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Domenica 2 Agosto 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Manifestazioni non governative

Cara Assessore Scilabra, siamo su scherzi a parte?

“Gli studenti delle scuole siciliane stanno occupando per difendere il loro futuro. Sono al Liceo Benedetto Croce di Palermo, i sogni della nostra generazione devono essere al centro della nostra azione di governo“. Con queste parole, postate sul suo profilo Facebook, l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione, Nelli Scilabra, esprime la sua solidarietà agli studenti del liceo scientifico “Benedetto Croce” di Palermo, che in questi giorni stanno occupando la scuola. L’assessore ha deciso di incontrare gli studenti e di ribadire il suo impegno di governo per le future generazioni.
Ma stiamo scherzando? È così che un assessore regionale difende le Istituzioni e la legalità? Ma lo sa che queste occupazioni palermitane sono effettuate da una minoranza che con la violenza impone alla maggioranza di non frequentare le lezioni? Sa l’assessore che nelle scuole occupate si consumano a profusione superalcolici e marijuana?  Sa che all’ITC Crispi gli occupanti hanno distrutto le carrozzine per disabili che l’associazione Aquila utilizzava per gli allenamenti delle paraolimpiadi? Sa che al Liceo Einstein sono già stati distrutti cento banchi e sedie? Lo sa che in quasi tutte le scuole gli estintori sono spariti o sono stati scaricati? Sa che le misure di sicurezza faticosamente approntate dai presidi sono state spazzate via in questa occupazioni, mai come ora prive di pretesti e di contenuti?
Se proprio l’assessore voleva ribadire il suo impegno di governo per le future generazioni un modo c’era: invece di continuare a destinare 32 milioni alle scuole statali e 260 al grande imbroglio della formazione professionale, poteva farne stanziare 260 milioni alla scuola e 32 alla formazione, proponendo un grande piano di edilizia scolastica, di manutenzione ordinaria e straordinaria, di messa in sicurezza dei locali, invece a tutt’oggi non ha accreditato un euro per il 2013 alle scuole.
È bene che l’assessore sappia che la sola denuncia all’autorità giudiziaria degli illeciti che si scoprono alla Regione siciliana non risolve il problema. Occorre affrontare con competenza politica i nodi della crisi della scuola. L’ASASi ha proposto all’assessore una bozza di legge sul diritto allo studio, costata cinque anni di lavoro, e non abbiamo ricevuto nessuna risposta. L’assessore è informata del fatto che, nel caso in cui non sia possibile svolgere normalmente lezione durante “l’occupazione di scuole o università”, sussiste il reato di “Interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità” (331 C.p.)?
Con i giovani occupanti decisi a tutto e quasi misticamente pronti a tenere fuori dalle scuole professori e presidi, l’assessore poteva fare di queste aule sorde e grigie un bivacco di manipoli: poteva sprangare gli istituti scolastici e costituire un Governo esclusivamente di occupanti e fuori corso. Poteva: ma non ha, almeno in questo primo tempo, voluto.
Mi chiedo: chi risponderà dei danni agli arredi scolastici, visto che la regione non manda soldi alle province e queste non ne mandano alle scuole? Chi risponderà dell’ignoranza degli studenti siciliani, solitamente agli ultimi posti nelle rilevazioni INVALSI, di chi sarà la responsabilità di aver trasformato le scuole in ambienti diseducativi?

Roberto Tripodi

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