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Sicurezza

240 mila vittime delle sette, nella rete cadono sempre più adolescenti

Solo nell’ultimo anno
sono state 240 mila le vittime delle sette, per la maggior parte
uomini, adulti e appartenenti al ceto medio. Sono alcuni dei dati
raccolti dal servizio antisette della Comunita’ Papa Giovanni XXIII
attraverso il numero verde messo a disposizione di vittime e familiari,
che in un anno ha risposto a 3 mila chiamate. L’associazione, che
diffonde i dati in occasione del convegno organizzato a Roma,
sottolinea in una nota “un sensibile aumento delle richieste di aiuto
che coinvolgono la fascia delle giovani generazioni”: dal 2009 al 2010
le vittime adolescenti sono aumentate del 30%. I gruppi settari contati
sul territorio nazionale sono circa 8 mila. Riguardo la fascia d’eta’
delle vittime, per il 36% sono giovani, per il 44% adulti, mentre gli
anziani sono il 20%. Si tratta per il 54% di uomini e 46% di donne,
mentre sono quest’ultime che si maggiormente chiedono aiuto: le persone
che si rivolgono al servizio antisette sono per il 62% donne e per il
54% uomini. 
Inoltre il 38% delle vittime proviene da un ceto sociale alto, il 42%
dal ceto medio e il 20% ha invece un’estrazione sociale bassa. Le sette
sono piu’ diffuse nel nord Italia (43%), segue il centro con un 31% e
il sud con il 26%. Le regioni piu’ colpite dal fenomeno sono la
Lombardia (16%), segue l’Emilia Romagna (15%), poi il Lazio (13%), la
Puglia (11%) e il Veneto (5%), mentre il 40% delle sette e’ stato
localizzato nelle regioni rimanenti. Le citta’ piu’ colpite dal
fenomeno sono, nell’ordine, Milano, Roma, Brescia, Padova, Bari,
Perugia, Catania, Bergamo, Catanzaro, Foggia, Bologna, Ferrara, Modena,
Pescara e Viterbo.
Analizzando invece la tipologia delle sette viene fuori che sono per il
38% psicosette, per il 26% sette pseudo-religiose e per il 21%
magico-esoteriche. L’associazione segnala anche il tipo di risposta e
di aiuto forniti: per la maggior parte (56%) risposte telefoniche,
lettere o email e incontri privati; nel 23% dei casi sono stati forniti
contatti con parroci, esorcisti o altre realta’ ecclesiali, mentre nel
21% dei casi e’ stato fornito un collegamenti con le forze dell’ordine. (www.dire.it)

redazione@aetnanet.org