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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Spesa pubblica

Per 200mila docenti arriva stop scatti anzianità. In media 2mila euro mancata progressione carriera

Per gli insegnanti della scuola lo stop degli scatti di
anzianità fino a tutto il 2012, previsto dalla manovra finanziaria
firmata oggi dal Capo dello Stato, comporterà
un mancato incremento stipendiale medio di 2mila euro lordi: la stima
riguarda circa 200mila docenti che nei prossimi tre anni avrebbero
dovuto usufruire del cosiddetto passaggio di ‘gradone’.

Per i docenti il danno economico è particolarmente gravoso perché lo
scatto di anzianità non avviene ogni due anni, come previsto negli
altri comparti pubblici, ma ogni cinque-otto anni: quando l’insegnante
raggiunge l’anzianità prevista, nella busta paga si applica, con
modalità automatica, un incremento medio pari a quasi 180 euro lordi.
(Apcom)

L’importo varia in base agli
anni di anzianità acquisiti: a tal fine valgono pure quelli di
pre-ruolo, anche se vengono conteggiati per intero solo i primi quattro
anni di precariato.
Più si sale di anzinità, quindi, più il mancato aumento sarà maggiore: per un docente della scuola superiore con
vent’anni di servizio alle spalle, ad esempio, con un importo lordo
annuo attorno ai 28mila euro, lo scatto automatico corrisponde a quasi
3mila euro lordi (circa 250 euro al mese).

Per il personale non docente –
amministrativi, tecnici ed ausiliari – il mancato passaggio da un
‘gradone’ all’altro comporterà un danno economico minore: un
collaboratore scolastico neo assunto, ad esempio, che guadagna 14.900
lordi l’anno, per effetto del blocco ne perderà 290.

I sindacati della scuola in questi giorni hanno chiesto al governo di
recuperare, alla fine del 2013, gli scatti sessennali che dovessero
essere perduti per effetto del decreto e che per gli insegnanti sono
l’unica forma di progressione della carriera: nel testo del dl la
correzione, che avrebbe un impatto negativo anche sull’entità della
pensione, non è stata però apportata. Per il personale della scuola
l’ultima speranza, a questo punto, è che ci pensi direttamente il
Parlamento.