Rigore, equità, sobrietà: sembrano parole lunari ; sono, invece, le parole programmatiche d’ordine-guida, direi – quasi francescane- con le quali il prof. Monti ( insieme con la sua novella squadra di Ministri “bocconiani”), assumendo l’incarico di nuovo presidente del Governo, ha voluto impegnarsi formalmente davanti al Parlamento a fare uscire-quanto prima- dai marosi della crisi ,- etico politica economica e culturale-, questo nostro Belpaese stanco e sfiduciato, sbrindellato, e un po’ irriso, corrotto e involgarito, oltre misura, da un ventennio di allegro populismo demagogico- hard-berlusconese.
Ce la farà l’esperto nocchiero a raggiungere la mèta, a mantenere fede ai suoi buoni e giusti propositi? Noi ce lo auguriamo di tutto cuore. C’ è un bisogno urgente di riunificare il Paese, e una grande voglia di risanarlo, di ridare decoro e fiducia alle sue istituzioni democratiche, alle sue irrinunciabili istanze costituzionali, alla sua gente onesta e laboriosa, che non ne può più di essere illusa e depauperata in ciò che sono , e restano, i suoi diritti fondamentali, più essenziali e sacrosanti: il lavoro, la giustizia, la cultura ,ecc. ecc.
E, a proposito di politica culturale della scuola, speriamo che dal nuovo ministro della P.I., professore FrancescoProfumo, venga qualche certezza in più circa il futuro dei giovani, un segnale di “discontinuità “ programmatica più forte, non solo verbale, ma più fattuale e credibile, rispetto a quanto operato dal precedente governo in materia scolastica.
Signor ministro, visto che Lei considera, giustamente, gli studenti “una grande risorsa “ per questo Paese, e, per pratica professorale ed ‘ habitus’ suo proprio mentale, crede nell’apertura del dialogo ed è abituato a dare ascolto alle “voci del mondo della scuola e dell’università, a valorizzare i talenti umani”, ci pare doveroso che espliciti, senza ambagi di parole, quali siano per essere le azioni di discontinuità –per così dire – più qualificanti, più propositive e migliorative che, nell’immediato, il Suo dicastero, in sintonia d’intenti con l’esecutivo del nuovo governo, intende promuovere e perseguire in alternativa a quelle profilate dalla riforma cosiddetta “epocale” del suo predecessore, ministra Gelmini .
Dalle nostre parti, saggezza popolare recita che ” senza soddi, non si canta missa ”; tradotto in lingua significa, nel caso specifico : senza risorse finanziarie adeguate da investire per la scuola , nessuna riforma efficiente e di qualità è possibile, né credibile, fare.
“ Scuola, università e ricerca restano – Lei ha detto- presidi strategici per assicurare all’Italia un futuro solido e prospero, per dare certezze ai giovani, per consentire a tutti i cittadini di assecondare il proprio talento e le proprie ambizioni”. Ben detto! Ma, in questo momento di vacche magre, ci consenta di chiederLe: da dove prenderà i soldi per potere” accrescere i livelli di istruzione della forza lavoro” e rendere i nostri giovani più competitivi nell’agone europeo? Come intende risolvere la riorganizzazione della rete scolastica e razionalizzare le risorse professionali della scuola? Quali speranze di sopravvivenza per i precari sono plausibili e auspicabili se si dovesse dare continuità di applicazione al Piano programmatico del ministro Gelmini del 2008? E’ vero: Il precariato è la conseguenza di un criterio di reclutamento del personale scolastico ancorato a un sistema partitico a cui per anni l’amministrazione centrale, in passato, ha accordato i suoi favori, con il complice sostegno dei sindacati, calibrando artatamente il rapporto tra domanda e offerta di lavoro sulla base dei desiderata del più becero clientelismo politico, e creando ad arte un numero di cattedre superiore al numero effettivo degli alunni; tutto questo ha certo contribuito ad appesantire ulteriormente il deficit delle casse dello Stato. Per non dire di tutte le sanatorie e promozioni ‘ope legis ‘che hanno permesso a tanti docenti, senza sottoporsi ad alcun concorso pubblico nazionale, di guadagnarsi dei posti al sole altrimenti insperabili!
Ebbene, senza fare –come si dice- di tutt’un’erba un fascio, come intende ovviare a codeste incongruenze ed ingiustizie, il signor Ministro?? Come pensa di riequilibrare il sistema scolastico per ridargli la dovuta serietà? Con quali mezzi intende incentivare la ricerca dei ricercatori? Se crede che ci sia un diffuso “fannullonismo” sessantottino, infiltrato indebitamente nella pubblica amministrazione, di cui parlò ( e parla ) Brunetta , cosa progetta per debellarlo? Ha un’idea, il signor Ministro, per ripristinare dignitosamente la funzione culturale e lo statuto sociale ed economico dei docenti, tanto declassati in questo nostro Belpaese da un ventennio a questa parte, e demotivati più del giusto? Si batterà per la laicità dell’insegnamento e la libertà di pensiero, secondo il dettato costituzionale? Qual è il sua strategia politica riguardo ai contributi da elargire a favore delle scuole private? Provvederà, in via prioritaria, alla logistica scolastica pubblica e al suo ammodernamento in vista delle future sfide tecnologiche? Ritiene che debbano essere rivisti o corretti , o riscritti alcuni degli attuali disegni di legge riguardanti la Scuola , l’Università , il mondo della ricerca ( vedi: Aprea, Goisis , ecc. ecc.)?
Signor Ministro, sappiamo che Lei ha a cuore la scuola, e la scuola pubblica in particolare. Abbiamo fiducia, per questo, nelle sue capacità, nella sua efficienza e nella sua volontà di voler cambiare in meglio le cose della scuola Vogliamo sperare, perciò, che saprà dare le giuste risposte alle nostre domande , sia come politico e sia, soprattutto , come uomo di cultura. Buon lavoro !
Nuccio Palumbo
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