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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Il ministro Brunetta vuole una adeguata formazione degli insegnanti

Tuttavia questa volta il ministro Brunetta ha ragione, se le sue dichiarazioni, riportate in tante parti del web, sono realmente queste. E pare che si sia pure dilungato sulle carenze di infrastrutture nelle scuole, come i laboratori, i sussidi didattici ecc, con risultati altrettanto negativi sul rendimento complessivo dei ragazzi la cui preparazione è assai distante dal resto d’Europa. La sua proposta è quella di “investire di più in qualità, formazione e aggiornamento e ritornare a concorsi seri e duri, premiare il merito e punire i fannulloni. (…)Dobbiamo rimboccarci le maniche. Spendiamo tanto soprattutto in stipendi, con pochi risultati”. Dichiarazione su cui siamo perfettamente d’accordo ma che agli effetti pratici risulta alquanto contraddittoria e un po’ populista, se le avvisaglie sono quelle che avvertiamo. Infatti, per un verso scatta la riforma della secondaria superiore, definita dalla ministra epocale, ma dall’altro nessuno ha pensato di formare i docenti, aggiornandoli, non solo sulla sua impalcatura complessiva ma neanche sulla modalità di applicazione soprattutto nei tecnici e nei professionali. E allora come fa a dirlo? Lo stratagemma è semplice perché, si capisce tra le righe, la responsabilità non è né della ministra Gelmini né del suo governo, ma delle scelte scellerate degli altri. Infatti i colpevoli sono sempre i predecessori, mentre quando le cose non piacciono e si è messi di fronte alle responsabilità oggettive si grida al complotto. Bastava, durante il suo interevento, che ci fosse un esperto di cose della scuola che gli facesse queste semplici domande, insieme a un’altra che dorme sui tagli di fondi al Miur imposti da Tremonti.