La politica di
sviluppo del Paese, anche in relazione alla situazione e alle politiche
intraprese dagli altri paesi europei, passa attraverso una politica di
investimenti e sostegno dell’istruzione.
Porre fine alla politica dei tagli,
intervenire con misure strutturali per evitare il formarsi di nuovo
precariato, assicurare stabilità e continuità alle scuole: sono alcune
delle proposte che la Uil Scuola sottopone al Governo. (da
http://www.uil.it/uilscuola/node/1251)
redazione@aetnanet.org
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E’ vero il ministro ‘ha ereditato’ il problema precariato ma
se si limita ad una minima gestione dell’immediato (con poche
assunzioni, nessun bando di concorso) il risultato è che ogni anno
il numero dei precari utilizzati per far funzionare la scuola aumenta
e con esso le responsabilità del ministro.
La questione
precariato non può essere risolta né nelle aule giudiziarie, né in
modo burocratico attraverso i ‘sacerdoti’ delle norme.
Occorrono
decisioni politiche per risolvere positivamente una situazione che
viene presentata come una matassa di cui non si trova mai il
bandolo. Va superata l’idea che ‘non facendo nulla’ le cose non
peggiorano. E’ proprio il contrario. Secondo la Uil Scuola servono
interventi strutturali:
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Immissioni in ruolo sui posti
vacanti in organico di diritto -
Organico funzionale pluriennale a
partire dal 2012 – 2013, con incarichi pluriennali -
Concorsi per le materie e i posti
dove sono esaurite le graduatorie con fase transitoria riservata al
personale con 360 giorni di servizio -
Reiterazione del decreto
salva-precari -
Impegni sul sostegno del sistema di
istruzione e sui processi di innovazione -
Riforma degli organi di gestione della scuola puntando su reti
di scuole
Dal 2012 non più tagli – aggiungono dalla Uil Scuola
– dopo anni di continue contrazioni di organico, occorre dare
stabilità alla scuola e puntare al sostegno dell’innovazione e
alla valorizzazione delle professionalità.
Dalla conferenza nazionale dei segretari regionali emerge la
richiesta di un impegno del ministro a garantire per il prossimo anno
scolastico anche sulla base di quanto fissato nel decreto sugli
organici rispettando il numero massimo di alunni per classe, il
numero di alunni in presenza di disabili, la presenza di personale in
misura adeguata per garantire la sicurezza e il funzionamento.
Sono queste – a parere della Uil Scuola – le condizioni di
partenza da rispettare per garantire il buon funzionamento delle
scuole. Partendo da questi aspetti, si può impostare un patto per la
scuola che sostenga i processi di innovazione e favorisca la
modernizzazione.
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*Si tratta di |
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Questo anno stanno lavorando con contratto a tempo determinato:
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23.515 docenti su posti di organico
di diritto -
89.252 insegnanti su posti di organico
di fatto
Per il personale Ata:
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sono circa 15 mila le persone che lavorano con
contratto a tempo determinato su posti di organico di diritto. -
sono circa 30 mila le persone i supplenti su
posti di organico di fatto


