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Costume e società

Gelmini: Non riusciranno ad azzoppare Berlusconi

Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, non chiede le dimissioni di Gianfranco Fini da presidente della Camera (“lui sa come sono andate le cose, la scelta spetta soltanto a lui”) ma trova che nella vicenda della casa a Montecarlo, ricevuta in eredità da An, venduta a una società off-shore e oggi affittata al cognato della terza carica dello Stato, ci sia una “morale”. Ovvero che “quando la battaglia si fa difficile, in campo resta solo Berlusconi”. “Fini – afferma Gelmini in una intervista al Corriere della Sera – si confronta e si scontra con lui, Di Pietro se lo sogna la notte, il Pd non sa che pesci pigliare e di fronte alle elezioni scappa a gambe levate. Casini ci va a cena e la cosa si trasforma in evento. E gli obiettivi di Bossi sono raggiungibili solo grazie all’alleanza con Berlusconi. Qualsiasi tentativo di azzopparlo non fa che confermare la centralità del presidente”. Secondo Gelmini tra Fini e Berlusconi “lo spazio per ricucire è poco. Gli italiani ci hanno mandato al governo per cambiare, non certo per tirare a campare. Dobbiamo capire in fretta se ci sono le condizioni per un’azione di governo vigorosa e risoluta. Questo è il senso dei quattro punti da sottoporre al Parlamento dopo l’estate. Il programma, a parole, è il punto di riferimento di tutti, ora occorre dimostrarlo nei fatti”. E in questa direzione Gelmini definisce “positiva” la dichiarazione dei senatori di Futuro e Libertà “che richiama alla centralità del programma”. “Il governo – conclude Gelmini – ce la può fare però Fini ha sbagliato e noi siamo qui per governare, ma non a tutti i costi. Non al prezzo di indebolire la nostra spinta riformatrice. Di certo non accetteremo il logoramento”. In caso di caduta del governo “io ho grande fiducia nel presidente della Repubblica, una persona seria che saprà rispettare e attuare un mandato costituzionale molto chiaro: senza maggioranza si torna a votare”.(Apcom)

 redazione@aetnanet.org

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