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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Mobilità

Un nuova Repubblica all’interno dello Stato Italiano: la Sardegna

Ebbene si, come da titolo ormai è assodato che la Regione Sardegna sembra sempre più intenzionata a proclamare la propria autonomia dal resto della Nazione … in barba ai tentativi vani dei moti leghisti!
La vicenda ha dell’incredibile …
Siamo un gruppo di docenti  che lavorano nella regione Sardegna entrati di ruolo a decorrere dal 01.09.2011.
Come tutti sanno la legge 106 del 2011 tanto voluta da qualche fazione politica e assecondata  da un governo sordo e cieco, per un fantasioso pretesto di "continuità didattica", ha deciso che per i neoassunti dal 01.09.2011 si dovesse bloccare  per 5 anni ogni forma di mobilità territoriale (trasferimento, assegnazione provvisorie ed utilizzazione). Ebbene si, la legge 106/2011 e i contratti di mobilità PARLANO chiaro, si blocca la mobilità territoriale lasciando liberi i docenti di optare per una mobilità solo professionale (cattedra e/o ruolo ).
In questo anno scolastico finalmente i neoassunti, puniti con la chiusura in gabbia perché hanno scelto di andare a lavorare in altra provincia, a decorrere dal 1.9.11 possono chiedere la mobilità professionale da una provincia all’altra svincolandosi (come sempre successo ) dai vincoli posti dalla mobilità territoriale (trasferimenti, assegnazioni, utilizzazione).
E qui nasce l’assurdo!
Tutti gli USP di Italia e quindi gli USR di Italia hanno dato la possibilità di chiedere il passaggio di cattedra e/o di ruolo in altra provincia ai neoassunti del 1.9.2011, in rispetto della lingua italiana con cui è scritta la legge 106/2011, del contratto mobilità e della sovrana Costituzione che regola l’apparato normativo del nostro paese.
L’unico USR e relativi USP che NON hanno permesso tutto ciò è l’USR Sardegna e tutti i suoi vari Uffici scolastici provinciali !!
Questo perché i vari funzionari degli uffici scolastici sardi  hanno assunto capacità quasi telepatiche, nonostante la normativa sulla mobilità fosse CHIARISSIMA … da cui si evince che la mobilità professionale rimane libera da vincoli temporali, come sempre stata …. i vari funzionari hanno captato e intuito che la volontà del legislatore fosse quella di punire i migranti e quindi bloccare pure la mobilità professionale anche quando una norma scritta non lo prevede, ma lo prevede solo un’interpretazione di pensiero!
Siamo veramente allibiti da tutto ciò … ci costringono, con il sorriso tra le labbra, ad attivare un contenzioso, tanto alla fine pagherà  pantalone e non loro con le loro tasche.
Semplicemente VERGOGNA.

Un gruppo di insegnanti  ingabbiati nella TERZA Repubblica,
dopo San Marino e Vaticano, su territorio italiano
pippolisi_1980@libero.it