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Università

(S)blocca Italia, a rischio quasi 50.000 borse di studio/anche la VII commissione della camera chiede il ritiro della norma

Da anni
denunciamo l’insufficienza dei finanziamenti sul Diritto allo studio,
da anni denunciamo la figura vergognosa degli idonei non beneficiare:
anziché aumentare i fondi per il diritto allo studio, però il decreto
(s)blocca Italia mette a rischio quasi 50.000 borse di studio.
All’articolo 42 del decreto, infatti, trova attuazione un’intesa tra
Stato e Regioni per la quale queste ultime potranno inserire
all’interno del Patto di Stabilità i fondi provenienti dal Fondo
Integrativo Nazionale per le Borse di Studio, bloccando di fatto
l’utilizzo di queste risorse e mettendo a rischio il futuro di quasi
50.000 studenti.

Gianluca Scuccimarra Coordinatore dell’Unione degli Universitari
dichiara “L’eventuale blocco dei fondi di provenienza statale mette a
rischio quasi il 50% dei fondi che il nostro paese investe sugli aiuti
per gli studenti meritevoli e privi di mezzi. Anziché investire sul
diritto allo studio e risolvere l’annoso problema degli idonei non
beneficiari, la risposta vergognosa è quella di mettere a rischio oltre
50.000 borsisti. E’ questa la soluzione per rimettere al centro del
rilancio del Paese l’istruzione? Gli studenti, di fatto, inizieranno
l’anno accademico con una nuova ‘spada di damocle’ pendente sulle loro
teste.”

Conclude Scuccimarra “Per questo motivo il CNSU (Consiglio Nazionale
degli Studenti Universitari) ha approvato nei giorni scorsi su nostra
proposta un dispositivo che richiede l’intervento immediato delle
regioni e del Ministero dell’Istruzione per il ritiro di questa norma,
unico modo per scongiurare quella che sarebbe un’autentica Caporetto
per il Diritto allo Studio. L’appello lanciato dalla nostra
organizzazione è già stato raccolto da vari parlamentari e la VII
commissione istruzione della Camera all’interno del parere sul decreto
ha richiesto espressamente l’eliminazione del comma relativo alle borse
di studio: resta lo sconcerto per il silenzio in cui un governo che
dice a parole di puntare sull’istruzione ha fatto passare una norma di
questo tipo.

Se non ci saranno risposte in tempi utili il blocco delle risorse
tramite patto di stabilità sarà al centro della mobilitazione del 10
ottobre e di tutte le azioni autunnali degli studenti universitari.”

Greta Chinellato – Addetto
Stampa UDU-Unione degli Universitari


stampa@unionedegliuniversitari.it