Un giovane scrittore, poco più che trentenne, meridionale e precario della scuola, iscritto nelle tanto vituperate graduatorie ad esaurimento, e che tra l’altro si firma con nome e cognome con le iniziali in minuscolo, un mio antico vezzo, non poteva non incuriosirmi.
È solo un prof. supplente di “ storia e filo” sfigato e sognatore, che riesce però ad affascinare e far sognare.
Con una prosa giovane, fresca, tenuta sul filo dei sentimenti senza mai scadere nella retorica, riesce a coinvolgere e a farsi leggere in un fiato.
Non è solo il racconto di un anno di scuola.
È un testo coraggioso e innovativo che pone il problema del rapporto fra generazioni in un’ottica di reciproca maturazione e comprensione.
Un bel romanzo tutto da scoprire, che mi permetto di consigliare ai colleghi che fanno, o sperano ancora di fare, il mestiere difficile dell’insegnante.


.jpg)