“Sinnucu picciriddu, Paisi persu “ E’ questo un detto antico che ripetevano gli anziani nonni quando si registrata l’avanzata spavalda dei giovani politici , privi di esperienza e di competenze specifiche.
La scuola siciliana ha adesso un assessore studentessa, non ancora laureata che ha il potere di determinarne le sorti, lo sviluppo o la morte. I sentimenti di sfiducia e di sconforto, di delusione e di amarezza si alternano ad una flebile speranza che qualcosa di nuovo possa accadere nell’ottica del miglioramento. Se i giovani fossero veramente capaci di scardinare gli stereotipi e di aprirsi al nuovo con libertà di pensiero, con fantasia creativa e spontanea c’è davvero da sperare per un risveglio dal letargo burocratico.
I problemi della scuola sono tanti e tantissimi, ma occorre che qualcosa si muova e che , togliendo qualche masso, crollano gli altri che sono appoggiati in forma sconnessa e disordinata.
Le strade del governo Crocetta sono lastricate di buone intenzioni e qualche segnale di rottura con il passato e di cambiamento sembra apparire all’orizzonte.
La luce è ancora lontana: le prime ore dell’alba che spunta sono ancora offuscate dal buio della notte che ha coperto questi lunghi anni di rovinosa caduta verso il basso
Il bicchiere è mezzo pieno: l’assessore è giovane, è carico di entusiasmo e di voglia di fare.
Novello Davide con coraggio e forza affronta il duello con il gigante Golia e con sola fionda di giovane pastore potrà abbattere e far crollare un sistema radicato nel tempo, capace di produrre gratificanti successi e cospicui guadagni non tutti onesti e puliti.
Come pietra lavica ispida e graffiante che punge e provoca dolori e bruciori, il nuovo giovane assessore potrà incidere sul sistema e ci auguriamo che possa continuare nel ridisegnare la gloriosa storia della scuola siciliana, così come i nostri Padri dell’Assemblea costituente l’avevano ideata e che potrà risorgere ancora una volta.
Giuseppe Adernò
g.aderno@alice.it


