Con assidua frequenza abbiamo constatato come i politici, che a scuola non erano tanto bravi, commettono errori “volontari” di ortografia, scrivendo la parola scuola senza la “c” e quindi si legge “suola” , destinata ad essere calpestata e sottomessa.
Anche la gestione amministrativa del Sindaco Stancanelli non sembra discostarsi molto da tale prassi , consolidata nel tempo.
L’Assessorato alla Pubblica Istruzione che nel tempo ha preso il nome di “Politiche Scolastiche” nel progetto di sviluppo della città di Catania sembra destinato a restare indietro e collocato sempre dopo la “e”. Nel primo rimpasto della Giunta con gli Assessori “tecnici” è stato aggregato all’Assessorato al Turismo e per un anno e mezzo è stato del tutto trascurato. Con il secondo rimpasto e l’ingresso degli Assessori “politici,” è stato aggregato all’Assessorato alla Salute e stando sempre dopo la “e” non può avere la sua vitalità, la sua identità, la sua “voce”. destinato a restare in seconda fila, e adare precedenza ad altre priorità. Eppure, nei discorsi politici e programmatici si usa dire che: “La scuola è il cuore pulsante della società che cresce, , straordinario luogo di accoglienza e di integrazione… un qualificato “ascensore sociale”. Risparmiare sull’istruzione significa disinvestire sul futuro…
Anche alla Regione la scuola è stata sempre dopo la “e“, come appendice dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali, Ambientali, e…. Pubblica istruzione “ e nel rinnovato assetto regionale l’Assessorato alla Pubblica istruzione ha aggregato la Formazione Professionale, la quale, per quantità di fondi e opportunità politiche, assume la primazia nelle attenzioni amministrative e finanziarie, rispetto alla scuola che diventa un peso, facendo registrare nel bilancio regionale soltanto “uscite “ .
La Catania di Samarcanda e di Report resta ancora drammaticamente attuale e quindi c’è ancora tanto da fare: dalla dispersione scolastica nei quartieri a rischio, alle devianza minorile, dalla diffusione tra i giovani della droga, del fumo, dell’alcool, senza poi addentrarsi nel tunnel della disoccupazione e del malaffare
La radiografia di Catania è stata più volte mostrata all’attenzione dell’intera Nazione nel corso delle trasmissioni televisive di Report e l’immagine negativa della città di Catania è entrate in tutte le case degli Italiani
Alle denunce di degrado delle scuole di Librino il Comune ha risposto con la convenzione per i servizi di manutenzione scolastica affidati alla Multiservizi , ma abbiamo sperimentato il fallimento di tale operazione . i problemi della sicurezza degli edifici scolastici, degli arredi, della manutenzione ordinaria e straordinaria sono sempre presenti ed emergono nei casi limiti di acclarata emergenza e poi tutto si assopisce come prima
Anche la lodevole iniziativa del Sindaco attraverso la convocazione degli “Stati generali” della città di Catania al fine “di mettere in sinergia Amministrazione e cittadini, dopo averne ascoltato e accolto le istanze”, non ha dato ancora i frutti sperati
Abbiamo, infatti, segnalato che la voce “scuola” originariamente non figurava tra i temi ed i titoli dei tavoli tematici degli Stati Generali, ed in seguito è stata inserita ed “ascoltata”, ma dopo il tanto dire, ancora c’è molto da fare.
L’imminente avvio dell’anno scolastico ci trova impreparati ad affrontare le emergenze del nuovo assetto scolastico, secondo le indicazioni del dimensionamento e delle reali necessità di arredi, di servizi, di buoni libro, di supporti funzionali alla didattica, dato che il Comune da quasi cinque anni non ha assegnato alle scuole i necessari contributi previsti dalla legge regionale
La scuola catanese, pur essendo “ammalata” di abbandono e di disattenzioni, nonostante tutto, è bella ed è anche di buona qualità. Opera in maniera lodevole, grazie alla capacità organizzativa dei dirigenti, e, grazie all’alta qualità didattica dei bravi professori che insegnano e formano i giovani allo studio e all’impegno per sviluppare tutte le competenze funzionali al lavoro di domani
Spesso si evidenzia che fa più notizia una scuola disastrata, un atto di bullismo, un docente poco esemplare, e a tutto ciò la stampa dedica ampie pagine e titoloni, mentre la foresta verde e fertile della scuola siciliana e catanese che opera con profitto viene dimenticata e messa “sotto il moggio” insieme alle tante scuole belle e ben organizzate, ai nostri ragazzi “positivi”, bravi, generosi, studiosi e meritevoli che sanno fare anche i “sindaci” e vincono le olimpiadi di grammatica, di matematica e d’inglese.
Se i ragazzi arrivano a tali traguardi è certamente merito dei bravi docenti dei quali nessuno parla. Ecco perché si chiede che vengano sostenuti con adeguati sostegni le “eccellenze” della scuola catanese, portandole a modello regionale e nazionale e consentendo così un efficace riscatto e non solo di immagine del nostro Comune e dell’area metropolitana.
Gli Stati generali della Catania educativa passeranno alla storia come una tappa di inizio di un nuovo cammino, un segnale forte di ripresa e di rilancio della città di Catania che ancora una volta intende e vuole “risorgere”, soltanto se “insieme” amministratori ed operatori scolastici collaborano per “il bene comune”. Non si può, infatti, immaginare, né disegnare una “città del futuro” senza la scuola che ne costituisce la base e l’elemento vitale della cittadinanza attiva.
Giuseppe Adernò
Presidente ASASI Catania


