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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Spesa pubblica

Il nuovo assetto delle scuole di secondo grado della Provincia di Catania. LA SCUOLA CATANESE PERDE 95 PRESIDENZE

Il
dimensionamento scolastico secondo l’art.19 della legge finanziaria ora
D.L.98/2011  nelle scuole di secondo
grado apporterà una riduzione, anche  se in
maniera inferiore rispetto alle scuole di primo grado, sia per il
numero degli
alunni già in molte   scuole
superiori a mille, sia per la
dislocazione territoriale .

Nel
quadro sinottico si evince come le scuole catanesi 
perderanno  circa 95 presidenze  e delle 237 istituzioni scolastiche attuali
nella provincia di Catania  per i
prossimi anni se ne  prevedono
soltanto   circa 144

 

 

città

provincia

STATO

ATTUALE

riduzione

 

 per
effetto della finanziaria 2011

CIRCOLI
DIDATTICI

7

43

50

         
50

/////////////////////////////

SCUOLE

MEDIE

6

12

18

         
18

///////////////////////////

ISTUTUTI
COMPRENSIVI

34

71

105

         
19

86

totale

47

126

173

        
87

//////////////////////////

ISTITUII
SECONDO GRADO

22

62

64

        
  8

58

totale

 

 

237

        
95

144

primo e secondo grado

 

 A
settembre l’Assessore provinciale Giovanni Campi
convocherà una conferenza di servizio per ridisegnare il nuovo assetto
delle
attuali 64  scuole superiori,
amministrate dalla Provincia regionale di Catania

 Già
la  Direzione
regionale ha dato comunicazione  che sei
scuole,
i cui dirigenti sono in scadenza di contratto  risultano
sottodimensionate e quindi   il
contratto
della dirigenza non potrà essere  confermato
nella stessa sede . Le sedi
indicate sono: l’ Ipsia   di Via Delle Terme, di Acireale; tre
Istituti di Caltagirone:  l’Istituto
d’Arte , l’istituto  “Francesco Cucuzza”  e  l’Tti
“Euclide” ; e  poi ancora: l’istituto  “V. E. Orlando “di Militello  Val
di Catania e l’Istituto Superiore di
Palagonia. 

A questo elenco si
aggiungono  come 
scuole sottodimensionate  della
città di Catania l’istituto Eredia  con
334 alunni  ed il liceo artistico  “Emilio Greco” con 483 studenti e che
potrebbe aggregarsi all’Istituto d’arte, che ha 600 studenti.

Secondo le indicazioni
della recente finanziaria che
pone come numero di garanzia per l’autonomia scolastica la presenza di
mille
studenti, risulta che  sono in regola  quasi tutti i licei classici, scientifici e
pedagogici, gli  istituti 
alberghieri, tecnici e  alcuni
professionali.

In alcune specifiche
realtà territoriali, non
raggiungendo la scuola il numero indicato, si prevede che si debba
operare un’aggregazione
di scuole per totalizzare i mille studenti

  Ci sono,
infatti, delle istituzioni scolastiche che si trovano in 
situazione di sofferenza, considerato  il
costante decremento del numero di
iscrizioni,  e per queste si prevede come
possibile soluzione  la fusione e
l’accorpamento
con altri  istituti similari o vicini:

  • tecnico
    industriale e  tecnico commerciale di
    Acireale
  • istituto “Cucuzza”
    e “Dalla Chiesa” di Caltagirone
  • istituto “Euclide”
    e istituto d’arte di Caltagirone
  • i due licei
    artistici di Catania
  • l’istituto “Eredia“  ed il “Fermi“ Catania – per vicinanza
  • istituto “Sabin ”
    e l’istituto d’arte  di Giarre
  • il liceo di
    Palagonia e di Scordia
  • gli istituti di
    Ramacca e  di Militello

 

Mentre
si sollecita il tanto atteso sdoppiamento dell’istituto alberghiero di
Catania,
 dislocato in cinque plessi, più uno
stabile per gli uffici di presidenza e di segreteria , si prende atto
che  le autorizzazioni dei nuovi indirizzi
di
studio non sempre trovano sostegno nelle iscrizioni degli studenti,  data l’esiguità  dei
ragazzi di terza media della zona e
quindi si stenta a comporre le classi, con il rischio di  dover
mantenere alcune situazioni  precarie per
non far diminuire l’organico.

Il
numero degli alunni costituisce un dato oggettivo per il mantenimento
dell’autonomia dell’istituzione scolastico, ma occorre anche fare i
conti con
le strutture ed alcuni istituti, ancorché numerosi, non 
possono essere smembrati.

Quando
vigeva la regola della didattica e della relazione educativa si
sosteneva la
tesi che i maxi istituti sono
ingovernabili
  e si privilegiava la
piccola ed armonica “comunità scolastica”.

Oggi,
sotto l’impero dei numeri, all’ombra nera della scure dei tagli, senza
tener
conto di nulla –  né di strutture, contesto
territoriale, pendolarismo e mobilità sociale, 
si segue come unica prescrizione la regola del risparmio, della riduzione della spesa pubblica, anche
con il rischio  evidente di produrre
minori servizi , con poca qualità ed 
incerta efficacia.

Sarà
altresì difficile  dirigere scuole
differenti per indirizzi scolastici, 
formazione e storia e per di più in strutture 
distanti .Sembra proprio che “la logica del
risparmio non risparmia
nessuno,

Il solco
tracciato sembra quasi un fossato profondo.

Si
auspica che attraverso una gradualità di 
attuazione e non  con interventi “ope legis” tutto e subito, certezza di
errori e di negativo rendimento,  la
scuola catanese possa riprendere il suo vero volto di scuola di
qualità,
formatrice di persone che hanno il compito di guidare lo sviluppo della
società
 siciliana verso  il
2080.

Giuseppe Adernò

Asasi Sicilia