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Graduatorie

Con la pubblicazione della Gae nella provincia di Catania il giallo della “R” si svela con tutto il suo raccapriccio.

Il giallo della “R”, che sta appunto per
“Riserva”,
(http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-243098.html) ha dato i suoi frutti velenosi e per
motivo sempre della inefficiente inefficacia del Miur che non riesce a
dare indicazioni univoche e sicure  ai vari ex provveditorati
della Nazione
. Accade allora che alcuni Csa di fronte alla
richiesta, nel biennio scorso e all’atto della formulazione delle GaE,
abbiano inserito docenti abilitati (a cui mancava la prescritta
iscrizione ai corsi abilitanti nell’anno accademico 2007/08)  con
accanto la “R” della riserva, nella prospettiva che magari quest’anno,
con la pubblicazione delle nuove graduatorie, il Miur avesse chiarito
cosa fare  della loro posizione e della loro richiesta. E invece
non è successo nulla cosicché coloro che hanno avuto la “grazia” di
ottenere la “R” nelle precedenti graduatorie e presso alcuni Csa oggi
si trovano nelle GaE e coloro invece che non l’hanno ottenuta presso
altri Csa si vedono esclusi.
Un caos incolmabile dentro cui vorticano questi insegnanti, sballottati
dalla incuria del ministero  e che li costringerà a rivolgersi
alla magistratura o a inoltrare ricorsi per riportare ordine nel
disordine, incrementando persino dissapori fra colleghi mentre il
colpevole vero e tangibile è il CapoInTesta.
Per essere più chiari, al Csa di Catania, all’atto della pubblicazione
delle graduatorie a esaurimento, si è visto con chiarezza lampante
questa assurda discriminazione per cui molti di coloro che ottennero la
“R” fuori da questa provincia, e quindi presso Csa più benevoli,
oggi  si trovano inseriti nelle Gae provinciale e senza
addirittura la fatidica “R”, mentre chi presentò domanda 
all’epoca a Catania, con richiesta di “Riserva” e che fu rifiutata dai
funzionari catanesi,  oggi può solo ambire alla seconda fascia di
istituto.
Chiamarla vergogna forse è troppo poco, di sicuro è una palese
violazione di ogni principio di merito e di equità legale e giuridica e
di cui qualcuno dovrebbe rispondere. E non già per chi ha cercato di
inserirsi, che ha fatto solo quanto era opportuno fare, ma per i
funzionari dei Csa  che vanno ognuno secondo una propria logica ma
che poi inesorabilmente si abbatte contro altri.
Di sicuro dunque partiranno ricorsi e vortici di avvocati continueranno
ad arricchirsi con buona pace della signora ministro  che vorrebbe
magari pontificare di regole e di merito, mentre più giù nella
periferia le lotte fratricide per i punti proiettano le loro ombre sui
muri della disperazione.

La Redazione
redazione@aetnanet.org