state fatte, l’alternanza scuola-lavoro ha avviato i
primi passi con gli studenti delle classi terze, e le finestre della
scuola si sono aperte al territorio, al contesto, alle prospettive del
mondo del lavoro che ha bisogno di nuove intelligenze e di spiriti
creativi.
L’organico dell’autonomia che
comprende oltre gli insegnanti curriculari anche quelli di sostegno e
di potenziamento, comincia a prendere corpo e la definizione degli “ambiti territoriali” dove si
concretizza una prassi ed una cultura di rete, cominciano a prendere
consistenza, passando dal dichiarato all’agito.
Il travagliato “concorsone“,
pur con tante polemiche e ricorsi in atto, ha superato la fase delle
prove scritte “innovative” nella formula degli otto quesiti di cui due
a risposta chiusa. Nei prossimi mesi si avvieranno le prove orali e
nuovi docenti diventeranno risorsa ed energia nuova per la locomotiva
dell’istruzione che rispetto ai dati degli altri Paesi rimane ancora
agli ultimi livelli nella classifica europea e mondiale. Si attende
ancora il concorso per i nuovi dirigenti che porteranno nuova linfa di
cultura organizzativa dinamica per una scuola aperta al territorio e
alle innovazioni metodologiche.
Con il Premio Nazionale per i docenti s’intende accendere i riflettori
sul lavoro incredibile che gli insegnanti fanno ogni giorno, nella
quotidianità della giornata scolastica, ed offre l’occasione di
conoscere le loro storie, raccoglierle e raccontarle al Paese, ponendo
degli esempi e dei modelli da imitare.

Le esperienze di questi docenti che sono riusciti ad ispirare in modo
particolare i propri studenti, favorendone la crescita come cittadini
attivi, e che hanno prodotto un cambiamento rilevante nella comunità
scolastica di appartenenza, potrà essere di aiuto e di stimolo. “Imparare vedendo fare” è un modo
sempre bello di apprendere e favorisce la crescita e lo sviluppo a
vantaggio dell’intera comunità scolastica.


Giuseppe Adernò
g.aderno@alice.it