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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Umanistiche

Seguire le indicazioni della Chiesa: L’assenza dal sociale è un peccato e l’assenteismo sociale è un peccato di omissione.

Già nel secolo
decimonono  il credente laico devoto Manzoni  annotava : “Vi
ha tali stati di società nei quali pare che le virtù negative siano le
sole riservate all’uomo. Non cooperare al male sembra il massimo della
virtù. Ora è male che l’uomo non agisca per il bene : la Religione
mantiene sempre una specie di virtù attive possibili in tutti i tempi,
che tengono esercitato l’uomo alle cose migliori”.  E ancora :” La
noncuranza e l’ignoranza dello spirito del secolo da parte di tutti
quelli che nella Chiesa sono destinati ad insegnare, sarebbe di
gravissimo nocumento. Non già che essi debbano essere diretti da
quello, ma dovrebbero anzi dirigerlo, raddrizzarlo, e dove sia d’uopo
confutarlo con cognizione di causa e con superiorità di ragione, non
condannarlo in monte”. Oggi, nel ventunesimo secolo, in piena crisi del
welfare, nel mare in tempesta della politica economica ed
istituzionale, e nel generale disorientamento etico-culturale,  le
parole  del grande scrittore lombardo sono, in buona sostanza, non
solo attuali ma in perfetta   sintonia  con il recente
monito  del cardinale Bagnasco: essere  l’assenza dal sociale
un peccato:-”  l’assenteismo sociale,  per i cristiani è un
peccato di omissione”-.
 La dottrina sociale della Chiesa, che  ha nel Vangelo la sua
sorgente, sconfessa, infatti, ogni  pretesa di celebrazione delle
virtù “passive”  e scoraggia gli  ambigui consentimenti con
la “moralità” dell’astensione. ” Dobbiamo  riaffermare,
innanzitutto,  il punto sorgivo della presenza  sociale e
civile dei cattolici; presenza  […]  per l’elaborazione di un
nuovo ordine costituzionale, per la promozione della libertà e lo
sviluppo della società italiana[…] per l’apertura verso un’Europa
unita, e per la salvaguardia della pace nel mondo”. E’ questo, in
sintesi estrema ,l’invito- appello del cardinale Bagnasco, lanciato al
Forum di Todi a tutti i cattolici di buona volontà che hanno a cuore le
sorti del nostro Paese: una  “laicità positiva”,  che sappia
inverare le verità del Vangelo  nella pratica di un autentico
umanesimo  e di una  politica rinnovata, fatta  a misura
d’uomo, rispettosa della sua dignità e delle sue esigenze materiali più
“vere”;  che abbia una sua intrinseca eticità e che sia 
capace  “di promuovere il bene comune”, il cui scopo 
“comporta tutte le dimensioni costitutive dell’uomo, quindi …
anche  la sua dimensione religiosa”.

Nuccio Palumbo
antoninopal@katamail.com