Già nel secolo decimonono il credente laico devoto Manzoni annotava : “Vi ha tali stati di società nei quali pare che le virtù negative siano le sole riservate all’uomo. Non cooperare al male sembra il massimo della virtù. Ora è male che l’uomo non agisca per il bene : la Religione mantiene sempre una specie di virtù attive possibili in tutti i tempi, che tengono esercitato l’uomo alle cose migliori”. E ancora :” La noncuranza e l’ignoranza dello spirito del secolo da parte di tutti quelli che nella Chiesa sono destinati ad insegnare, sarebbe di gravissimo nocumento. Non già che essi debbano essere diretti da quello, ma dovrebbero anzi dirigerlo, raddrizzarlo, e dove sia d’uopo confutarlo con cognizione di causa e con superiorità di ragione, non condannarlo in monte”. Oggi, nel ventunesimo secolo, in piena crisi del welfare, nel mare in tempesta della politica economica ed istituzionale, e nel generale disorientamento etico-culturale, le parole del grande scrittore lombardo sono, in buona sostanza, non solo attuali ma in perfetta sintonia con il recente monito del cardinale Bagnasco: essere l’assenza dal sociale un peccato:-” l’assenteismo sociale, per i cristiani è un peccato di omissione”-.
La dottrina sociale della Chiesa, che ha nel Vangelo la sua sorgente, sconfessa, infatti, ogni pretesa di celebrazione delle virtù “passive” e scoraggia gli ambigui consentimenti con la “moralità” dell’astensione. ” Dobbiamo riaffermare, innanzitutto, il punto sorgivo della presenza sociale e civile dei cattolici; presenza […] per l’elaborazione di un nuovo ordine costituzionale, per la promozione della libertà e lo sviluppo della società italiana[…] per l’apertura verso un’Europa unita, e per la salvaguardia della pace nel mondo”. E’ questo, in sintesi estrema ,l’invito- appello del cardinale Bagnasco, lanciato al Forum di Todi a tutti i cattolici di buona volontà che hanno a cuore le sorti del nostro Paese: una “laicità positiva”, che sappia inverare le verità del Vangelo nella pratica di un autentico umanesimo e di una politica rinnovata, fatta a misura d’uomo, rispettosa della sua dignità e delle sue esigenze materiali più “vere”; che abbia una sua intrinseca eticità e che sia capace “di promuovere il bene comune”, il cui scopo “comporta tutte le dimensioni costitutive dell’uomo, quindi … anche la sua dimensione religiosa”.
Nuccio Palumbo
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