I lavori della 46.esima Settimana Sociale dei cattolici italiani, che si aprono giovedi’ prossimo a Reggio Calabria con l’obiettivo di stilare una ”agenda di speranza” per l’Italia, si struttureranno intorno a cinque aree tematiche, dedicate a lavoro, scuola, inclusione, mobilita’ sociale e universita’, e riforme. I cinque coordinatori delle diverse aree sono Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori, su ”Intraprendere nel lavoro e nell’impresa”; Paola Stroppiana, presidente dell’Agesci, su ”Educare per crescere”; Andrea Olivero, presidente delle Acli, su ”Includere le nuove presenze”; Franco Miano, presidente dell’Azione Cattolica, su ”Slegare la mobilita’ sociale”; e Lucia Fronza Crepaz, del Movimento dei Focolari, su ”Completare la transizione istituzionale”. Ciascuno di loro ha affidato ad una riflessione pubblicata sul sito piuvoce.net i propri obiettivi e le proprie aspettative. LAVORO. ”Tenere alta l’attenzione sul primato del lavoro”: questo, per Carlo Costalli, il principio di fondo a cui ispirare la discussione sull’economia e l’occupazione.
”Non vorremmo ci si abituasse all’idea di un’economia che cresce a scapito dei posti di lavoro – spiega infatti il presidente del Movimento Cristiano Lavortori -, specie dei giovani che registrano tassi di disoccupazione straordinari nonostante le diverse opportunita’ che la normativa offre”.
La recente crisi economica, aggiunge, ”ha evidenziato tutti i limiti di un sistema economico-finanziario che ha dato a molti l’illusione di poter guadagnare senza impresa e senza lavoro, semplicemente investendo e speculando”. Di qui la necessita’ ”non rimandare ulteriormente giuste e condivise riforme di sistema investendo sull’economia e sul lavoro reali”, di attuare una ”fondamentale” riduzione della spesa pubblica e degli sprechi e ”una riforma fiscale a sostegno delle famiglie e del lavoro”.
SCUOLA. Per rispondere alla ”sfida educativa” – individuata dalla Cei come tema portante del prossimo impegno pastorale per i prossimi dieci anni – c’e’ bisogno, secondo la presidente dell’Agesci, gli scout cattolici, di ”un patto tra i i diversi attori che si occupano dei giovani: scuola, famiglia, associazioni”, al cui interno e’ ”cruciale” il ”protagonismo dei ragazzi, inteso come capacita’ di ascolto, di valorizzazione delle loro energie, di cura delle loro speranze”. ”In una societa’ che punta all’individualismo e all’affermazione competitiva del singolo – osserva infatti Stroppiana -, e’ importante accrescere la cultura della responsabilita’, del servizio, dell’accoglienza delle differenze”. (ASCA)


