Vai al contenuto
Domenica 13 Settembre 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Le Quotidiane domande

La domanda di martedì 02 luglio 2013

Dacci oggi la riflessione quotidiana (02 luglio 2013)

Educare alla politica o fare politica? Pensare alla politica o vivere di politica? Usare la cattedra per la politica o “trasmettere” nei giovani una coscienza politica? Formare, attraverso l’istruzione, una coscienza critica capace di leggere e interpretare la realtà o rendere i giovani “anoressici” alle idee e alla vita civile e politica? Ed infine, la scuola deve “creare” uomini liberi e protagonisti del proprio futuro o uomini-automi esperti solamente di robotica? In poche parole, vale la pena essere uomini o accontentarsi di diventare caporali?

«Coinvolgersi nella politica è un obbligo per un cristiano. Noi cristiani non possiamo giocare da Pilato, lavarci le mani. Dobbiamo immischiarci nella politica,… perché la politica è una delle forme più alte della carità, perché cerca il bene comune. I laici cristiani devono lavorare in politica. Lei mi dirà: non è facile. Ma non lo è neanche diventare prete! La politica è troppo sporcata ma è sporcata perché i cristiani non si sono mischiati con lo spirito evangelico. Facile dire colpa di quello… Ma io cosa faccio? Lavorare per il bene comune è dovere di ogni cristiano». (Papa Francesco)
«La prima, essenziale, semplice verità che va ricordata a tutti i giovani è che se la politica non la faranno loro, essa rimarrà appannaggio degli altri, mentre sono loro, i giovani, che hanno l’interesse fondamentale a costruire il proprio futuro e innanzitutto a garantire che un futuro vi sia». (Enrico Berlinguer)

Le notizie come questa arrivano prima su Telegram Graduatorie, convocazioni e scadenze della scuola siciliana in tempo reale. Gratis. Unisciti al canale →