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Domenica 2 Agosto 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Costume e società

Galleria Verticalista – Il Verticalismo di Giovanni Compagnino – dal 16 al 31 maggio

Galleria Verticalista – A Catania in Via S. M. Mazzarello 12, “Il Verticalismo di Giovanni Compagnino”, dal 16 al 31 maggio. Il nostro è un artista dalle tante sfaccettature. Di qui la necessità di “sfogliarlo” tenendo conto di tutte le variabili polidirezionali sintetizzate ed espresse. In questo universo sui generis lo vediamo spiegarsi talora nei flussi dello spatium demoltiplicato e disseminato, proprio dell’estetica verticalista, rivolto a rimuovere segni occulti o invisibili di processi sociali che ci permeano e persino travolgono (per dirla con Klee “l’arte degna di questo nome non rende il visibile: ma dissuggella gli occhi sull’invisibile”) tal altra imprime, tessera dopo tessera, dissonanze e assonanze di colore-luce attraverso micro torsioni sintagmatici che aprono a una significazione che vede la rete della natura gridare un malessere quasi giunto al “punto estremo di non ritorno”.

In alcuni piani la sua pittura è decisamente cerebrale, anche quando le pennellate veloci e vibranti lasciano pensare a un automatismo psichico. Questo in forza delle sue ragioni che continuamente stravolgono il testo interpretativo, di cui ne rivendica le investigazioni e le modulazioni della superficie-partitura.

Ma è in una sorta di “non luogo”, di “free space” dematerializzato e decontestualizzato, il suo vero dominio in cui l’io viene forzato a sottoporre tutte le coordinate delle sue periferie a un poetico stress, con implicazioni eidetici non meno che spirituali in un banco di prova spazio-temporale finestra del “possibile”.

E’ qui che l’artista aggiungendo e sottraendo elementi semantici esplora i siti più reconditi del suo pensiero, fino a esplicitarne le proposizioni sensoriali e suggestivamente amplificarne le corde più intime; ed è qui che la tavolozza assurge ad altezza cromatica, ogni gesto a vita, ogni provocazione a esiti consentanei alla sua verticalità che oltrevanno i territori di Kurt Schwitters, Helen Frankenthaler, Karel Appel… E lo diciamo pensando ad alcune opere dell’ultimo ciclo “Millennium”, risolte mettendo in campo senza esitazioni elementi del nostro quotidiano che meglio testimoniano il suo assunto artistico che vive di vita propria, in cui nettamente l’atto creativo conia energie connotative che finiscono per coniugare e semplificare le sue passioni, le sue aspettative, i suoi umori di anima verticalisticamente inquieta.

Salvatore Commercio
commerciosalvatore@gmail.com

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