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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Cultura e spettacolo

Metti la vita in versi

Metti in versi la vita, trascrivi

fedelmente, senza tacere

particolare alcuno, l’evidenza dei
vivi.


Ma non dimenticare che vedere non è

sapere, nè potere, bensì ridicolo

un altro voler essere che te.

Nel sotto e nel soprammondo
s’allacciano


complicità di visceri, saettano
occhiate


d’accordi. E gli astanti s’affacciano

al limbo delle intermedie balaustre:

applaudono, compiangono entrambi i
sensi


del sublime – l’infame, l’illustre.

Inoltre metti in versi che morire

è possibile a tutti più che nascere

e in ogni caso l’essere è più del
dire.

Sono i versi di Giovanni
Giudici,  un manifesto per chi fa poesia e intende, per poesia una
traduzione della vita stessa. Perchè si scrive poesia? E perché la
poesia è il linguaggio eletto per raccontare se stessi al mondo? E come
vivono i poeti? Quali i mestieri di vivere che portano avanti la
scrittura poetica? Chi sono gli altri artefici della scena poetica? Gli
editori e i critici, ad esempio. E’ vero che si scrive poesia più di
quanto non ne venga letta? Ma di scrivere non si smette mai, anzi
aumentano i poeti che pubblicano con piccole case editrici. Scrivere è
una necessità. Numerosi sono i blog letterari che ospitano contributi
poetici e la rete contribuisce alla diffusione della poesia. Roberto
Saviano su Raitre in prima serata legge, le poesie di Wisława
Szymborska, producendo l’immediata vendita in un solo giorno, di
quindicimila copie de La gioia di
scrivere,
dimostrando che la poesia riesce a parlare in una
lingua comprensibile delle questioni su cui ogni uomo riflette; la
poesia sa farsi ascoltare anche da interlocutori che si vorrebbero
distratti e distanti, i telespettatori. Spazio-poesia onderadio,
onderadio-poesie spazio per l’anima.
Penso, ai tanti studenti che custodiscono, gelosamente nelle Smemoranda
e Comix, piccole perle di scrittura, dense di vita. Penso a al loro
lasciarsi ”innamorare” dai versi di Majakovskij, affidati, da qualche
insegnante alla lavagna, per il solo gusto del contagio poetico.
Scrivere è una necessità biografica, perchè come direbbe Rilke, ai
nostri giovani poeti, con la poesia  ci si ”Guarda dentro”.
In un libro dal titolo Scrivere,
Marguerite Duras, parla della scrittura, come momento liberatorio e
gratuito, “la liberazione è quando si
fa buio. Quando fuori cessa il lavoro. Rimane il nostro lusso di poter
scrivere nel buio. Possiamo scrivere a qualunque ora. Non siamo
penalizzati da ordini, da orari, da capi, da armi, da multe, da
insulti… e ancora da capi
”.
La scrittura  poetica è necessità e libertà insieme. E’ un valore
autentico e un bene indispensabile. E’ conoscenza e bellezza. E’ legame
indefinibile con la verità e la perfezione. E’ consolazione e
giustizia. E’ conoscenza, fede, mistero.
E’ piu cara della vita  perchè, come scrive Camillo Sbarbaro
...A noi che non abbiamo

altra felicità che di parole,

… se non è troppo chiedere, sia
tolta


 prima la vita di quel solo
bene. 

Giusi Rasà
giuni_it@yahoo.it