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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Didattica

27 gennaio, il Giorno della memoria

La
vittoria degli  ideali di giustizia, di eguaglianza, di libertà e
di pace  sono  effimeri, se non riusciamo a onorare, a
coltivare e a tramandare nel tempo la memoria di quei valori  per
i quali i nostri “vecchi” padri  hanno coraggiosamente, e con
grandi sacrifici, lottato per vincere e costruire un mondo migliore.
Chi  è orfano di una tale  memoria, è  irrimediabilmente
condannato a ripetere, per pura e imperdonabile ignoranza, sempre 
gli stessi orrorosi errori. Del resto, un popolo smemorato non può
veramente definirsi  saggio e civile!
La Repubblica italiana ha provveduto per legge a  proclamare 
il 27 gennaio di ogni anno, il “Giorno
della memoria
”,  a ricordo proprio  di quel 
lugubre 27 gennaio 1945, data  della scoperta dei campi di
sterminio di  Auschwitz e della inaudita barbarie del nazismo. Le
testimonianze dei sopravvissuti rivelarono, in seguito, compiutamente
per la prima volta al mondo, l’orrore scientemente programmato del
genocidio nazista, lo sterminio degli ebrei, la deportazione, la
prigionia e la morte di donne, uomini, vecchi e bambini, e di tanti e
tanti inermi  italiani perseguitati e torturati  per
motivi  politici.  
A noi, dunque, come educatori, l’obbligo morale e intellettuale 
di non dimenticarle mai più quelle tragiche e crudeli pagine di storia,
e di tramandarne amorevolmente e responsabilmente ai giovani  la
memoria: dell’olocausto, delle sevizie, delle torture, del razzismo, e
di tutte le nefandezze di cui si ammantano  i fondamentalismi
ideologici e  sanguinari di tutte le guerre!
Quest’anno il 27 gennaio  “cade” di domenica; è augurabile,
quindi, che le istituzioni scolastiche ne anticipino a sabato (- se non
prima- ) la commemorazione. Si faccia tesoro di codesta opportunità
memoriale!  Conoscere il passato serve a rafforzare il senso delle
nostre radici, a saper se questo che ci sta accanto è un uomo, o un
bruto;  e, poi, la conoscenza della storia con il suo carico di
esperienze effettuali, è vitale per i giovani, soprattutto per quelli
di oggi, sempre, ahimè, più confusi e disorientati nella loro
estimativa, e più bisognosi di punti di riferimento e di confronti
costruttivi. I giovani attraverso lo studio della storia, -( ma anche
della letteratura e delle arti, in genere),- possono e debbono
“sapere”,  e capire senza tentennamenti che:  con il male, i
pregiudizi, l’odio, il filo spinato, le trincee, le guerre; con 
la faziosità, il disprezzo della dignità umana, l’intolleranza; con le
dittature, il razzismo, la violenza inutile e gratuita; con  le
torture corporali e morali, le distruzioni,  il terrorismo fisico
e spirituale; con l’ignoranza e i fondamentalismi religiosi e il
fanatismo, nessun uomo può sopravvivere, nessuna società può crescere
libera, e può dirsi  veramente umana.
Cari alunni, vi lascio a  Primo Levi;  sta già bussando; è
dietro la porta della vostra aula! Mi raccomando, ascoltatelo, in
religioso silenzio. Le sue, dopotutto, sono parole di fede ed di
speranza nell’Uomo!

Nuccio Palumbo

antonino11palumbo@gmail.com