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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Lavoro

Dimensionamento, piani pronti nelle altre Regioni

Silenzio tombale
sulle operazioni siciliane, come se non ci fossero gravi questioni da
risolvere!
Mentre le altre
Regioni hanno approvato da tempo i piani di dimensionamento delle
scuole con decorrenza 1° settembre 2015, registriamo un silenzio
tombale da parte dell’Assessorato Regionale all’Istruzione della
Sicilia, come se le questioni da risolvere nell’Isola fossero poche ed
irrilevanti.
Ed invece così non è!
Se è vero, come è vero, che ormai le scuole sottodimensionate
dell’Isola sono ridotte a poche decine, c’è da capire che cosa ne vuole
fare della legge 6/2000 l’assessore Mariella Lo Bello e soprattutto, se
e quanto, le eventuali deroghe, tutte nostrane, non debbano determinare
ancora situazioni di precarietà organizzativa ed istituzionale con Ds e
Dsga a scavalco e con gravissimo danno alla funzionalità del sistema
scolastico.
Silenzio tombale anche da parte delle OO.SS. Scuola, dell’Area V della
Sicilia e dello stesso USR Sicilia che si potrebbero fare promotori di
iniziative proprie per sbloccare la situazione di stallo.
Adesso che è entrato il nuovo anno, e le vacanze sono finite per tutti,
bisognerà fare attenzione a queste questioni scottanti, quanto meno per
evitare le rituali corse finali, con riunioni provinciali affrettate e
con la presentazione del piano regionale all’ultima giornata utile,
senza aver il tempo di valutare l’impatto delle proposte, e magari
tentare di sanare qualche stortura, come quelle che si trascinano da
tempo, qua e là, sul territorio siciliano.
Si pensi, solo per fare qualche esempio, alla permanenza di scuole
medie e circoli didattici non trasformati in istituti comprensivi, nel
determinato tentativo di rendere irrazionale un territorio o peggio con
nascita di IC oppure agli ISS spezzatino, frutto di ammucchiate di
sezioni/plessi/succursali diversi, pur di raggiungere il numero minimo
per assicurare (forse per un solo anno!) l’autonomia; si pensi alle
ammucchiate di scuole/indirizzi che non dialogano tra loro e si
governano male, anzi malissimo, proprio perché sono diverse le matrici
d’origine e le articolazioni; si pensi alle scuole a rischio di
autonomia per mancanza di pochi alunni, che invece meritano attenzione,
anzi molta attenzione, non fosse altro per capire che cosa non è andato
per il giusto verso negli anni, tanto da arrivare ad indebolire una
popolazione scolastica una volta numerosa; si pensi, infine, ai casi
sospetti di calo di organico intercorso in brevissimo tempo, spesso da
un anno all’altro, e che oltre alla picchiata demografica, appalesano
manovre di dirottamento di iscrizioni più o meno scoperte, per finalità
non sempre nobili (p.e. la mobilità del Ds), ed a tutto capito della
restante popolazione scolastica.
Nulla di personale per queste denunce, ma solo la constatazione che
negli anni passati  non tutto è andato per il verso giusto per
colpa di evidenti “disattenzioni” da parte di tanti, che quest’anno si
dovrebbero evitare, in vista del prossimo concorso per Ds e soprattutto
per assicurare stabilità quanto meno triennale al sistema scuola in
Sicilia.
Intendiamo riferirci ai piani provinciali non sempre del tutto
condivisi, e puntualmente accompagnati da proposte/ipotesi alternative
e contestazioni; oppure alle “esigenze dei vari territori”
espresse/manifestate a cose fatte dai politici nostrani, a cui si è
dovuto dare comunque seguito; ovvero, per finire, alla  stesura
del Piano regionale spesso affidata a burocrati dell’organizzazione
avulsi dalla realtà scolastica, ma veri millantatori di competenze solo
per la circostanza.
Ecco, almeno quest’anno, vorremmo proprio che tutto ciò non accadesse.
(n.b.)

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