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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Umanistiche

La storia siamo noi

Gaio Licinio VerreNel 78 a.C.
Caio Verre  viene preposto al governo della Sicilia. A suo merito
vanta un  curriculum politico  di tutto rispetto :  in
Gallia Cisalpina nell’82,  come questore, ha sistematicamente
rubato; in Cilicia, e in altre parti dell’Asia minore, calpestando ogni
regola morale, e millantando sfacciatamente agli occhi di tutti la sua
immensa fame di potere, ha commesso ogni sorta di violenze e di
soverchierie senza alcun pudore; nel 74, in seguito a 
brogli  elettorali  approda   alla pretura 
urbana, e  si fa subito notare per il suo modo spregiudicato di
amministrare la giustizia – ( a favore sempre dei suoi sodali) – e di
pronunciare sentenze arbitrarie, soprattutto in materia di eredità, che
gli possano assicurare notevoli profitti. Con una carriera così
brillante, e con queste rassicuranti trascorsi, come non preporlo al
governo della bella  e ricca provincia siciliana?
E vi approda, infatti, nel 78 a.C., prima come  propretore, e,
poi, come   governatore .  E in questo ruolo,il
“galantuomo”, ha modo di mettere in evidenza al massimo livello tutte
le sue qualità: non esita, ad appropriarsi del denaro pubblico 
che gli capita tra le mani, a qualunque scopo sia  esso
destinato;  non tentenna nel fare nomine scandalosamente
inopportune e partigiane, calpestando  e violando  ogni più
sacro patrimonio di virtù pubbliche e private; non si vergogna di
vendere cariche, e di mercanteggiare sul loro prezzo, né di fare scambi
di voto  pur di trovare strumentalmente  appoggi ,
anche  in ambienti malavitosi; non ha pudore di porre un freno
alle sue razzie di collezionista di oggetti preziosi ,  né si
perita di giustificare  segrete  manovre  di  spese
folli per appalti improduttivi, o fasulli,  proposti a 
solo  esclusivo vantaggio suo e dei suoi clientes ,  ecc.
ecc. 
Quid plura dicam?  Menomale che
Cicerone c’era!

Nuccio Palumbo

antonino11palumbo@gmail.com