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Domenica 12 Luglio 2026 |
La scuola siciliana in rete · News, normativa, didattica
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Attenti al lupo

La scuola a Catania è presente e viva anche se … dimenticata e messa dopo la “E”

Con
assidua frequenza abbiamo  constatato  come i politici, che a
scuola non erano tanto bravi, commettono  errori “volontari” di
ortografia, scrivendo la parola scuola senza la “c” e quindi si legge
“suola” , destinata ad essere calpestata e sottomessa.
Anche la gestione amministrativa del Sindaco Stancanelli non 
sembra discostarsi molto da tale prassi , consolidata nel tempo.
L’Assessorato alla Pubblica Istruzione  che nel tempo ha preso il
nome di “Politiche Scolastiche” nel progetto di sviluppo della città di
Catania sembra destinato a restare indietro e collocato  sempre
dopo la “e”. Nel primo rimpasto  della Giunta con gli Assessori
“tecnici”  è stato  aggregato all’Assessorato al Turismo e
per un anno e mezzo  è stato del tutto trascurato.  Con
il  secondo rimpasto  e l’ingresso degli  Assessori
“politici,” è stato    aggregato all’Assessorato alla
Salute e stando sempre dopo la “e” non può avere la sua vitalità, la
sua identità, la sua “voce”. destinato a restare in seconda fila,
e  adare precedenza ad altre priorità. Eppure, nei discorsi
politici  e programmatici si usa dire che: “La scuola è  il
cuore pulsante della società che cresce,  , straordinario luogo di
accoglienza e di integrazione… un  qualificato “ascensore
sociale”.  Risparmiare sull’istruzione significa disinvestire sul
futuro…
Anche alla Regione la scuola è stata  sempre dopo la
“e“,   come appendice dell’Assessorato Regionale ai Beni
Culturali, Ambientali, e…. Pubblica istruzione “  e nel rinnovato
assetto regionale  l’Assessorato alla Pubblica istruzione ha
aggregato la Formazione Professionale, la quale, per  quantità di
fondi   e opportunità politiche, assume la primazia 
nelle attenzioni amministrative e finanziarie,  rispetto alla
scuola che diventa un peso,  facendo registrare   nel
bilancio regionale soltanto “uscite “ .
La Catania di Samarcanda e di Report resta ancora drammaticamente 
attuale  e quindi c’è  ancora tanto da fare: dalla
dispersione scolastica nei quartieri a rischio, alle devianza minorile,
dalla diffusione  tra i giovani della droga, del fumo,
dell’alcool, senza poi addentrarsi nel tunnel della disoccupazione e
del malaffare
    La radiografia di Catania  è stata più
volte  mostrata all’attenzione dell’intera Nazione  nel corso
delle  trasmissioni televisive di Report   e l’immagine
negativa della città di Catania  è entrate in tutte le case degli
Italiani
    Alle  denunce di degrado delle scuole
di   Librino  il Comune ha risposto con la convenzione
per i servizi di manutenzione scolastica affidati alla Multiservizi ,
ma abbiamo sperimentato il fallimento di tale operazione . i problemi
della sicurezza degli edifici  scolastici, degli arredi,
della  manutenzione  ordinaria e straordinaria sono sempre
presenti ed emergono nei casi limiti  di acclarata emergenza e poi
tutto si assopisce come prima
    Anche la lodevole  iniziativa del Sindaco
attraverso la convocazione degli “Stati generali” della città di
Catania al fine “di mettere in sinergia Amministrazione  e
cittadini, dopo averne ascoltato e accolto le istanze”, non ha dato
ancora i frutti sperati
    Abbiamo, infatti, segnalato che la voce
“scuola”  originariamente non figurava  tra i temi ed i
titoli dei tavoli tematici  degli Stati Generali, ed in seguito è
stata inserita  ed “ascoltata”, ma  dopo il tanto dire,
ancora c’è molto da fare.
    L’imminente avvio dell’anno scolastico ci trova
impreparati ad affrontare le emergenze  del nuovo assetto
scolastico, secondo le indicazioni del dimensionamento e delle reali
necessità di arredi, di servizi, di buoni libro,  di supporti
funzionali alla didattica, dato che il Comune da quasi cinque anni non
ha assegnato alle scuole i necessari contributi previsti dalla legge
regionale
    La scuola catanese, pur essendo “ammalata” di
abbandono e di disattenzioni, nonostante tutto, è bella ed è anche di
buona qualità. Opera in maniera lodevole, grazie alla capacità
organizzativa dei dirigenti, e, grazie all’alta qualità didattica dei
bravi professori che insegnano e formano i giovani allo studio e
all’impegno per  sviluppare tutte  le competenze 
funzionali al lavoro di domani
 Spesso si evidenzia che fa più notizia una scuola disastrata, un
atto di bullismo, un docente poco esemplare, e a tutto ciò la stampa
dedica ampie pagine e titoloni, mentre la foresta verde e fertile della
scuola siciliana  e catanese che opera con profitto viene
dimenticata e messa “sotto il moggio” insieme alle tante scuole belle e
ben organizzate, ai nostri ragazzi “positivi”, bravi, generosi,
studiosi e meritevoli che sanno fare anche i “sindaci” e vincono le
olimpiadi di grammatica, di matematica e d’inglese.
Se i ragazzi arrivano a tali traguardi è certamente merito dei bravi
docenti dei quali nessuno parla. Ecco perché si chiede che vengano
sostenuti con adeguati sostegni le “eccellenze” della scuola catanese,
portandole a modello regionale e nazionale e consentendo così un
efficace riscatto e non solo di immagine del nostro Comune  e
dell’area metropolitana.
Gli Stati  generali della  Catania educativa  passeranno
alla storia come una tappa di inizio di un nuovo cammino, un segnale
forte di ripresa e di rilancio della città di Catania che ancora una
volta intende e vuole “risorgere”, soltanto se “insieme” amministratori
ed operatori scolastici  collaborano  per “il bene comune”.
Non si può, infatti,  immaginare, né disegnare una “città del
futuro” senza la scuola che ne costituisce la base e l’elemento vitale
della cittadinanza attiva.

Giuseppe Adernò
 Presidente ASASI Catania