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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Formazione Professionale

Prospettive Regionali (Formazione Professionale) – Intervento del Direttore Altomonte

Nel corso
della VI Assemblea generale Europea Sicilia  sulla formazione
professionale, promosso dall’Istituto  professionale per
l’Agricoltura “Mazzei “ di Giarre e diretto dal preside Pasquale
Vinciguerra, svoltosi presso il President Park Hotel di Acitrezza, è
intervenuta il direttore generale del MIUR Sicilia, Maria Luisa
Altomonte, la quale ha  indicato una nuovo percorso di sviluppo
della formazione professionale in Sicilia, fortemente rallentata e
mortificata dalla mancata cooperazione con la Regione che
dovrebbe  gestire e coordinare il settore formativo professionale.
Una strada di sicuro successo, ha detto il direttore Altomonte, è
certamente la cultura di rete e la reale cooperazione tra le scuole,
evitando il moltiplicarsi di indirizzi e  frazionare le offerte
formative sul territorio. Oggi la nuova geografia scolastica regionale
presenta tanti vuoti ed il dimensionamento scolastico ha messo in
evidenza  tante carenze che nel tempo saranno sempre più pesanti e
determineranno la fine di tante altre opportunità formative aggravando
la mancanza di specifici servizi, in risposta ai bisogni del territorio.
IL disagio al quale si andrà incontro con la presenza ancora di scuole
che secondo il parametro nazionale sono sottodimensionate, e per le
quali si dovrà tamponare con le reggenze , rende alquanto incerto il
cammino di sviluppo  della scuola siciliana. 
Una scuola piccola con trecento alunni non potrà mai dare il servizio
richiesto all’utenza, né potrà avere le forze per rispondere ai bisogni
del territorio. Il dimensionamento scolastico, al di là delle
motivazioni economiche della riduzione della spesa pubblica tende ad un
miglioramento dei servizi che una scuola ben fornita di alunni e
docenti potrà meglio garantire.
Una positiva cooperazione tra le scuole, nella corretta valorizzazione
dell’autonomia scolastica  ed un potenziamento delle risorse nella
qualità degli sbocchi occupazionali costituirà certamente il nuovo
volto della formazione professionale siciliana gestita dallo Stato,
auspicando che la Regione operi nella direzione di un reale sviluppo
della formazione dei giovani, liberandosi dai vincoli 
dell’attuale groviglio  nel quale opera la formazione
professionale siciliana.
Con la modifica del titolo V della Costituzione ha ribadito 
l’Ispettore Giuseppe Murolo, Presidente nazionale Europea Italia, le
competenze sull’istruzione sono passate alle Regioni e quindi gli
istituti professionali non possono più dare qualifiche professionali.
L’accordo stato-regioni, del 29 aprile 2010, recepito con D.I. del 15
giugno 2010, per disciplinare la materia, prevede 21 qualifiche
professionali di cui  due riconducibili all’istruzione agraria.
L’accordo decentrato fra l’USR Sicilia e l’assessorato P.I. come hanno
esplicitato Poldo Ciraulo dall’Ufficio scolastico regionale ed il
preside dell’Istituto “Di Rocco” di Caltanissetta, dà attuazione alle
norme, prevedendo per gli istituti professionali che volessero
rilasciare la qualifica, un’offerta sussidiaria con due diverse
tipologie: “A” sussidiaria integrativa “B” sussidiaria complementare
Da tale accordo scaturiscono  diversi problemi che hanno 
richiesto un’attenta riflessione, anche in relazione all’integrazione
del piano triennale con quello quinquennale,  all’utilizzazione
delle quote d’autonomia e flessibilità ed alla corrispondenza del
profilo delle qualifiche con la formazione impartita
Un prospettiva che ancora sembra lontana , ha detto, infine inoltre il
direttore Altomonte , è l’organico funzionale che dovrebbe rispondere
ai bisogni della singola istituzione scolastica nell’ottica dello
sviluppo e della garanzia dei servizi. Pare, comunque, che il traguardo
dell’organico funzionale per le scuole  resti soltanto un bel
sogno, mentre le scuole sono costrette e contrarre le ore e le cattedre
,arrecando notevole disagio all’utenza e di conseguenza anche alla
qualità della scuola.

Giuseppe 
Adernò


g.aderno@alice.it