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Comunicati

L’UCIIM respinge affermazione premier ritenendola offensiva e non veritiera

Sabato scorso, il presidente del consiglio dei ministri, in occasione di una manifestazione politica, facendo riferimento alle scuole non statali, secondo ciò che riportano i mass media, così si sarebbe espresso: “libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori”.
L’UCIIM manifesta la propria perplessità in merito, ma se quanto riportato risponde a verità, non può accettare una simile affermazione generalizzata, espressa dal capo del governo e, nella qualità di associazione professionale cattolica costituita da insegnanti, dirigenti e formatori, che nella stragrande maggioranza opera nella scuola di Stato,la respinge con fermezza, ritenendola non veritiera ed offensiva. (da Uciim)
Nella scuola pubblica, che comprende la scuola di Stato e quella paritaria, i professionisti che vi operano godono della libertà d’insegnamento, in virtù dell’art. 33 della Costituzione. Di ciò si trova conferma nel testo dell’art. 1 del D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297 (Testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione valido per le scuole di ogni ordine e grado) che sancisce: “… la libertà d’insegnamento è intesa come autonomia didattica e come libera espressione culturale del docente… ed è diretta a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità degli alunni”. Nella scuola, come è sancito dall’art. 2 della legge 53/03, si educa e non si inculca nessun principio, si educano gli alunni alla cura delle dimensioni spirituale e morale, alla maturazione della coscienza storica, allo spirito critico e alla libertà di pensiero per operare scelte personali e sociali libere, realistiche, responsabili e democratiche.
La libertà di insegnamento è lo strumento attraverso il quale si dà corpo alla libertà e ai diritti del discente: diritto all’apprendimento, diritto alla continuità dell’azione educativa, diritto alla diversità.
L’azione educativa dei docenti non si pone in contrasto con quella esercitata dai genitori, anzi l’educazione formale di cui è depositaria la scuola si confronta costantemente con quella informale della famiglia: la corresponsabilità educativa è fondamentale nel processo educativo per la formazione dell’uomo, del cittadino e del lavoratore.
                                                                                                                         La presidenza nazionale

redazione@aetnanet.org

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