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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Manifestazioni non governative

La vera protesta? rendere visibile la nostra professionalità

C’è un segno
tangibile, manifesto  di  inquietudine ad oltranza , di
rabbia “repressa”,  che induce Collegi e Assemblee a fare scelte
omologanti e da “tam-tam”. Non si riesce a prevedere  con quali
esiti. L’unico risultato  prevedibile è  che non ci
sarà  alcun risultato, se non quello  di fermare una scuola
già a pezzi  e di ledere al massimo grado gli interessi e i
bisogni dei nostri studenti.  Le chiamano  scelte di
principio, scelte in cui esprimere il senso di appartenenza in ogni
forma, in ogni modo, con   la cecità  intellettuale e
massificante di chi pensa di poter arrivare a cambiare qualcosa. Ma
cosa? E Chi?  
Bastano queste azioni per cambiare un sistema  malato, 
che  ha colpito  con  i suoi strali  da tempo la
nostra scuola? E ci svegliamo oggi?  Un momento nevralgico della
nostra storia in cui viene chiesto di fare sacrifici a tutti, 
ed   immancabilmente anche questa volta   siamo
stati inseriti  nell’ agenda dei sacrifici.  Ma non da
oggi,  da anni!  L’abbiamo dimenticato, forse? Non dobbiamo
andare molto lontano.  Basta  fermarsi  alla legge di
riforma della secondaria  che ha avviato il “piano di
razionalizzazione”, ergo  scomparsa di centinaia e centinaia di
posti di lavoro.  A proposito? dove erano i sindacati allora, e
soprattutto  DOVE ERAVAMO NOI?
I sindacati sono ricomparsi ora, perché sanno di aver perso potere
e  credibilità,  e nella veste di suggeritori nascosti,
suggeritori   di  palco,  dettano  sottobanco
una LINEA COMUNE DI PROTESTA e noi , con estrema facilità, accogliamo e
pensiamo di recitare una parte  scritta di nostro pugno. 
Oggi,  che questo appello al sacrificio ad oltranza ha superato i
limiti della decenza  e  ha  risvegliato le “coscienze
dormienti” di chiunque,  dovremmo
avere il coraggio di fare azioni più energiche,  non queste, 
moderate,  di  poca presa mediatica, e  che, 
ripeto,  andranno   a ledere solo gli interessi dei
nostri stessi studenti
.
E tutta questa energia  che abbiamo  rinvigorito con un 
richiamo continuo  al senso dei appartenenza,  in cosa la
sprechiamo? Nell’accogliere suggerimenti e scelte  omologanti. Non
c’è stata nessuna assemblea  che abbia   proposto ,
difeso e sottoscritto una mozione  diversa: comitati
permanenti,  proteste  energiche con blocco ad  oltranza
di prossime riunioni di Consigli di classe. Nessuno collegio che abbia
abbracciato come linee di indirizzo una lotta dura e controcorrente
rispetto all’orientamento comune di  assemblee e 
Collegi  Docenti  “politically correct”.  
Noi,  professionisti della  formazione,   dovremmo
avere il coraggio  di proporre scelte più radicali.  Quelle
che fanno sentire veramente chiara e forte la nostra voce e il nostro
dissenso.  Ma ci fa comodo barricarci dietro la scelta più
semplice.  Quella che ci fa
sentire PARTE DI  UN TUTTO, con il risultato di 
OMOLOGARCI  AL NULLA.  E la nostra voce si annienta , non ha
senso e né forza
.
Queste scelte omologanti hanno un loro tornaconto,  massimizzare
gli eccessi ha una sua  finalità, dicono,  dare voce e
visibilità  alla  nostra professionalità, io, invece, dico ,
che queste azioni  non produrranno alcunché.  Gli unici
risultati: svilire ancora una volta  la nostra
professionalità  e ledere  i nostri studenti. 
Perché non approfittare di un momento
così propizio per  mostrare il valore, l’unicità della nostra
professione?
  Attivare  azioni significative e 
permanenti  di protesta, in cui per 10 giorni , 15 giorni,
dedichiamo tutto il nostro tempo a  gridare a gran voce 
all’esterno cosa significa esercitare ogni giorno la nostra
professione. Fare entrare nelle nostre classi le famiglie  e 
tutti coloro che hanno assimilato un’idea “impiegatizia” dell’essere
docenti.  Spiegare loro cosa significa progettare,  motivare
i nostri studenti, stimolarli ad accogliere la conoscenza e i
saperi  da cui partire e proiettarsi verso l’esterno. 
RENDERCI in questo modo VERAMENTE VISIBILI.  Sarebbero giorni in
cui chiunque potrebbe  verificare personalmente ciò che
facciamo:  la fatica , lo sforzo, la professionalità  
nel  trasmettere  ai nostri ragazzi la passione allo
studio,  il desiderio di ampliare le proprie
conoscenze   e non mortificarle in scelte omologanti che li
rendono deboli,  infelici e poco attrezzati  ad affrontare un
futuro buio ed incerto.  
Rendiamoci  VISIBILI  con
azioni energiche,  chiare, da professionisti della formazione

azioni anche individuali e variegate,  ma VISIBILI. 
Coinvolgiamo gli organi di stampa   per amplificare a
dismisura il nostro malcontento. In questo modo possiamo gridare 
a voce alta  il nostro dissenso .
BASTA!  non più 
TAGLI AD OLTRANZA, non più  CONCORSI-FARSA, che sfiniscono e
sviliscono i nostri colleghi precari,  non più leggi che
avviliscono la nostra professionalità e la nostra capacità decisionale
in termini di poteri collegiali e progettazione didattica-educativa .
Apriamo la nostra scuola all’esterno:
una Open School permanente in cui chiunque possa  chiedere di
assistere alle nostre lezioni con i nostri ragazzi.  Che sia la
nostra una  lotta che dia  veramente senso  e 
visibilità  al nostro FARE SCUOLA.  Queste ed altre 
sono iniziative che potrebbero restituire dignità alla nostra
professione. 
OMOLOGHIAMOCI, se proprio vogliamo farlo, nel rendere veramente
VISIBILE  ciò che facciamo,  per  far capire a chiunque
cosa c’è  dietro alle nostre 18 ore di lavoro: la fatica ,
l’abnegazione, lo sforzo, la voglia di “innovarsi”, di essere al passo
coi tempi per dare il massimo  ai nostri studenti, nonostante da
tempo la nostra sia stata una classe di lavoratori( e in questo abbiamo
noi stessi  ampiamente contribuito)spesso  vilipesa e 
osteggiata. 
Riprendiamoci la nostra dignità, 
RENDENDO  VISIBILE LA NOSTRA PROFESSIONALITA’.

Ada
Seguino
– docente dell’ Istituto di Istruzione Superiore “Carlo
e Nello Rosselli” di Aprilia (LT)


ada.seguino@istruzione.it