Vai al contenuto
Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
11.169 utenti registrati · 704 mln di pagine viste
Umanistiche

La crisi del sistema politico ed etico-religioso è anche crisi della scuola

La “fibrillazione
politico-istituzionale”da tempo rende precario ormai il nostro
litigioso bipolarismo, e non aiuta certo a risolvere i tanti problemi
di cui soffre il Paese. Molti i segnali negativi preoccupanti: in
crescita la disoccupazione giovanile; in perdita le entrate dello Stato
(leggasi evasione fiscale); in difficoltà il decollo economico; in
crisi la famiglia e la scuola.

Ma il fenomeno che appare tra i più inquietanti- e sul quale s’impone
una seria e attenta riflessione – è che ogni giorno che passa i
principi valoriali, su cui poggia la trama del tessuto della convivenza
civile, si sfilacciano a misura che, allentandosi tutti i freni
inibitori che aprono la  strada alla pratica del  “ ciò ch’ei
piace , ei lice”,  ognuno si sente  autorizzato ad avere il
diritto ad  agire come vuole, fuori d’ogni regola etica, d’ogni
senso della misura e del decoro e di rispetto degli “altri. La società
“liquida” del consumismo e dell’apparire  sembra promuove,
purtroppo,al successo un’antropologia istintuale, priva di scrupoli,
sfrontata, arrivista  egoista e individualista, ecc. ecc.
Dato questo orizzonte, che disorienta e scoraggia soprattutto i
giovani, ci si chiede : che fare?  di cosa c’è bisogno per
superare una  crisi, che non è solo politica, ma etico-religiosa?
C’è bisogno di un lavoro “ di rimotivazione da compiere” ; bisogna dare
“a questo nostro paese , e ai giovani in modo particolare,  un
orizzonte convincente ai sacrifici da affrontare” Così , il cardinale
Bagnasco nella sua prolusione d’apertura ai lavori della Conferenza
episcopale. In altre parole, c’è bisogno urgente di richiamare, e
ancorare più saldamente, l’etica, l’economia e la politica alla radice
dei valori originari della nostra  tradizione religiosa 
cristiana. Se non così, come e dove trovare le forze per riemergere da
tanto pantano? Come essere credibili nelle parole e negli atti? Come
dare un senso alla politica, se essa non  si mette al servizio del
bene comune, anche con spirito di sacrificio, se  non si  fa
solidale con i soggetti sociali più deboli, comprendendone i bisogni,
se non è  rispettosa  “del Legislatore e del Giudice “; se
non collabora, infine, con  spirito cristiano ad aiutare  “la
persona a distinguere tra assenza di costrizioni e il comportarsi
secondo i doveri della coscienza ?  Allora la politica si fa più
umana e acquista un significato se  sa  aprirsi al “
trascendente” che , – come afferma con forza il prelato- pur essendo
“indisponibile allo Stato”, non può “essergli tuttavia indifferente, in
quanto struttura la persona, la mette in grado di interpretare ciò che
la circonda , le dona quella idealità e quella forza morale che la
materialità non garantisce. Soprattutto, la rende capace di scegliere
il bene anziché il male. Che per una società è la direzione primordiale
e insostituibile. Parole, queste ultime, che rilanciano con forza il
convincimento che il rapporto  tra politica ed etica cristiana, è
– oggi più che mai- ineludibile e irrinunciabile, e alle quali bisogna
prestare molta attenzione, se si vuole veramente uscire dall’attuale
“impaludamento, prima che sia troppo tardi.

 Nuccio Palumbo
 redazione@aetnanet.org