Vai al contenuto
Lunedì 14 Settembre 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Umanistiche

Oibò, mi ritrovo comunista senza saperlo!

Caro signor Presidente del Consiglio,
perché tanto livore,  tanta orda ed orgia di parole contro la scuola pubblica e i suoi insegnanti che con tanto amore e pazienza ogni giorno svolgono il proprio lavoro in cambio di una sussistenza precaria e di un precario status giuridico? Sono tutti comunisti? Anche i libri di testo, con la complicità di editorie amiche, sono tutti ideologicamente schierati dalla parte “comunista? Libri falsi e bugiardi? Ma chi gli ha inculcato queste fisime? Donde nasce, signor Presidente, codesto suo farneticare? La scuola pubblica, nella sua travagliata  lunga storia post-resistenziale, ha avuto, un ruolo nobile  fondamentale nella crescita morale e culturale di questo paese, è stata il rullo compressore che ha schiacciato l’analfabetismo, la forza motrice  che ha favorito la costruzione del  progresso civile e democratico di questo paese, emancipando le masse dalla schiavitù dell’ignoranza! La scuola pubblica è stata la scuola di tutti, “aperta a tutti”. Possibile che sia stata, da più di sessant’anni, la scuola pubblica in mano -come Lei sostiene-  ai  comunisti, senza che ce ne siamo accorti?
Dopo la sua sfuriata contro gli insegnanti della scuola pubblica, tutti- a suo dire- comunisti e  colpevoli di avere “inculcato” mostruose ideologie di sinistra ai giovinetti ignari,  mi sono detto: vuoi vedere che anch’io, illo tempore,  sono stato “inculcato “ e plagiato  sui banchi di scuola da qualche docente comunista, senza saperlo?. Considerato che a tutt’oggi, non più giovane, certe ingiustizie  io non le sopporto, e mi attrae ancora la piazza  per manifestare , in mezzo ai giovani, contro le guerre, a favore della pace, contro la disoccupazione, a favore del lavoro, contro la fame nel mondo, contro le dittature, a favore della libertà e della democrazia , ecc.ecc., chissà se, me insciente,  non  abbia avuto nel corso della mia formazione qualche insegnante comunista che ha  iniettato dentro il pensier mio il pestifero germe delle sue idee? E così, per scrupolo di coscienza, ho fatto una anamnesi: ho ripercorso nella memoria gli anni della mia formazione scolastica, educativa e culturale. Nulla, signor Presidente, non ho trovato nulla, neppure un sintomo di patologia  che potesse dirsi comunistoide!
 Me puero,  mi sono rivisto alle scuole elementari, con la preghiera mattutina e il segno della croce prima di iniziare le lezioni. Il mio maestro “unico”, non so se fosse”  chierico rosso o nero” , ma ricordo che era una  brava persona, di una  sensibilità deamicisiana, all’antica, di sani principi non negoziabili, comprensivo ma rigoroso;ogni tanto qualche ceffone, ma per affetto; da lui appresi- mi ricordo- il riguardo dovuto ai superiori, e il rispetto e la lealtà verso i compagni, il senso dell’onestà  morale e intellettuale ( oltre che a leggere, a scrivere e a far di conto) Le pare  -signor Presidente  -che uno così, che ci faceva cantare “Fratello d’Italia” e “Il Piave mormorava”, potesse essere un pericoloso comunista? Un lupo mangiapreti travestito con pelle d’agnello?  Se dalle scuole elementari passo alle medie  il ricordo che affiora alla mia mente, più struggente e poetico, è quello del mio professore di Lettere: gozzaniano,  fedele amante delle “buone cose di pessimo gusto” e fissato col latino. Non gli interessava affatto la politica; è una cosa sporca –diceva-; viveva zitello,  con il gatto e con la vecchia madre in un appartamentino da travét, pieno  di libri e di pesanti odori. Da lui appresi un metodo di studio, e il piacere di memorizzare le poesie più belle e le frasi latine più sentenziose. Grammatica e sintassi latina sul Tantucci. Vocabolario latino: Campanile e Carbone. Libri comunisti? Non so. Il liceo, rigorosamente classico e ordinario,( non erano stati inventati ancora gli  I.D.E.I  e i  PON) si apre al ricordo come il periodo più bello della mia giovinezza: si aprirono nuovi e più vasti orizzonti; maturò un pensiero più consapevole e problematico, più smanioso  di conseguire “virtude e conoscenza”  .Si cresce- Presidente – si cresce. La politica cominciava a fare capolino dentro la mia testa, ma mi appassionava di più lo studio della letteratura del Sapegno, abbinato alla antologia del Pazzaglia; della filosofia appresa sui tre volumetti del La Manna; della letteratura latina. di Concetto Marchesi, e di quella greca del Perrotta. Non so, forse qualcuno di questi autori, o più di uno, sarà stato comunista, per fatti propri,  ma che libri – signor Presidente –  che libri, e che professori in gamba ho avuto!
Ecco – signor Presidente -, ora che mi ricordo: forse, un po’ di febbre comunista l’ho presa  ai tempi dell’Università,  lì, forse,  ho avuto qualche “inculcamento”di sinistra.. Che anni  terribili  quegli anni  di  fine ’60 e  inizio dei  ’70 ! Anni portentosi: si aprivano i riti della contestazione studentesca; le lotte razziali  e la guerra del Vietnam scuotevano le coscienze  degli Stati Uniti  e  le piazze di tutto il mondo occidentale si mobilitavano per protestare contro il capitalismo guerrafondaio, mentre  l’Unione Sovietica reprimeva coi carri armati gli aneliti di libertà dei  suoi satelliti europei , Martin Luther King moriva colpito alla testa da un colpo di fucile lasciando il suo sogno come testamento ecc. ecc. Forse  dovette succedere a quel tempo  che  attecchì qualche germe di “sinistra “ che non ha smesso  di dare i suoi frutti poi, nel mio tempo avvenire!
Io confesso :
da allora ho condiviso con Martin Luther King l’ottimismo creativo dell’amore e della resistenza non violenta;  con don Milani l’idea che l’ingiustizia peggiore che si possa commettere è quella di fare parti uguali tra diseguali, e che i padroni vincono sempre solo  perché possiedono più parole dei loro sottoposti ecc. ecc.; con Gramsci, che la verità è sempre rivoluzionaria;   e che bisogna avere il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà; da Marx , che “non è la coscienza che determina la vita , ma la vita che determina la coscienza “
Sono stato comunista, per questo?

Nuccio Palumbo
redazione@aetnanet.org

Le notizie come questa arrivano prima su Telegram Graduatorie, convocazioni e scadenze della scuola siciliana in tempo reale. Gratis. Unisciti al canale →