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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Riforma

Ddl scuola: audizioni fuori bersaglio

Le commissioni
parlamentari cultura stanno inventariando proposte e
critiche di soggetti interessati alla riforma.
Razionalità vorrebbe che l’origine dello stallo dell’istituzione fosse
identificata e posta a fondamento degli interventi.
Razionalità vorrebbe che il modello di scuola sotteso al DDL
governativo fosse esplicitato.
Se queste fossero state le sollecitudini, sarebbe apparsa come incipit
de “la buona scuola” la relazione di presentazione della proposta di
legge Aprea del 12 maggio 2008: “La
riforma degli organi collegiali
della scuola degli anni settanta ha cercato di superare il centralismo
dello Stato, ma ha mostrato, quasi subito, tutti i suoi limiti. I
poteri riconosciuti agli organi collegiali sono stati di fatto
esautorati dall’eccessivo formalismo centralistico e dalla limitatezza
delle risorse, e ciò ha determinato una continua deresponsabilizzazione
della componente dei genitori e l’affievolirsi della loro
partecipazione
“.

Nulla di più falso: se fossero
stati letti gli ordini del giorno che i
dirigenti scolastici hanno stilato per convocare gli organismi
collegiali, il quadro di riferimento sarebbe inequivocabile.
I presidi, per scoraggiare la partecipazione che, ai loro occhi,
sminuiva il loro prestigio, hanno sistematicamente omesso di porre in
discussione questioni legate al mandato conferito agli organi di
governo, sterilizzandone l’attività.

Questione passata sotto silenzio: un’evidente volontà di ritornare al
passato come dimostra la riduzione del “Sistema educativo di istruzione
e formazione” a “Sistema nazionale di istruzione e formazione”

  • L’educazione pone al centro dell’attività scolastica le qualità
    dei
    giovani, da cui l’unitarietà degli insegnamenti, la loro convergenza
    verso traguardi comuni, la loro strumentalità [art. 2 legge 53/2003];
  • L’educazione implica una prospettiva di lungo periodo: com’è
    possibile
    prefigurare lo scenario cui si affaccerà uno studente che accede alla
    scuola secondaria?
  • L’aver cestinato l’aspetto educativo sminuisce l’attività
    scolastica: i
    docenti, isolatamente, qualificano la loro professione con l’adesione
    ai libri di testo. “La progettualità educativa, la progettualità
    formativa e la progettazione dell’istruzione, fondamento dell’autonomia
    scolastica”, diventano arabe fenici;
  • L’aver cestinato l’aspetto educativo colloca la vita scolastica
    nel
    breve periodo. La stella polare è il mondo del lavoro del momento.

Razionalità vorrebbe che a fondamento dell’analisi su “La buona scuola”
fossero collocati i traguardi cui l’istituzione mira.

Enrico Maranzana

zanarico@yahoo.it