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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Concorsi

La Uil: Vanno nominati i direttori scolastici regionali

Circa un terzo
delle regioni italiane è senza direttore scolastico regionale: ne
mancano 6..
Le regioni sono: Sicilia, Campana, Umbria, Toscana, Liguria, Abruzzo.
Nella sola regione Campania sono senza ‘governance’ 1.353 scuole,
distribuite in oltre 4 mila plessi, quasi un milione di alunni
(964.955) nei diversi ordini di scuola, 86 mila insegnanti, 7 mila
insegnanti precari , 19 mila Ata e quasi 6 mila Ata precari. (Nella
tabella di dettaglio le scuole, gli alunni e il personale nelle sei
regioni)
L’assenza di figure apicali di riferimento – hanno ribadito alla Uil –
comporta, non soltanto tutti quei ritardi e quei deficit organizzativi
che si verificano in ogni struttura organizzata, senza vertice.
Nella scuola, insieme di competenze e funzioni non riconducibile a
logiche meramente aziendali, il risultato è quello di lentezze e rinvii
che incidono direttamente su aspetti essenziali del sistema di
istruzione. (da UilScuola)

“>Questi gli esempi concreti riportati
dai segretari Uil Scuola:

  • Riforma di secondo grado – sostegno
    e monitoraggio

  • Sperimentazioni per la valutazione
    di scuole e docenti

  • Dimensionamento (c’è uno stretto
    intreccio con le regioni)

  • Formazione iniziale (c’è uno stretto
    rapporto con le università)

  • Formazione e rapporti con i
    dirigenti scolastici

  • Gestione del contenzioso

  • Rapporti con le istituzioni regionali e del territorio

Le scuole non possono essere considerate semplicemente come ‘unità
amministrative’ – è quanto hanno sottolineato i segretari
regionali della Uil Scuola nel corso della conferenza nazionale a
Roma.

Il corretto funzionamento delle scuole di una regione
richiede attenzione, capacità di rispondere alle esigenze del
personale, di famiglie e studenti, utilizzo efficace di strumenti
differenziati: dall’edilizia scolastica alla realizzazione di
progetti mirati, dal coordinamento di situazioni fra loro eterogenee
alla gestione delle risorse.

La conferenza dei segretari
regionali ha sollecitato a tali nomine.
(Nella tabella di
dettaglio chi deve fare le nomine e in base a quali criteri).
Nella
individuazione dei nuovi direttori occorre fare attenzione al
rigoroso rispetto delle leggi.
Il punto è che l’iter di legge
implica una infinità di timbri e passaggi burocratici, che
meriterebbero – a parere della Uil – interventi di forte
semplificazione. Secondo l’ordinamento attuale, comunque, e in
attesa di procedure auspicabilmente più snelle, sono necessari
perché si giunga alla nomina definitiva.

La scuola ha bisogno
di essere guidata da persone in grado di saper governare processi
complessi, anche in relazione alle modifiche apportate al Titolo V
della Costituzione e non ‘super ragionieri’ – ha detto il
segretario della Uil scuola, Massimo Di Menna.
Servono persone
capaci e di forte autonomia dalla politica, che sappiano rispondere
alle complesse esigenze del sistema scolastico e delle sue
specificità – ha aggiunto Di Menna – in termini di qualità
della scuola, di risultati sul territorio in termini di offerta
formativa, di innalzamento degli apprendimenti e non del numero di
‘tagli’ che si è riusciti a fare.


Regioni & personale della scuola

Regioni

Docenti di ruolo

Docenti precari

Personale Ata

Ata precari


Sicilia

72420

8446

18408

4705


Campania

86475

7087

19635

5830


Umbria

9811

1746

2664

1061


Toscana

37434

8587

9459

3985


Liguria

14857

2669

3852

1519


Abruzzo

16301

2089

4228

1712

Regioni – scuole & alunni

Regioni


Scuole


Infanzia


Primaria


I° grado


II° grado


Sicilia

1186

117044

251325

175814

259992


Campania

1353

135562

295184

210783

323426


Umbria

167

19037

36765

23052

36974


Toscana

542

67604

145692

92446

145827


Liguria

216

21099

55368

36903

56319


Abruzzo

274

29112

55172

36813

60624

Nomine & criteri

Chi nomina i direttori  regionali



I posti sono conferiti con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca (ai sensi dall’articolo
3, comma 147, legge n. 350 del 2003)
 


I criteri di nomina


 
Si tiene conto, in relazione alla natura e alle caratteristiche degli
obiettivi prefissati ed alla complessità della struttura interessata,
delle attitudini e delle capacità professionali del singolo dirigente,
dei risultati conseguiti in precedenza nell’amministrazione di
appartenenza e della relativa valutazione, delle specifiche competenze
organizzative possedute, nonché delle esperienze di direzione
eventualmente maturate all’estero, presso il settore privato o presso
altre amministrazioni pubbliche, purché attinenti al conferimento
dell’incarico. (art. 40 D.Lgs n. 150/2009).