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Sabato 1 Agosto 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Brava la Signora Gelmini,lodevole il suo gesto di attenzione a Catania,ma…..

La visita del Ministro dell’Istruzione  e dell’Università a Catania , tanto attesa e più volte richiesta, si è concretizzata in una calda giornata di luglio, e per motivi non prettamente scolastici.
E’ stato molto apprezzato il suo gesto di cortesia e di attenzione nei confronti di Laura Salafia, la studentessa universitaria, rimasta vittima di una sparatoria tra malavitosi.
La visita all’ospedale rivela, infatti, quella sensibilità umana che connota il politico quando svolge una funzione di “servizio pubblico”
 Le sue parole di apprezzamento per Laura costituiscono anche un riconoscimento alla scuola siciliana e ritorna in mente il bisogno di avere il Ministro Maria Stella Gelmini quale interlocutore diretto dei problemi della scuola e dell’Università.  A Siracusa si è parlato “liberamente” ….
A Siracusa si è parlato “liberamente” di federalismo di un progetto culturale e politico, che “guarda il futuro e progetta il domani” ed è proprio la scuola il luogo dove nasce il futuro.
        Se le parole hanno valore, se la Fondazione vuole essere incisiva, dopo il convegno aretuseo si attendono i fatti.
        Ci sono problemi che reclamano risposte immediate e non procrastinabili, quali ad esempio quello delle classi a tempo pieno rimaste ancora nell’incertezza di futuro
        Si tratta, infatti di un servizio proposto e previsto dagli ordinamenti, ma di fatto negato e precluso a tanti che ne fanno richiesta
        Vista la positività del servizio a tempo pieno attivato in due classi e considerato il positivo rendimento scolastico dei 50 bambini,  per il prossimo le richieste di ben 77 genitori, sollecitano l’attivazione  di  tre classi a tempo pieno, invece ne è stata assegnata soltanto una e quindi  appena 25 alunni  potranno beneficiare di tale servizio  e agli altri 52 viene negata tale opportunità pur essendo tutti genitori lavoratori che affidano i loro figli alla scuola per un servizio di quaranta ore settimanali.
        Si costruisce così  il domani della società e la scuola dovrebbe dare le basi e le garanzie di un modello di nuova politica che diventa servizio e attenzione ai bisogni dei genitori lavorano e sono costretti a lasciare i figli a casa e affidarli  a baby setter  e badanti rumene.
        Per non gravare sul bilancio dello Stato, non sarebbe più funzionale  utilizzare al meglio le risorse già disponibili dei docenti soprannumerari  nelle  prime classi a tempo pieno  della scuola primaria  e garantire a questi bambini un servizio di  apprendimento di un metodo di studio ?      
Tali docenti, che hanno perduto il posto nelle sedi di titolarità, ma, essendo di ruolo, hanno il diritto del mantenimento in servizio e quindi dovranno essere ugualmente impegnati nella scuola e pagati dallo Stato.
Quale forma migliore di corretta e funzionale utilizzazione delle risorse disponibili, pur nelle difficoltà economiche del momento?.
I genitori  lavoratori che chiedono alla scuola un servizio scolastico a”tempo pieno” nella scuola primaria, attendono fiduciosi un cortese e sollecito  e “liberamente”   reclamano una risposta che sia  “sociale” e “politica”.Questa è, infatti, un’esigenza diffusa in diverse città dell’Isola ed il servizio pubblico dovrebbe essere “liberamente” fruito dai cittadini e dalle Istituzioni “liberamente” prestato.

              A nome dei 154  genitori  dei 77 bambini iscritti
 alla classe prima elementare

Giuseppe Adernò
Preside Istituto Parini – Catania


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