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Domenica 12 Luglio 2026 |
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‘Occasioni’ un vero viaggio dentro la poesia, libro scritto dagli alunni detenuti dell’Ipssar, della sezione casa circondariale di Castrovillari

Occasioni” un
vero viaggio dentro la poesia, questo il libro scritto
dagli alunni detenuti dell’Ipssar, della sezione casa circondariale di
Castrovillari. Novantacinque pagine ricche di emozioni, pregne
di sentimenti e di voglia di libertà. Il libro, a cura di
Anna Rubino, è stato presentato ieri da un gruppo di detenuti,
nell’aula magna dell’istituto, tra la calorosa accoglienza del
dirigente scolastico Bruno Barreca, dei docenti che li hanno seguiti
nel percorso di studi e del direttore del penitenziario Fedele Rizzo.
Nel libro c’è un pullulare di continue emozioni, che vanno al di là del
banale, qui il lettore viaggia verso un mondo inesplorato, quasi
come se vivesse un’esperienza reale, ogni parola è ben calibrata, usata
nella giusta misura, quasi a voler trasmettere un messaggio di
riscatto, e a voler esser un’ attestazione dell’avvenuta catarsi. Cosi
nella cella, come recita qualche verso: “Il rumore è padrone del
silenzio”, è in questo luogo dimenticato che il “Sole del mattino
dissipa i pensieri “. Non passano inosservati i versi scritti da
Giuseppe Campolongo, che definisce i detenuti “prigionieri dello
sconforto” e poi, quasi con un fare esortativo si rivolge ai suoi
compagni dicendo: “Tu, che vivi tra le sbarre/ non crearne altre con la
tua penna/ non cancellare le parole/ lascia che sgorghino”….. Molto
toccante è la poesia dal titolo “Crudeltà”, dedicata al piccolo Cocò.
Il suo verseggiare produce emozioni tali da travolgere e avviluppare
l’animo del lettore fino a farlo rabbrividire. Nel medesimo
componimento abbonda un accentuarsi continuo di negazioni, ogni parola
è un grido di dolore: “Non c’è giustizia nel mondo/ non c’è giustizia
nell’uomo”… “un angelo di soli tre anni/ il suo sorriso bellissimo/
spento in un lampo/ da un proiettile in testa (…) non c’è limite alla
crudeltà”. Qui, ogni verso poetico è testimonianza della crescita
interiore di ciascun allievo, ed è attraverso questi versi che ognuno
racconta se stesso, la propria vita, una vita fatta di lunghe attese,
ma di continue speranze e grandi insegnamenti. Nel corso della
manifestazione, gli studenti hanno recitato e
rappresentato i versi dei loro componimenti poetici, suscitando forti
emozioni e tanta commozione tra i presenti. Il dirigente scolastico
Bruno Barreca si è detto soddisfatto del percorso formativo e
degli obiettivi raggiunti dagli allievi. “Un uomo che trascorre
troppo tempo in solitudine -dichiara Barreca- non perde solo la
libertà, ma cede alla monotonia rischiando di cadere nell’oblio di una
vita faticosa e disperata, così nell’impegno e nello studio, nella
poesia, egli trova spazi liberi, dove esprimendo le proprie
emozioni valorizza se stesso in un processo di crescita, anche
interiore, indispensabile per il riscatto della sua condizione
personale”.


Adele Sammarro

adelesammarro@tiscali.it

CRUDELTA’
Parola molto dura,
che racchiude in sé
inaudite cattiverie;
tento di descriverla,
ma un blocco mi attanaglia.
Un detenuto che cerca
di spiegare la crudeltà:
sembra una beffa,un controsenso,
molti di noi scontano reati di sangue,
perciò nel tentativo di scriverne,
la penna fa fatica,incespica, langue.
Uccidere una donna è crudeltà,
l’infamia di un uomo che,
 per non non perderla, non ha pietà.
Bastardo è chi uccide la propria donna,
chi uccide i figli che ha messo al mondo,
chiunque faccia strage del proprio sangue.
Non esiste  più famiglia,
non esistono legami di sorta,
non esiste ragione,seppur contorta,
che possa ricondurli a vedere una luce.
Non c’è giustizia nel mondo.
Mi porto dentro rabbia e dolore.
Provate ad immaginare:
un angelo di tre soli anni,
il  suo sorriso bellissimo e dolce,
spento in un lampo,
da un proiettile in testa,
il suo corpo date alle fiamme,
il pianto, l’urlo è la sola cosa che resta.
Non vogliono vendetta
la mamma e il papà,
solo giustizia.
Non c’è giustizia nel mondo,
non c’è giustizia nell’uomo,
non c’è limite alla crudeltà.
Forse il mio è solo uno sfogo
Lasciatemi almeno le parole,
per annunciare la cruda realtà.
Afferro invano, nella mia mano tremante,
questa penna,traccia della nuda verità,
che stenta a credere , la mia mente traballante.
(G. Campolongo)