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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Didattica

Per una didattica della storia a scuola.

Nello storicismo 
hegeliano- si sa –  c’è sempre conciliazione, sintesi e armonia
degli opposti. Ma  non sempre,  ahimè, il progresso della
storia  è  prodotto automaticamente migliore, per 
dialettica sintesi, di ciò che c’ è stato prima;  guai, quindi, ad
assolutizzarlo,  esimendoci  dal darne un giudizio di valore!

 Se escludiamo ogni metro di valore, avremo davanti solo lo
spettro di una filosofia della storia corrosiva e  disumana, che
tutto giustifica e razionalizza  secondo  l ‘ “adagio” che
“tutto ciò che è reale è razionale”:  i fatti, in quanto 
inscritti nell’orizzonte della storia, anche se mostruosi, e
irrazionali, avrebbero comunque  una loro intrinseca necessità
logica e, quindi, vanno compresi, ma non giudicati! Ma è poi vero che
dare ragione dei fatti significhi anche dare ragione ai fatti? Dubito.
Io credo , piuttosto, che nell’insegnamento della storia,  la
scuola debba ribadire con forza che tale disciplina è semplice
ausiliaria rispetto agli apprezzamenti  valoriali  e va
considerata  solo come supporto per una più critica  e
articolata  e responsabile fruizione  dei fatti medesimi. E
questo, per la semplice ragione che le ragioni della storia  non
coincidono sempre con le istanze e le ragioni  ideali più profonde
del nostro essere umano;  la storia è passione, amore , odio,
interessi: un dramma il cui protagonista è l’uomo:  signum
contradictionis !.  Bisogna, perciò,  diffidare
dell’affermazione  che “la storia del mondo è il tribunale 
del mondo”:  lo  spazio dell’orizzonte  storico 
entro cui si snodano i fatti, non sempre include quello delle nostre
esperienze valoriali. Giusto dunque il resoconto storico, sacrosanto lo
studio del manuale di storia, ma senza dimenticare  che la storia
ci chiama in causa,  e  può soddisfare certe esigenze
esistenziali di arricchimento interiore , di pienezza  vitale e di
progettualità e creatività soltanto iscrivendosi dentro, e non
ponendosi al di fuori delle dimensioni valoriali cui tali esigenze si
richiamano.

Nuccio Palumbo
 antoninopal@katamail.com