Ho letto, non sgomento, ma un po’ interdetto , su Aetnanet le argomentazioni sull’uso della droga rilasciate di recente dal signor Mimmo Pantaleo, a ’24 Mattino’ su Radio 24 dove si parlava della possibilità di fare i test antidroga per gli insegnanti dopo il caso di un’educatrice che in una scuola elementare di Firenze ha assunto eroina in bagno. Alla domanda dell’intervistatore: “Secondo Lei , un insegnante che si fa uno spinello ogni tanto è compatibile con l’insegnamento”? La risposta del sindacalista è stata netta : “ Secondo me, sì , come avviene in tante parti del mondo” !
Ma… caro signor Mimmo Pantaleo, mi scusi, non Le basta lo strazio di vedere oggidì la figura del docente precario, sfruttato depresso ed emarginato, ci vuole anche aggiungere quella del docente cannato in cattedra? Suvvia, non Le pare troppo?
Anche in una società democratica la libertà di opinione ha i suoi limiti, e imposti non- si capisce- dalla legge, ma dal buon senso e dalla coscienza e responsabilità che ognuno di noi dovrebbe ( deve) avere nello svolgimento del proprio ruolo e della propria funzione! Fosse anche una semplice boutade , mi pare di cattivo gusto la sua uscita sulle canne del prof.! Un educatore che facesse uso di droghe, leggere o no, che siano, non mi pare persona adatta a meritare l’affidabilità dell’insegnamento e della educazione di giovani implumi. Non può curare, né capire, gli altri, chi ha bisogno, in primis, di cure e di chiarimenti per proprio conto; non può risolvere o rispondere ai dubbi degli altri, chi non è in grado di risolverli, o di chiarirli, prima di tutto a se stesso. Agli adolescenti, a scuola, signor Pantaleo, non serve la figura tragica del docente “ maudit”! Il maestro in cattedra,presente sempre a se stesso, deve essere faro di luce, e traghettatore di sicuri approdi, non scivolo per un’andata agli inferi; punto fermo di riferimento, suscitatore di cultura e di idee vitali, di amore di conoscenza. Chi ha il delicatissimo compito di dovere comunicare e confrontarsi giorno dopo giorno con i giovani, non può permettersi, signor Pantaleo, il deragliamento di tutti i sensi. I giovani ci guardano, e pretendono dei buoni e sani esempi di onestà intellettuale e di equilibrio nei comportamenti dei grandi; già lo diceva Seneca “ via brevis est exemplis, longa verbis”! Immaginiamoci se ai cattivi pensieri, si aggiungessero pure i cattivi fatti! Come dire, peccare in “opere e parole”! Molto, molto grave , signor Pantaleo! Anche per un laico – libertario incallito!
Occorre, invece, ribadire sommessamente , senza retorica ,ma con rigore assoluto, che la scuola nella sua intierezza, e più precisamente dirigenti scolastici, docenti e personale ausiliario hanno senso e meritano di essere mantenuti in servizio solo se essi testimoniano davvero di volere il benessere, l’ educazione e la crescita umana e culturale degli studenti. Se davvero ne vogliano fare delle persone libere e indipendenti e responsabili ! In questo compito sinergico, assume rilievo, allora, particolare di assoluta importanza –dopo la famiglia- la valenza della interazione diretta od indiretta dell’insegnante con l’allievo. Ma tutto questo, solo se l’insegnante abbia tutti i suoi sensi in ordine, quando sale in cattedra, per essere credibile in ciò che dice e in ciò che fa. Sempre!
Nuccio Palumbo
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