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Voce alla Scuola

Giornata Fai di primavera con i ”ciceroni” della scuola ”Pirandello” di Agrigento

Il 26 marzo,
rappresenta il fulcro delle manifestazioni  dedicate alla
“Giornata Fai di Primavera”, giunta quest’anno alla 19esima edizione.
Come consuetudine, il Fai, per l’occasione, trasforma l’Italia in un
immenso museo aperto a tutti, dando la possibilità di poter ammirare la
bellezza e l’armonia del patrimonio artistico e naturale, facendone
conoscere ed apprezzare aspetti inediti e sconosciuti, consentendo,
così, anche la fruizione di luoghi altrimenti non accessibili, perché
chiusi in attesa di ripristino o restauro, come qui, ad Agrigento, l’ex
Monastero ed ex carcere di San Vito. 
Il Fai, acronimo del “Fondo per l’Ambiente Italiano”, ad Agrigento ha
recuperato, dopo anni di incuria e di degrado, il Giardino della
Kolymbètra, l’antica piscina di Terone, nella Valle dei Templi, tra il
santuario delle divinità Ctonie e il tempio di Vulcano. 
Protagonisti della manifestazione, unitamente ai responsabili
dell’organizzazione, sono i ragazzi della scuola media statale
“Pirandello” e di diverse scuole della nostra città che hanno
accompagnato i visitatori ed illustrato, con dettagliate spiegazioni,
un itinerario suggestivo  che si è snodato tra il Santuario di San
Calogero, la Caserma dei carabinieri (ex Palazzo Vadalà), il Palazzo
della Provincia (ex Palazzo della Beneficienza), i giardini di Porta di
Ponte e l’ex Monastero di San Vito.

I mini-ciceroni della Pirandello sono Riccardo Alfieri, Carla Alongi,
Calogero Baldacchino, Cristiana Boccadruti, Eliana Capodici, Elena
Cappellini, Giuseppe Caruana, Loreley Ceraulo, Gabriele Ciulla, David
Cottone, Germana Gentile, Federica Guagenti, Giulia Iacono, Francesco
Imbrò, Angelo La Vecchia, Chiara Leone, Manuela Limblici, Carla Lo
Zito, Davide Piazza, Alessandro Rizzo, Marta Sorce, Laila Vinti.

A loro è stato affidato l’incarico di far apprezzare l’interno e
l’esterno dell’edificio ecclesiastico di San Calogero che, con il suo
apostolato e le sue opere di grande umanità, ha segnato profondamente
la storia di Agrigento suscitando grande devozione e affetto tra la
popolazione, soprattutto tra i più semplici e bisognosi.(da
http://agrigento.agrigentonotizie.it)

redazione@aetnanet.org