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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Lavoro

Mozione lavoratori IIS Volta di Nicosia

I lavoratori della
scuola I. I. S. “A. Volta” riunitisi in assemblea sindacale il giorno
13 novembre 2012 presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “A. Volta” di
Nicosia, dopo approfondito dibattito e confronto approvano la seguente
mozione:
ESPRIMONO grande preoccupazione,indignazione e profondo dissenso nei
confronti delle scelte politiche del Ministro Profumo e, più in
generale, del Governo che rischiano di dare il colpo di grazia alla
scuola Italiana, già colpita dai numerosi tagli e interventi
penalizzanti negli ultimi anni (basta ricordare l’innalzamento del
rapporto alunni-insegnanti, l’accorpamento degli Istituti, la riduzione
dei posti di Dirigente Scolastico, dei DSGA, dell’organico ATA e
Docente e numerosi interventi nei confronti di alcune categorie, spesso
le più deboli).

DENUNCIANO:
  • i tagli da anni fatti alla scuola sia in termini di organici
    (docenti, ATA, in Italia ed all’estero), sia difinanziamenti, sia di
    strutture;
  • l’indiscriminato aumento dei requisiti per il pensionamento, con
    la conseguenza che non si sono liberatinuovi posti di lavoro e che, in
    brevissimo tempo, avremo i lavoratori più anziani d’Europa. Senza
    contare chel’imporre elevatissimi limiti di età in certe situazioni e
    professioni rischia di minare la stessa qualità esicurezza del
    servizio, si pensi, ad esempio, a un docente di scuola dell’infanzia
    ….;
  • il blocco dei contratti da diversi anni, solo nel pubblico
    impiego, così come gli scatti di anzianità ed il bloccodelle
    progressioni economiche e di carriera. Ciò ha prodotto una notevole
    perdita del potere d’acquisto e ci sta portando ad avere nella scuola
    gli stipendi più bassi d’Europa;
  • le incursioni legislative su temi contrattuali;
  • Ie sottrazioni di finanziamenti alle Scuole Pubbliche e
    contemporaneo finanziamento delle Scuole Private;
  • Il passaggio forzato degli insegnanti cosiddetti inidonei a
    funzioni amministrative, misura che avrà comeconseguenza il
    licenziamento dei precari e del personale A.T.A;
  • Il personale A.T.A. utilizzato con mansioni attinenti a profili
    professionali superiori;
  • L’introduzione con il D.D.L. 953 ( ex Aprea) che prevede lo
    smantellamento degli Organi Collegiali, tappe fondamentali del processo
    di partecipazione e gestione democratica della Scuola Pubblica Statale,
    aprendo le porte ad una sottomissione degli interessi privati.
OGGI
SIAMO IN PRESENZA:

a) del fallito tentativo di conciliazione chiesto dalle OO.SS. per il
mancato avvio della trattativa sulle
progressioni di anzianità;
b) dell’introduzione di disposizioni contenute nel disegno di legge di
stabilità varato dal Consiglio dei Ministri
del 9 ottobre, con misure che, stravolgendo in modo unilaterale e di
dubbia legittimità il contratto nazionale
di lavoro, prefigurano un pesante aggravio dei carichi di lavoro del
personale docente.

PER QUESTO LA SCUOLA REALE CHIEDE, OLTRE ALLA NATURALE CONTROPARTE
GOVERNO E MINISTRO, ANCHE A TUTTE LE FORZE POLITICHE,
in particolare a quelle che compongono l’attuale maggioranza
governativa:

  • di emendare il disegno di legge di stabilità eliminando ogni
    incursione su tematiche oggetto del CCNL;
  • di sbloccare il riconoscimento delle anzianità per l’anno 2011 ,
    con l’emanazione dell’atto di indirizzo all’ARAN;
  • di consentire anche ai pubblici dipendenti il recupero del potere
    d’acquisto delle retribuzioni;
  • di dare avvio alla soluzione di tutte le problematiche specifiche
    che affliggono la scuola e il suo personale;
  • di considerare istruzione e formazione come soggetti su cui
    investire per lo sviluppo del futuro del nostro Paese e non settori su
    cui operare interventi di taglio per recuperare risorse;
INVITANO

tutto il personale scolastico a una mobilitazione fintanto che non
sussistano elementi certi almeno sulle voci delle
anzianità e del rispetto del CCNL;

SOSPENDONO

Tutte le attività previste dagli artt. 29 e 30 del CCNL che riguardano
le attività non obbligatorie

CHIEDONO

a studenti, famiglie e opinione pubblica in generale di non cadere nel
gioco di chi vuol accreditare un’immagine
distorta e falsa del lavoro nella scuola.


filippo.minacapilli1@istruzione.it