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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Didattica

Cara Ministro, alla scuola serve il «più» non il «meno»

Nei giorni scorsi
alle  scuole del Lazio sono  stati comunicati  gli
organici, cioè il  numero degli insegnanti  che lavoreranno
nell’anno  scolastico 2010/2011.  Da quello che sentiamo in
giro  (mailing list, contatti personali)  la situazione
generale è questa: tagliati  posti esistenti, eliminati
totalmente  gli insegnanti  “specialisti” di lingua inglese,
assegnati  spezzoni di ore (7, 9, 10)  per coprire l’orario
di nuove classi  istituite. L’inglese verrà insegnato  dagli
insegnanti di classe, anche da  quelli che stanno frequentando ora
 i corsi che, con poche ore di frequenza  on line, permettono
di passare  dal livello zero o quasi di competenza  di lingua
a un livello adeguato  ad insegnare l’inglese. Ci dicono  che
gli insegnanti frequenteranno  corsi estivi in Inghilterra. 
Ad  Hogwarts, probabilmente, la scuola  di Harry Potter, dove
per magia  acquisiranno le competenze che i  colleghi
specialisti hanno accumulato  in anni di esperienza, con
corsi,  specializzazioni, esperienze didattiche.  Competenze
cancellate in  un giorno, in ogni scuola di questo 
Paese.  Facciamo l’esempio concreto:  scuola Iqbal Masih,
periferia sudest  di Roma. Da 30 anni scuola a  tempo pieno,
dalle 8.30 alle 16.30  dal lunedì al venerdì, due insegnanti 
per classe che lavorano in team.  Daqualche anno iscrizioni in
classe  prima in aumento, come in molte  altre scuole. 
Per l’anno prossimo si sono iscritti  in prima 118 alunni, di cui
7 con  una disabilità certificata, che prevedrebbe 
l’inserimento in classi ridotte  per numero di alunni. Tutte le
richieste  sono per il Tempo Pieno, 40  ore, due insegnanti
per classe.  Qualche settimana fa, il Ministero  assegna 6
classi prime, aumentando  quindi di una classe le attuali 5 
prime. Bene, diciamo noi. Poi arriva  la “tabella organici”:
abbiamo  lo stesso numero di insegnanti  dell’anno scorso più
7 ore per coprire  l’orario della nuova prima  istituita. In
più, anzi in meno,  l’unico segno di operazione che  questo
ministro conosce, non abbiamo  più l’insegnante specialista 
di inglese.  Il problema è questo: in sei  classi prime a
tempo pieno dovrebbero  esserci 12 maestri. Il ministero  ci
dà 10 maestri e 1/3 di  maestro (7 ore a settimana è un  po’
meno di un terzo dell’orario  settimanale di didattica).
Come  faranno i bambini di quelle classi  a stare a scuola
per 8 ore, a lavorare  in gruppo, a uscire dalla scuola  per
fare visite, gite, campi scuola,  a usare i laboratori, a ricevere
una  didattica individualizzata?  Comefaranno i maestri a
coprire  l’orario di tutte le classi prime e  a insegnare
inglese nelle classi dovenon  ci sono insegnanti preparati? 
Siamo maestri di scuola primaria,  abituati a operare in
modo  concreto per risolvere i problemi  di matematica. Negli
ultimi due  giorni giriamo per i corridoi con i  cubetti di
legno, gli abachi, le tabelle,  ma non riusciamo a risolvere 
nulla. Allineando tanti cubetti  siamo riusciti a capire che in
una  classe prima, dove abbiamo il terzo  di maestra (ci
inquieta non poco  pensare al pezzo di maestra  che entra in
classe… Speriamo sia  il pezzo comprendente la testa…) 
per permettere di effettuare il  tempo pieno richiesto dalle
famiglie,  dovrebbero alternarsi altri  16 insegnanti.16+1=17
maestri  diversi in una prima elementare.  Non può essere.
Dobbiamo esserci  sbagliati noi, oppure il problema  è
impostato male dall’inizio.  Aumentando le classi dovrebbero 
aumentare i maestri per insegnarci.  Signora Ministro, è
l’operazione  che è sbagliata. Dall’inizio. Ci  vuole il più,
dicono i bambini, non  il meno. Ci vuole più scuola in
Italia,  non meno.  (di Paola Arduini  da l’Unità)

redazione@aetnanet.org