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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Dirigenti Scolastici

Mai più questo tipo di concorsi – reclutamento dei dirigenti scolastici

Abbiamo seguito con
estrema attenzione questo concorso, cercando in tutti i modi di
sollecitare modalità che lo rendessero attendibile e trasparente. Non è
stato così. Senza nulla togliere ai colleghi, che con fatica e impegno,
stanno arrivando in porto, dobbiamo dire che si è trattato
dell’ennesimo reclutamento incapace di valutare competenze e attitudini
dirigenziali. Un concorso in cui il buono o il cattivo esito pare
troppo spesso affidato alla “ruota della fortuna”. Non è così che si
recluta chi dovrebbe rappresentare uno dei pilastri fondamentali della
scuola dell’autonomia. Sentiamo pertanto il dovere di intervenire di
nuovo perché concorsi di questo tipo
non abbiano più a ripetersi
. Non riprenderemo qui ciò che
abbiamo fin dall’inizio ampiamente
stigmatizzato, dalle enormi lacune del bando, alla preselezione,
all’impostazione delle prove scritte, alla prova orale, alla
costituzione delle commissioni. Ci soffermeremo su dati nuovi emersi
dopo gli scritti, in particolare
sui criteri di valutazione e
su alcuni dati statistici.

I criteri di
valutazione

Era evidente che in un concorso nazionale, di cui è stata solo
parzialmente decentrata la gestione, i criteri di valutazione avrebbero
dovuto essere uniformi per tutte le regioni ed esposti nel bando. Così
non è stato ed è ora molto istruttivo leggerli e constatare l’abisso tra le varie commissioni. In
diversi casi si ha la sensazione che siano stati adottati più come
“atto dovuto” che come strumento di correzione e valutazione.

Ci siamo assunti l’onere di
raccogliere i criteri di valutazione predisposti da tutte le singole
commissioni.

Ne mancano all’appello tre, Sardegna,
Calabria e Piemonte
, che a tutt’oggi non li hanno pubblicati,
nonostante le ultime due regioni abbiano già esposto i risultati degli
scritti.

I criteri di valutazione raccolti presentano un’ampia gamma di tipologie, da quelli
più sofisticati, con l’indicazione degli indicatori e delle scale dei
punteggi, come quelli della Puglia ( a cui si sono ispirate le
commissioni dell’Abruzzo e della Sicilia), fino a quelli assolutamente
generici, discrezionali, non comparabili, e anche indifferenziati per
le due prove, di alcune altre regioni.

Un altro elemento interessante è costituito dalle date di pubblicazione dei criteri di
valutazione
, che spaziano da gennaio ad aprile, il che può
significare che i criteri sono stati approntati più, come si diceva,
per atto dovuto che come strumento per la correzione e la valutazione
delle prove.

D’altra parte, diciamolo francamente, avendo centinaia di temi da
correggere ciascuno di 8 o 10 pagine, che criteri volete mai che segua
la commissione, è già molto se ciascun elaborato viene letto
integralmente!

Infine, mentre i due elaborati
avrebbero dovuto essere corretti contestualmente
, alcune
commissioni hanno corretto prima tutte le prime prove, e solo
successivamente tutte le seconde prove. Alcune commissioni avevano
addirittura annunciato in sede di scritti che, poiché è richiesto che
entrambe le prove siano sufficienti, se la prima non lo fosse stato non
avrebbero proceduto alla correzione della seconda. Il che viola
palesemente le norme. Vogliamo augurarci che così non sia stato.

Criteri di valutazione delle prove scritte
e date di pubblicazione

(cliccare sulla regione)
Regione Data Regione Data Regione Data
Abruzzo 25/01/2012 Lazio 16/02/2012 Puglia 18/01/2012
Basilicata 23/03/2012 Liguria 26/0172012 Sardegna non pubblicato
Calabria non pubblicato Lombardia 12/03/2012 Sicilia 08/02/2012
Campania 05/04/2012 Marche 14/02/2012 Toscana 16/0272012
Emilia Romagna 01/02/2012 Molise 29/03/2012 Umbria 16/03/2012
Friuli Venezia Giulia 11/04/2012 Piemonte non pubblicato Veneto 23/03/2012

Un po’ di dati statistici
Anche le percentuali degli ammessi all’orale sono molto diverse da una
regione all’altra , dalla strage del Molise (18% di ammessi), alle
cifre estremamente basse delle Marche (27%) e del Friuli (31%), dove il
numero degli ammessi all’orale (38) è inferiore al numero dei posti
(46), fino a percentuali superiori al 40% in Piemonte (48%), Calabria
(42%) e Basilicata (43%). Verificheremo alla fine l’andamento
complessivo, quando tutti i risultati saranno stati pubblicati, ma
discrepanze simili non appaiono in alcuni casi obiettivamente fondate.

Regione Partecipanti
preselezione
Ammessi
scritti
Ammessi
orali
Idonei Posti
da
bando
Abruzzo 999 315 68
Basilicata 565 149 63 (43%) 42
Calabria 1854 452 193 (42%) 108
Campania 5539 1484 224
Emilia
Romagna
1726 492 153
Friuli
Venezia Giulia
404 122 38 (31%) 46
Lazio 3784 925 215
Liguria 616 225 72
Lombardia 3195 969 355
Marche 765 220 59 (27%) 53
Molise 259 60 11 (18%) 16
Piemonte 1557 461 224 (48%) 172
Puglia 3528 895 236
Sardegna 969 261 87
Sicilia 3946 971 237
Toscana 1675 440 112
Umbria 526 148 51 (34%) 35
Veneto 1894 523 155

E dopo i dimensionamenti, quanti posti
rimangono vacanti e disponibili?

Infine su tutto pesa l’esito dei dimensionamenti da poco conclusi che
hanno causato, specialmente nelle regioni del Sud, un pesante taglio
dei posti di dirigenza e non solo, al punto che in alcune situazioni
pare vanificata la necessità di questo concorso.
Una cosa è ormai certa, i 2386 posti messi a concorso nel bando si sono
drasticamente ridotti. E’ la tipica “attendibilissima” programmazione
all’italiana …

Fondamentale avviare, come in Francia,
una verifica interna ed esterna di questo concorso

Se si vuole migliorare e cambiare registro è opportuno guardare cosa
avviene altrove e in primo luogo avviare un’accurata verifica di questo
concorso, come si fa regolarmente in Francia.
Occorre rilevare tutte le criticità e sulla base di dati certi cambiare
le cose in modo fondato e pertinente.

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