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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Dirigenti Scolastici

Duemila scuole senza preside. L’accorpamento degli istituti inserito dal governo nella manovra economica

Le scuole più
piccole non avranno presidi. Accadrà in duemila istituti italiani. La
manovra economica del governo porterà alla scomparsa delle scuole
dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado: diventeranno tutte
parte di istituti comprensivi. E’ quello che in parte sta già accadendo
da oltre dieci anni sulla base del ministro dell’epoca, Luigi
Berlinguer. E’ una scomparsa meramente burocratica e giuridica e si
riferisce a scuole con meno di 1000 alunni (o 500 nel caso in cui si
trovino nelle piccole isole, nei comuni montani o nelle aree
geografiche con specificità
linguistiche).                    

Nelle scuole particolarmente piccole, con un numero di alunni inferiore
a 500 (o a 300 nel caso in cui si trovino nelle piccole isole, nei
comuni montani o nelle aree geografiche con specificità linguistiche)
non vi saranno dirigenti scolastici a tempo indeterminato ma soltanto
soltanto reggenti.

«In parte già accade, si tratta di un processo avviato da Berlinguer
quando era ministro – spiega Massimo Di Menna, segretario generale
della Uil scuola». Infatti in regioni come Emilia o Toscana
l’accorpamento di elementari, materne e medie in istituti comprensivi è
già compiuto. Un po’ meno in altre zone come il Sud o le regioni con
maggiore dispersione di istituti sul territorio. «Di per sè non è un
procedimento negativo – continua Di Menna – bisogna capire come verrà
realizzato. E’ necessario un coinvolgimento dei soggetti interessati ed
evitare che sia soltanto un atto amministrativo».   (di
Flavia Amabile  da La Stampa)

redazione@aetnanet.org