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Contratto

Il vento del cambiamento ha reso possibile l’accordo interconfederale del 28 giugno

Questa volta il
sindacato nel suo insieme ha saputo cogliere con immediatezza il vento
del cambiamento. La novità e che novità, è che finalmente la
CGIL torna a giocare la partita da titolare, portando al tavolo
contrattuale interconfederale, il peso e la responsabilità di maggiore
forza sindacale del Paese, dopo quattro anni di rotture, lotte e
scioperi in solitario, compreso l’ultimo del 6 maggio.    
  
Che lo sciopero generale della CGIL del 6 maggio fosse già parte non
secondaria di quel vento
del cambiamento , iniziato col movimento delle donne il 13 febbraio, è
oramai questione che
s’intreccia nella più complessa “rosa dei venti e dei movimenti” della
primavera italiana.
La firma dell’accordo è importante perché rilancia l’azione sindacale
unitaria in una fase delicata
per il nostro Paese.
Riaffermare la centralità del lavoro, favorire la crescita e la
competitività dell’impresa, aumentare
l’occupazione stabile e ridurre il precariato sono obiettivi che
richiedono un rinnovato sistema di
relazioni sindacali e contrattuali.
Tra i punti più importanti, l’accordo prevede :
 
A) rappresentatività delle organizzazione sindacali –
 
Va ponderato il dato associativo, certificato dall’INPS col dato
elettorale, trasmessi entrambi al
CNEL, relativi ai consensi ottenuti nelle elezioni periodiche,
triennali, delle RSU. E’ legittimata a
negoziare l’organizzazione sindacale che superi il 5% del dato di
rappresentatività cosi realizzato
del totale dei lavoratori della categoria cui va applicato il CCNL.
 
B) livelli di contrattazione
 
Rimangono i due livelli attuali. Quello del contratto nazionale che
tutela i trattamenti economici
e normativi comuni e quello della contrattazione collettiva aziendale
che si esercita sulle materie
delegate dal CCNL
 
C) validazione dei contratti
 
-I contratti collettivi aziendali hanno efficacia erga omnes per tutto
il personale in forza nell’azienda
se sottoscritti,vincolando tutte le OO.SS. firmatarie dell’accordo
interconfederale, se approvati dalla
maggioranza delle RSU elette.
-In assenza delle RSU i contratti aziendali hanno pari efficacia se
vengono sottoscritti dalle RSA
che rappresentano singolarmente o insieme la maggioranza delle
deleghe,cioè degli iscritti ai
sindacati in quella azienda,rilevati nell’anno immediatamente
precedente a quello della stipula del contratto.Le RSA
analogamente alle RSU durano in carica tre anni. I contratti aziendali
stipulati dalle RSA devono essere sottoposti al voto dei
lavoratori se a chiederlo è una organizzazione firmataria o almeno
il 30% dei lavoratori. La consultazione è valida se partecipa almeno il
50% dei lavoratori +1. L’accordo è respinto a maggioranza semplice
dei votanti.
 
D)clausola di tregua sindacale
 
I contratti aziendali possono prevedere clausole di tregua sindacale.
In tal caso sono vincolati le
organizzazioni firmatarie dell’accordo aziendale e quelli firmatarie
dell’accordo interconfederale
operanti nell’azienda.
Tuttavia i singoli lavoratori non sono sottoposti ad alcun vincolo in
materia di sciopero.
 
E) adattamenti modificativi dei CCNL
 
I contratti aziendali per aderire alle esigenze degli specifici
contesti produttivi, possono definire
intese modificative del CCNL, nei limiti e con le procedure previste
dagli stessi CCNL
In effetti si tratta di vere e proprie deroghe al CCNL pur se nei
limiti consentiti.
 
F) detassazione
 
Richiesta al Governo d’incrementare tutte le misure tese a detassare
gli incrementi retributivi legati
all’aumento della produttività nella contrattazione di secondo livello.
 
L’accordo porta la firma di CGIL-CISL-UIL e Confindustria.
I giudizi non sempre sono concordi.
Secondo i laudatori è una risposta alla sfida lanciata da Marchionne.
Secondo i detrattori, pochi in
verità, è una copertura allo strappo voluto dalla Fiat.
Una cosa è certa. L’accordo non ha alcun effetto retroattivo, e non
limita il diritto di sciopero dei
lavoratori. Come tutti gli accordi è una mediazione tra diversi punti
di partenza.
Nonostante alcune perplessità sulla partecipazione dei lavoratori nella
validazione dei contratti,
ritenuti a torto protagonisti di seconda fila o a richiesta, l’accordo
indubbiamente costituisce
un grosso passo avanti, quantomeno rispetto alla situazione attuale e
alle fratture di ieri che ci
auguriamo siano lasciate alle spalle.
Siamo e restiamo convinti che senza la spinta vincente alle
amministrative e ai referendum,
difficilmente ci sarebbe stato quell’accordo unitario e con la firma
della CGIL.
Il vento del cambiamento soffia ancora. Speriamo che duri (da
ScuolaOggi di Pippo Frisone)

 redazione@aetnanet.org